Terrepadane, storia ultracentenaria al servizio degli imprenditori agricoli e proiettata verso il futuro

Il resoconto del workshop “La fiscalità dei Consorzi: il caso Terrepadane e la sua evoluzione centenaria”

La visione è la stessa di quando è stato fondato 120 anni fa: essere al servizio degli agricoltori, innovando e supportando tecnologicamente la crescita, ma nel rispetto e la tutela dell’ambiente e delle sue risorse, con la consapevolezza che l’agro-alimentare è un comparto strategico per l’Italia, un patrimonio che vale il 17% del Pil: diversificato, di cultura e patrimonio, di competenze culinarie, di salute e genuinità riconosciute da tutto il mondo.

E’ oggi questo, come allora, il Consorzio Terrepadane, il cui direttore amministrativo Luca Bazzini ha partecipato ad un workshop “La fiscalità dei Consorzi: il caso Terrepadane e la sua evoluzione centenaria”, organizzato dal prof. Marco Allena, docente del Corso di diritto tributario dell’impresa della facoltà di Economia e Giurisprudenza  della Cattolica.

Bazzini ne ha ripercorso la storia centenaria e gli scopo evidenziati da uno dei fondatori, l’avv. Anguissola, ovvero quello di acquisti collettivi, forniture di attrezzi, stoccaggio cereali, esattamente come oggi. Un lungo cammino caratterizzato anche da tanti momenti di difficoltà superati con l’intento di vincere la sfida dell’innovazione ed una costante espansione che ha portato il Consorzio da Piacenza in altre province (Milano, Pavia e Bergamo), con costanti utili di esercizio ed una confortante evoluzione del patrimonio netto ed un bilancio chiuso quest’anno con un fatturato di 190 milioni di Euro e che dovrebbe superare nel 2021 i 200 milioni.

“Con una mission ben prefissata: essere leader, efficienti per ridurre i costi, offrire servizi tecnici, finanziari, manageriali, di supporto alla crescita delle aziende, puntando sui giovani, diversificando il fatturato per ridurre il rischio e la stagionalità (pomodoro e frumento a Piacenza, cerealicoltura ed allevamenti a Lo e Mi, riso e vino a Pv), con una logistica rapida ed efficiente, consona ai tempi.

Anche i servizi finanziari- ha ricordato Bazzini- sono fondamentali per chi si espande ed in un momento così difficile; per realizzare tutti i servizi- ha ribadito- dobbiamo investire, essere leader di mercato”.

Ed ha citato la realizzazione dello stabilimento di Fiorenzuola per i concimi liquidi e fogliari, lo show- room a Piacenza con officina per i trattori, lo stoccaggio dei cereali a Rottofreno e per quelli Bio (un settore in forte espansione) a Rizzolo, “ma soprattutto puntiamo su accordi di filiera (Barilla ed altri importanti partner), il che significa creare valore aggiunto e prevenire eventuali rischi economici. Tutte queste azioni rappresentano un esempio virtuoso di come l’agricoltura piacentina sia da sempre capace di innovare e di trovare soluzioni vincenti, che sposino reddittività delle imprese con sostenibilità, anticipando in questo caso anche gli orientamenti della stessa Unione europea, che nella nuova Pac valorizza questi contratti come strumenti di miglioramento del valore aggiunto dei prodotti, soprattutto nelle aree svantaggiate. A tal fine- ha ricordato- abbiamo stipulato anche convenzioni con gli istituti bancari perché l’accesso al credito è essenziale”.

Dunque tecnologia, aggiornamento, investimenti, puntando sulla sostenibilità, per offrire alle imprese servizi che possano migliorare la loro redditività, che si reggono sull’innovazione e la tecnologia. “Per Terrepadane- ha ribadito Bazzini- il fattore umano è al centro di ogni innovazione, investendo continuamente sui giovani, che non a caso spesso sono laureati della Cattolica e dalla Facoltà di Agraria con cui si collabora con diversi progetti, come quello relativo alla ricerca ed applicazione dei “biostimolanti”, una nuova e rivoluzionaria frontiera, che permetterà di apportare fertilità ai terreni senza l’utilizzo di chimica”

L’analisi del direttore amministrativo di Terrepadane si è poi appuntata sulla legislazione inerente i Consorzi. Ha parlato delle agevolazioni fiscali previste per le cooperative per agevolarne il fine mutualistico ed ha parlato delle condizioni di applicabilità, ovvero il non mettere a tassazione una percentuale parziale e per tipologia di cooperativa.

Ha trattato poi del quadro normativo con le varie leggi sulle coop a mutualità prevalente che ha rilevanza civilistica e fiscale, fondamentale per un settore come quelle dell’agroalimentare che rappresenta il 17% del Pil. “Dunque la massima attenzione ai Consorzi agrari perché aiutano l’agricoltura a creare prodotti che hanno una connotazione unica nel mondo e sono quindi di interesse generale. Ovvio che bisogna dare informazioni sulla gestione del bilancio. Anche noi abbiamo vincoli (art. 2514 C.C) sulla distribuzione dei dividendi ed il divieto di distribuzione ai soci delle riserve”. Bazzini ha ricordato che il Consorzio può partecipare ad una società di capitale a condizione che ne detenga la maggioranza dei voti nelle assemblee ordinarie. Ha citato la nuova realtà consortile (CAI), cui partecipa anche la Cassa depositi e prestiti ma a cui non ha aderito Terrepadane. Ha trattato della fiscalità e della tassazione (legge del 30/12/2002 n° 311) ed ha spiegato poi i ristorni, ovvero la tecnica per ripartire tra i soci il vantaggio mutualistico che consente un risparmio della spesa ed una maggior remunerazione.

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