Tremila lavoratori a tempo indeterminato in più in due anni nel Piacentino

L’anno 2016 conclude un primo ciclo di grandi mutamenti nelle condizioni del mercato del lavoro anche in provincia di Piacenza

I rapporti sul lavoro delle nove province dell’Emilia-Romagna riportano i flussi di lavoro dipendente (attivazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro e conseguenti variazioni delle posizioni lavorative) registrati negli archivi Siler (Sistema informativo lavoro Emilia-Romagna) delle Comunicazioni obbligatorie inviate dalle imprese ai dei Centri per l’impiego della regione. Queste informazioni trovano una naturale integrazione nei dati provinciali della Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat e in quelli relativi al ricorso agli ammortizzatori sociali dell’Inps. 

L’anno 2016 conclude un primo ciclo di grandi mutamenti nelle condizioni del mercato del lavoro anche in provincia di Piacenza. «Nel biennio 2015-2016 si è assistito ad una crescita straordinaria delle posizioni lavorative dipendenti, da ascriversi in gran parte ai contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti introdotti dal Jobs Act, favoriti in maniera determinante dalla decontribuzione inscritta nelle Leggi di stabilità 2015 e 2016: anche in provincia di Piacenza si è rilevata una variazione delle posizioni lavorative dipendenti pari a 6.295 unità, di cui ben 4.770 a tempo indeterminato (ossia il 75,8% del totale), che ha assicurato parimenti una ripresa quantitativa degli occupati dipendenti oltre le soglie pre-crisi registrate nel 2008.

La ripresa degli occupati dipendenti è confermata dalle stime Istat sulle forze di lavoro: il dato medio annuo provinciale è passato da 90 mila unità nel 2014 a 93 mila nel 2016, con una variazione pari a 3mila dipendenti in più, inferiore però alla variazione delle posizioni lavorative dipendenti di fonte Siler. Più in particolare, nel 2016, le posizioni di lavoro dipendente risultano ancora in crescita di 3.509 unità, cifra che sintetizza 136 posizioni in più nell’apprendistato, 972 a tempo indeterminato, ben 1.003 nel lavoro somministrato e 1.398 a tempo determinato. Il lavoro a tempo pieno è cresciuto di 2.011 unità e quello a tempo parziale di 1.500; si rilevano -2 unità per le quali non è noto l’orario di lavoro.

La crescita del lavoro dipendente avvenuta nel mercato del lavoro piacentino, nel 2016, è dipesa da un incremento di 213 posizioni lavorative dipendenti in agricoltura, di 659 nell’industria in senso stretto, di sole 67 nelle costruzioni, di 559 nel commercio, alberghi e ristoranti e di ben 2.028 nelle altre attività dei servizi (settore in cui rientra la logistica); si rilevano -17 unità in attività non classificate. Si colgono segnali di riduzione della disoccupazione: fra il 2015 ed il 2016, i disoccupati passano da 12mila a 10 mila unità ed il tasso di disoccupazione generale cala dall’8,8% al 7,5%, così come, per la prima volta, diminuisce significativamente sia il tasso di disoccupazione riferito ai giovani di 15-29 anni (dal 22,1% al 16,4%) che il tasso di disoccupazione femminile (dal 10,5% all’8,7%). Ma si è lontani dalla situazione di virtuale pieno impiego che caratterizzava l’economia piacentina prima della crisi. Nel 2016 il monte ore autorizzate di cassa integrazione guadagni è sceso a 1.536.832 ore, il livello più basso dal 2009, in drastica diminuzione (-54,8%) rispetto al valore rilevato nel 2015.

Aggiornamenti congiunturali al I trimestre 2017

Nel primo trimestre 2017, in provincia di Piacenza, il complesso delle attivazioni dei rapporti di lavoro dipendente ha registrato un significativo calo congiunturale (-11,8%) e la variazione delle posizioni di lavoro dipendente, al netto dei fenomeni di stagionalità, è stata modestamente negativa: -204 unità, come viene misurato dal saldo destagionalizzato fra attivazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro. 

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