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Giovedì, 26 Maggio 2022
Confesercenti

«Turismo al collasso, servono proroga cassa integrazione, moratoria sui mutui e ristori»

Lo chiede l’associazione di categoria: «Nel periodo delle festività abbiamo visto un crollo dei guadagni dal 50 al 70%»

«Occorrono interventi immediati per non lasciare che le imprese legate al turismo chiudano i battenti e i lavoratori rimangano senza lavoro». Lo chiede Confesercenti Piacenza, allarmata per «le difficoltà in cui versano tutte quelle attività che, soprattutto nel periodo natalizio, di norma registravano i maggiori introiti, e che si trovano ora a fare i conti con una crisi senza precedenti. La paura del dilagare della nuova variante Omicron che ha costretto a casa molti turisti e clienti e il personale delle imprese, molte delle quali contagiate o a casa in quarantena, sta mettendo a dura prova la sopravvivenza di ristoranti, alberghi, bar, agenzie turistiche etc». Per il direttore Fabrizio Samuelli: «Siamo ormai in un lockdown strisciante; nel periodo delle festività, quelli in cui normalmente si registrava il maggior incasso, abbiamo visto un crollo dei guadagni dal 50 al 70%, che si vanno ad aggiungere ai due anni tremendi appena trascorsi. Occorre immediatamente prorogare retroattivamente la cassa integrazione già scaduta a fine dicembre, per non lasciare per strada moltissimi lavoratori». Occorre, anche, continua, «la moratoria dei mutui, calmierare gli affitti dei locali e il prezzo delle bollette altissime che stanno arrivando. Inoltre, chiediamo aiuto per il controllo dei greenpass rafforzato che con personale ridotto spesso a causa del virus, ci crea una difficoltà ulteriore. Ai comuni chiedano sgravi sulla Tari e sulla Cosap, di garantire la sopravvivenza dei dehors. Ma soprattutto è fondamentale - conclude Samuelli - rifondere fiducia sul futuro del lavoro con politiche a lungo termine, perché a molti di noi sta venendo meno la speranza di poterci risollevare».

Dello stesso tenore la dichiarazione del presidente Confesercenti Piacenza, Nicolò Maserati: «Dopo il disastroso mese di dicembre, che ha decimato presenze turistiche nella nostra regione, ora la politica pensi velocemente a come arginare la moria di posti di lavoro e la chiusura delle imprese. La recrudescenza dei contagi ha di fatto annullato un discreto autunno sotto il profilo delle presenze turistiche, tali da far ipotizzare una lenta ripresa anche grazie alle festività natalizie. Purtroppo, così non è stato: numerose disdette sia dal mercato estero che interno hanno dimezzato i fatturati già in forte perdita, più o meno in tutti i settori del nostro turismo regionale, tra l'altro, nel momento peggiore anche sotto l'aspetto dei costi che sono schizzati alle stelle con i costi energetici raddoppiati, lo stop della cassa integrazione straordinaria per i dipendenti, e con Imu e mutui in ripartenza. Sono tantissime le imprese prossime alla chiusura! Servono urgenti misure da parte del Governo che attenuino almeno le uscite di cassa; chiediamo quindi la proroga degli ammortizzatori sociali per evitare migliaia di licenziamenti, lo stop di Imu, una nuova moratoria sui mutui e nuovi ristori per i settori maggiormente colpiti. Se non ci saranno misure incisive e rapide anche il Pil della nostra Regione a forte vocazione turistica ne risentirà pesantemente, in un momento in cui anche le casse regionali gravate dalla sanità, stanno facendo uno sforzo enorme per far quadrare i conti.  Le belle parole e le tante promesse fatte per il turismo nel Pnrr si stanno lentamente sgretolando sotto le picconate della pandemia. Confidiamo quindi che a Roma passino ai fatti: ne va del futuro delle nostre imprese e del nostro territorio».

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