Tesoretto nucleare, niente fondi a Cremona. Il presidente della provincia Torchio attacca e il sindaco di Caorso ribatte

Tesoretto nucleare solleva querelle fra Cremona, Piacenza e Caorso. Niente soldi alla prima e messa a tacere la seconda dal sindaco Callori. E delle risorse 2007 sul nucleare, restano ancora da avere e da dividersi, 8 milioni di euro

I fondi per lo smaltimento del nucleare, stabiliti dalla legge 368 del 2003, sono il motivo dell'amaro sfogo di Giuseppe Torchio, presidente della Provincia di Cremona. Accusati: il titolare di Palazzo Uffici, Boiardi e il sindaco di Caorso, Callori, reduci dalla riunione romana dell'Anci – associazione nazionale dei comuni italiani. Non sono state rispettate, a detta di Torchio, le linee concordate insieme prima della riunione di Roma. Si chiedeva una modifica della legge che eroga i fondi per i siti ex-nucleari, poiché Cremona non figura nell'elenco.

“Non sono mai stati devoluti soldi per i territori che come Cremona, hanno speso e spendono per centri di decontaminazione di primo e secondo livello, attrezzatura, piani di intervento, protezione civile e formazione” ha dichiarato. Ma, pronto, ribatte Callori che sottolinea come “la legge non vada modificata e che rimangono interessate le otto Province attuali”. Cremona a bocca asciutta, ma non è la sola destinataria delle precisazioni del sindaco di Caorso.

Anche Boiardi, presidente della Provincia di Piacenza, si prende la sua parte di rimbrotti. La querelle, qui, è un'altra. Boiardi, ieri, ha attaccato il sindaco Callori sulla gestione del tesoretto nucleare.

Puntuale, arriva la replica dell'accusato. “Se la Provincia ha avuto risorse e ne avrà altre a breve, è grazie a Caorso e sono fondi piovuti addosso, perché non solo questo ente non ha fatto nulla per ottenerli, ma anche messo i bastoni tra le ruote. Le dichiarazioni di Boiardi sono fuori luogo e il Comune di Caorso è in grado di gestire e utilizzare le risorse”.

Tesoretto motivo del contendere, dunque, anche perchè le risorse non sono poche. La legge stabilisce un “risarcimento” di 184 milioni di euro, da dividere fra le 8 Province che hanno ospitato siti nucleari. All'appello, mancano ancora 8 milioni di euro del 2007. Ancora da erogare (si è in attesa del Decreto del Ministero dell'Ambiente) e da dividere.



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