Terzo settore, c’è la legge. Ora via ai decreti attuativi

Importante convegno alla Cattolica di Piacenza a cui hanno partecipato studiosi, politici ed i rappresentanti degli Ordini professionali e di categoria

Un momento del convegno

La legge c’è o meglio, sono stati definiti i principi ed ora si tratta di indicare con esattezza le regole attinenti il quadro normativo. Per riflettere sulla complessa riforma del terzo settore, per proporre spunti di riflessione utili alla stesura dei decreti attuativi, con particolare riferimento alla revisione organica della disciplina degli enti senza scopo di lucro, allo scopo di predisporre regole chiare e funzionali per le autorità di controllo, gli operatori e i professionisti, si è svolto alla Cattolica di Piacenza un convegno (con il contributo di Mediolanum) organizzato dall’Università Cattolica e dall’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Piacenza, sotto il coordinamento e la direzione scientifica del professor Pier Antonio Varesi, ordinario di diritto del lavoro della Cattolica di Piacenza, del professor Mauro Paladini, associato di diritto privato nell’Università di Brescia, del Dott. Alessandro Candido, assegnista di ricerca in istituzioni di diritto pubblico della Cattolica di Piacenza e di Carleugenio Lopedote, Dottore commercialista.

In mattinata, dopo il saluto del direttore di sede Mauro Balordi, di quelli del sindaco Paolo Dosi (il Vescovo Ambrosio ha inviato un messaggio), dei presidenti degli Ordini dei Dottori Commercialisti, degli avvocati, dei Notai, del vice della Fondazione Piacenza e Vigevano Roberto Rovero e di Gianluca Randazzo della Banca Mediolanum, ha preso la parola il Rettore dell’Università Franco Anelli che ha ricordato come nel passato si sia verificato un deleterio sovrapporsi di regole. “Penso all’impresa sociale con successi fino ad ora solo parziali che riflettono un momento delicato. Bisogna comprendere il valore dell’integrazione nel tessuto sociale, il sostegno alla persona e le opportunità di impiego. E’ difficile intervenire nel codice  e quindi la materia va inserita con interventi cadenzati dove si mettono insieme economie individuali e collettive, a carattere sociale e di attenzione alla persona. Ed ancora il ruolo del welfare che oltre che pubblico si deve integrare con il privato”.

Era presente anche il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba che ha seguito tutto l’iter della riforma per conto del Governo. Nel suo intervento ha spiegato che è stato necessario riordinare il quadro normativo tenendo conto che i dati Istat indicano per 300.000 soggetti operanti nel settore. “E’ necessario sviluppare un sistema per far crescere in continuità le associazioni e pertanto è stato ed è fondamentale mettere ordine in un settore aggrovigliato.  A tal fine - ha chiarito Bobba - i centri di servizi del volontariato avranno una compagine più larga; non solo con le organizzazioni di volontariato, ma anche le altre associazioni, conserveranno il ruolo guida. Avranno nuove risorse e nuovi compiti, come quello di accompagnare sul piano del controllo tante piccole realtà a beneficio della loro attività e per consolidare la loro presenza nei territori locali”. Intanto si è cominciato con il Decreto attuativo per il servizio civile che coinvolgerà quest’anno oltre 5000 giovani. “La riforma - ha spiegato il sottosegretario - sarà un unico corpus normativo; ci sarà un  Registro unico delle organizzazioni del terzo settore unico per l’Italia e poi gestito dalle Regioni, il tutto per dare ordine e trasparenza a questo complesso sistema. Ci saranno provvedimenti che aiutano le imprese sociali ed uno specifico Decreto che riordina il 5 per mille, una misura recentemente stabilizzata nel finanziamento, per garantire trasparenza nell’accesso al beneficio.

Infine un ulteriore Decreto che riguarda le reti associative e i centri di servizio per il volontariato. Vogliamo che ci siano sul territorio dei catalizzatori, degli aggregatori per le realtà legate alla comunità locale, ma che hanno bisogno di lavorare insieme con altre, dato le piccole dimensioni, per essere funzionali. Insomma una serie di novità, soprattutto quella riguardante il ricorso ad “aree vaste” anche per i centri per il servizio al volontariato”. Ad una nostra precisa domanda, l’on Bobba ha detto che “l’opposizione alla nuova legge è venuta soprattutto dai 5 Stelle mentre Forza Italia prima si è astenuta e poi ha votato contro. Ma c’è comunque un fronte compatto che sarà essenziale per emanare i Decreti attuativi legislativi”.

“Questo importante convegno- ci ha chiarito il prof. Pier Antonio Varesi- è stato organizzato per dare rilievo ad una fondamentale legge dove già è stato approvato il Decreto per il servizio civile e sono in fase avanzata altri decreti attuativi. Riguarda tutti gli operatori del mondo sociale, le associazioni e coinvolge l’Ordine degli avvocati, dei commercialisti, dei notai perché questa legge modifica profondamente la precedente e quindi è necessario regolare la materia in modo preciso e con nuove regole”. Ecco perché nella sessione mattutina, coordinata dalla Prof.ssa Anna Maria Fellegara, Preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’ateneo Piacentino si sono esaminati i profili giuridici della riforma del terzo settore su diversi settori: del Diritto privato, con il professor Giulio Ponzanelli dell’Università Cattolica di Milano, del Diritto costituzionale, con il Prof. Emanuele Rossi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, di quello Commerciale, con il professor Andrea Perrone dell’Università Cattolica di Milano. E’ stato inoltre esposto il punto di vista dell’Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (tramite un rappresentante del Consiglio Nazionale). La sessione pomeridiana, coordinata dal professor Pier Antonio Varesi, mirava invece ad esaminare le problematiche e le prospettive della riforma del terzo settore dal punto di vista degli attori del sistema. Sono intervenuti il dottor Giorgio Righetti, Direttore Generale dell’Associazione Fondazioni e Casse di Risparmio Spa, il professor Stefano Zamagni, già Ordinario di economia politica presso l’Università di Bologna, la professoressa Elena Zuffada, Ordinario di economia aziendale presso l’Università Cattolica di Piacenza, il professor Giorgio Fiorentini, Docente Senior di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l’Università Bocconi.

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