Un festival dedicato al pane come materia prima della civiltà contadina e della cultura alimentare

Dal Convegno alla Tosa di Vigolzone: una rete per i musei etnografici provinciali pensando a progetti che costringano a lavorare insieme

(Fotografie di Oreste Grana)

Una rete web per i musei etnografici e della cultura contadina della provincia di Piacenza. Se ne è discusso al convegno ospitato dall’Azienda Vitivinicola ed Agrituristica La Tosa di Vigolzone. Tema dell’incontro l’opportunità di un sito Internet policentrico, fortemente coordinato, in cui i notevoli patrimoni raccolti e le specificità museali esprimono una chiara identità proponendosi come punti di riferimento e come presidi culturali allargati al territorio.

L’incontro promosso dall’Associazione per la Didattica rurale Fattorie per Tutti - in collaborazione con Associazione Culture  Sviluppo Locale e con patrocinio del comune di Vigolzone e dell’Amministrazione Provinciale di Piacenza, e’ stato aperto da Ferruccio  Pizzamiglio e dall’assessore Silvia Milza e animato dagli interventi di referenti o collaboratori dei principali musei etnografici della nostra provincia e di esperti del settore: Mauro  Magistrati per il Museo  Etnografico Val Trebbia (Cassolo di Bobbio ), Rosa  Pagani per Il Museo Contadino  annesso all’Istituto tecnico Agrario Raineri ( Piacenza ), Fausto Borghi del museo dell’Arte Mugnaia - Mulino del Lentino (Nibbiano), Renato  Passerini e Marco  Gallinari della Collezione Cortevecchia (Grazzano Visconti ), Ferruccio  Pizzamiglio del Museo della vite e del vino annesso all’az. Agr. La   Tosa.  Al termine i contributi di Fabio Malusardi, Luigi Madreperla e Andrea Rossi.                                            Le realtà museali al centro della serrata tavola rotonda sono nate e cresciute grazie l’appassionato impegno e al lavoro volontario di persone accomunate dalla volontà di conservare testimonianze archeologiche e storico sociale. Il fine è il raccontare e preservare un patrimonio ormai irripetibile di macchinari e attrezzi riguardanti il lavoro agricolo, la vita familiare ed i mestieri artigianali della nostra civiltà contadina e quindi la storia del territorio, obiettivo che la frequenza alle collezioni e il numero delle visite testimoniano raggiunto e che sono forieri di concreti potenziali di sviluppo. A questi punti di forza si contrappongono però criticità legate all’apatia delle istituzioni e di organismi che nello sviluppo del territorio di appartenenza hanno la loro “mission”. 

L’architetto Flaviano Celaschi ha concluso i lavori con l’intervento, apertamente condiviso dai numerosi presenti, che qui di seguito sintetizziamo. Il contesto del tema che abbiamo affrontato oggi è la tensione tra la tendenza alla smaterializzazione digitale e quella al recupero neorealista delle tradizioni materiali e fisiche del nostro mondo. Ma questi due estremi non devono essere in contrasto, bensì alleati, devono potersi aiutare nel tentativo di offrire contenuti importanti al digitale che ormai sta nelle “nuvole” con il rischio di totale distonia dalla realtà e il grande patrimonio del nostro reale quotidiano che però non trova spazio nella rete delle relazioni globali digitalizzate.

Fare una rete di questi progetti di raccolta e musealizzazione della civiltà contadina nel nostro territorio potrebbe avvenire nel nome di un grande museo aperto e diffuso del ‘900, il secolo che più di ogni altro ha trasformato la civiltà contadina facendola scomparire.  E quindi quello che si presenta oggi come ultima possibilità è quella di saper cogliere il momento della fine di una civiltà contadina finché possiamo farlo, finché ne restano alcune tracce materiali e testimonianze viventi (persone e memorie).

Questo progetto di rete dei musei locali è indispensabile per noi stessi che, come generazione abbiamo vissuto quello che Himann chiama “lo sradicamento” ossia siamo stati la prima generazione che ha vissuto da bambini nella civiltà contadina e da adulti in quella postmoderna. Ne abbiamo ricavato un senso di colpa che ci costringe a rimediare conservando le tracce e valorizzando la realtà che sta scomparendo. Ma questa rete di musei locali potrebbe servire anche ad un bacino di turismo urbano perché a due ore da Piacenza vivono venti milioni di italiani che stanno per perdere o hanno già perso questo tipo di esperienza e che vorrebbero penso recuperarla.

Infine dobbiamo riflettere sulla possibilità di connettere questo patrimonio antico con il futuro, allacciare un’utilità non solo di memoria bucolica. Per esempio riflettendo e ricavando da questo genere di memorie materiali la “cultura della conservazione dei cibi” che abbiamo perso e che la civiltà contadina può aiutarci a ricostruire prima che sia interamente perduta.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Per questi motivi penso che sia necessario fare rete e pensare a progetti comuni che ci costringano a lavorare insieme, per esempio, proprio sulla scorta dei lavori presentati a questa riunione, potremmo istituire un festival provinciale dedicato al pane come materia prima della civiltà contadina e della cultura alimentare.  E’ necessario fare rete e pensare a progetti comuni che ci costringano a lavorare insieme, per esempio, proprio sulla scorta dei lavori presentati a questa riunione, potremmo istituire un festival provinciale dedicato al pane come materia prima della civiltà contadina e della cultura alimentare.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Muore a 29 anni travolto da un furgone pirata

  • Un 28enne di Cadeo la vittima del tragico incidente a San Giorgio. E' caccia al furgone bianco

  • Frontale a Castellarquato: muore un uomo, altre due persone sono gravissime

  • Scontro Cavanna-Burioni sull’utilizzo della idrossiclorichina per combattere il Covid

  • Frontale lungo la Provinciale, muore in auto di fianco alla moglie

  • Nuovo Dpcm: Conte ha firmato, che cosa cambia da domani

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
IlPiacenza è in caricamento