«Un forte segnale di coesione per tutti i mercati, un grande risultato per tutto il sistema pomodoro»

C'è grande soddisfazione per il consenso espresso dalle assemblee dei soci per la fusione per incorporazione tra Agricoltori Riuniti Piacentini e Consorzio Casalasco del Pomodoro

Costantino Vaia

C’è grande soddisfazione per il quasi unanime consenso espresso dalle assemblee dei soci svoltesi nei giorni scorsi per la fusione per incorporazione tra A.R.P (Agricoltori Riuniti Piacentini, società che dal 1958 opera nella coltivazione, trasformazione e distribuzione dei derivati del pomodoro nella provincia di Piacenza) e Consorzio Casalasco del Pomodoro, cooperativa agricola specializzata nella produzione e trasformazione di pomodoro da industria.

Lo si evince dalle dichiarazioni espresse da alcuni protagonisti per la creazione di una nuova realtà in grado di far fronte in modo organico a tutte le molteplice e complesse esigenze di un mercato globalizzato e soprattutto per garantire un adeguato reddito alle imprese di soci che, grazie alla loro professionalità, hanno saputo garantire una qualità che rappresenta la “marcia in più” in un mercato considerato di commodity ma che ora ricerca una differenziazione produttiva che questa unione è in grado di garantire in maniera sinergica, realizzando un’economia di scala che è il risultato di specifiche e differenziate competenze acquisite negli anni.

“E’ risaputo- commenta Costantino Vaia, Direttore Generale del Consorzio Casalasco- quanto questo settore si sia modificato in questi ultimi anni e noi facciamo parte integrante di una filiera del Nord che ha saputo esprimere, negli anni, i marchi più prestigiosi sinonimo di qualità. Le prerogative produttive del nostro Consorzio e della Cooperativa Arp si compenetrano dunque in maniera sinergica e diventano in grado di ottemperare a tutte le esigenze sia della G.D.O come della ristorazione e per le considerevoli opportunità sui mercati internazionali, sia per la linea retail che food service. E mi piace sottolineare- soggiunge Vaia- quanto questa sia un’operazione fondamentale per il mondo agricolo. I soci, con la loro scelta chiara ed univoca, hanno espresso pieno consenso; la loro valutazione autonoma è un segnale forte di autodeterminazione gestionale su reali interessi economici, un grande risultato per tutto il sistema e per l’indotto su un progetto imperniato sulla crescita grazie al completamento del “portafoglio prodotti” e l’opportunità di nuovi canali di vendita e lo sviluppo soprattutto sulle produzioni a marchio, rendendo in questo modo Pomì un brand ancora più forte. Inoltre le sinergie gestionali e l’ottimizzazione dei processi produttivi contribuiranno a migliorare i livelli di redditività”.

“Questo accordo- riconosce Stefano Spelta, Direttore Generale A.R.P- sarà foriero di uno sviluppo indispensabile per le aziende dei nostri associati, non solo per i meri numeri, ma soprattutto per le potenzialità delle prospettive commerciali.

stefanospelta 001-2Oggi il mercato europeo e mondiale, ormai abituale riferimento, necessita di continue evoluzioni e sinergie tra interlocutori sempre più qualificati in grado di offrire un ampio numero di prodotti di qualità in una vasta gamma di imballaggi. Questa fusione – dice Spelta- persegue proprio questa logica, preservando il know-how acquisito, sia dalle azienda agricole che nelle fasi di trasformazione in stabilimento, valorizzandone l’importanza in seno ad una grande organizzazione cooperativa tutta italiana. Una fusione che determina la costituzione del maggior gruppo di coltivazione e trasformazione di pomodoro in Italia, il terzo in Europa, ed A.R.P. ne è fondamentale promotore, con impatti positivi sia sullo sviluppo dello stabilimento di Piacenza che sulle professionalità impiegate che valorizzerà ulteriormente la già straordinaria professionalità dei soci come le sempre più ottimale tecnologia che impieghiamo nei nostri stabilimenti, nonché l’ampliamento di gamme produttive, come per esempio, quella dei legumi di cui già Arp è leader indiscusso per la qualità dei prodotti come il pisello ed i fagioli lavorati a fresco.

Dunque nuovi investimenti, aumento delle rilavorazioni a fine campagna, positivi indotti occupazionali che si fondono in un nuovo packaging sempre più rispondente alla future richieste dei mercati. Questo- precisa Spelta- è un progetto di largo respiro, preparato a lungo, con cura, nato dalle precedenti esperienze; la natura cooperativistica delle due realtà ha semplificato questa sinergia che, va ricordato, valorizza ancora di più i territori e la materia prima che essi sanno esprimere, il lavoro delle aziende socie. Questo è stato pienamente compreso dalle recenti assemblee e dal consenso espresso”.

Intanto prosegue a pieno ritmo la campagna. “All’Arp  è stato lavorato circa il 60% del programmato; le rese sono buone, il prodotto è di qualità; a Piacenza- chiarisce Spelta- è andata certo meglio che in altre province; un ulteriore conferma, se ce fosse stato bisogno- del primato di qualità che ci contraddistingue”.

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