Torna a regime la centrale idroelettrica di Ruffinati distrutta dall'alluvione

Con un investimento di oltre 7 milioni di euro, Enel ha rimesso in esercizio la centrale idroelettrica di Salsominore danneggiata dall'alluvione del settembre 2015 che ha interessato la provincia di Piacenza. I lavori di ristrutturazione dell'impianto sono durati 18 mesi

Questa mattina, alla presenza del sindaco di Ferriere Giovanni Malchiodi, dell’assessore regionale alla Protezione Civile Paola Gazzolo e del responsabile Unità di Business Idroelettrica Emilia Toscana di Enel Divisione Energie Rinnovabili Italia Alberto Sfolcini, è stata inaugurata la centrale di Salsominore, situata nel comune di Ferriere che, dal 1930, anno in cui è entrata in esercizio, è stato un punto di riferimento nella provincia di Piacenza e un impianto strategico per il territorio nazionale, garantendo una produzione annua media di 63 milioni di kilowattora di energia pulita e rinnovabile, pari al fabbisogno di 24.000 famiglie.

Con un investimento di oltre 7 milioni di euro, già all’indomani degli eccezionali eventi alluvionali del 2015 che hanno interessato in particolare la Valtrebbia e la Val d’Aveto in provincia di Piacenza,  Enel ha dato il via ai lavori di ristrutturazione all’interno della centrale di Salsominore che è stata investita da una vera e propria colata detritica proveniente dal Rio Ruffinati che ha sommerso una parte dell’impianto. Con un impiego di oltre 90 imprese alcune delle quali provenienti dal territorio piacentino, i lavori hanno interessato inizialmente la pulizia dell’impianto con la rimozione complessiva di 75 tonnellate di legname e 20.000 metri cubi di detriti. Il piano degli interventi è proseguito con lo smontaggio e la revisione completa in officina di turbine, alternatori e componenti di potenza della stazione elettrica ad alta tensione annessa alla centrale, mentre la parte relativa alla quadristica di automazione, comando e controllo è stata sostituita con apparecchiature di innovazione tecnologica di ultima generazione.

A seguito dell'evento alluvionale, anche la diga di Boschi, le cui acque alimentano la centrale, messa fuori esercizio provvisorio, è stata interessata da lavori di revisione straordinaria dei sistemi di movimentazione delle paratoia di scarico di superficie e di disostruzione degli scarichi di fondo che erano stati occlusi dal materiale trasportato dalla corrente. Enel ha quindi proceduto, con il nulla osta del Ministero delle Infrastrutture - Ufficio Tecnico per le Dighe di Milano, al reinvaso della diga e, nell’ottobre del 2016, è rientrato in servizio uno dei gruppi di produzione. “Quella di oggi è una giornata importante perché si compie un altro passo avanti verso un pieno ritorno alla normalità, dopo la grave alluvione che ha interessato il territorio piacentino” – ha dichiarato Paola Gazzolo  assessore alla Protezione civile dell’Emilia-Romagna - .“Rivolgo un apprezzamento a Enel per la grande efficienza e tempestività dell’intervento, nonché per la collaborazione crescente con la Regione sulle attività da mettere in campo in caso di emergenza per assicurare la continuità dei servizi essenziali, definite nell’ambito di uno specifico Protocollo operativo”.

“Siamo orgogliosi di aver completato questo grande intervento di ristrutturazione che ha pochi precedenti in Italia e nel mondo – ha dichiarato Alberto Sfolcini -. I lavori sono stati condotti con particolare attenzione agli aspetti relativi alla sicurezza e all'ambiente, cogliendo tutte le opportunità di miglioramento delle prestazioni tecniche ed ambientali dell'impianto. Desidero ringraziare tutti i colleghi e le maestranze per l’impegno profuso e l’entusiasmo dimostrato”.

Con una portata massima di 9 metri cubi/secondo ed un salto medio di 216 metri, la Centrale di Salsominore, dove sono impiegati 13 dipendenti, dispone di due gruppi di produzione (uno con turbina di tipo Pelton e uno con turbina di tipo Francis) per una potenza installata di 18,5 MW e assicura una produzione annua media di 63 milioni di kilowattora di energia pulita, con un risparmio in termini di emissioni di anidride carbonica di 26.000 tonnellate rispetto ad analoga produzione da combustibili fossili. Nell’edificio di centrale è inoltre ospitata una cabina di media tensione (gestita da e-distribuzione), di cui la stazione ad alta tensione annessa alla centrale costituisce la principale fonte di alimentazione, che serve circa 15.000 utenze.

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