«Un hamburger vegano non è un vero hamburger, così s’inganna il consumatore»

Maloberti (La Carne che Piace) dopo il voto del Parlamento europeo: «Ancora una volta i tecnoburocrati di Bruxelles sferrano un pesante attacco frontale al nostro agroalimentare»

Il Parlamento europeo ieri ha salvato l’hamburger vegano. Gli emendamenti che intendevano limitare l’uso della denominazione carne ai solo prodotti di origine animale non sono stati approvati. Al momento esiste quindi la possibilità di usare termini come hamburger, salsiccia e bistecca per prodotti con ingredienti integralmente vegani. Per Giampaolo Maloberti, presidente del Consorzio “La Carne che Piace” «questo è l’ennesimo attacco frontale alla nostra zootecnia». «La lobby delle multinazionali del cibo – prosegue Maloberti - ha colpito ancora. Un hamburger vegano non è un hamburger. Tre anni fa sdoganarono l’utilizzo di insetti, ragni, coleotteri e pipistrelli per l’alimentazione umana. Basta giocare con le parole per ingannare il consumatore. La carne è carne, i prodotti vegetali sono vegetali e il cibo da laboratorio è cibo da laboratorio. Poi ognuno è libero di mangiare ciò che vuole una volta che la denominazione è chiara ed inequivocabile. Ancora una volta i tecnoburocrati di Bruxelles sferrano un pesante attacco frontale al nostro agroalimentare. Il voto di ieri è un grave colpo alle produzioni di qualità e al diritto del consumatore di avere piena consapevolezza di ciò che mangia. E’ invece un grosso favore alle lobby della grande distribuzione del Nord Europa».

«Dobbiamo difendere – aggiunge Maloberti - il lavoro dei nostri allevatori e i consumatori che hGiampaolo Maloberti-11anno diritto a non essere ingannati con proposte di prodotti che, usando terminologia ingannevole, vengono presentati come derivati da carne essendo, invece tutt'altro.  Alcune grandi multinazionali vorrebbero spacciare il cibo da laboratorio come sostitutivo dei nostri prodotti zootecnici. La politica non può piegarsi a questi interessi. Piacenza con le sue tre Dop, unica provincia in Europa, fa scuola nel mondo in materia di gusto e di sicurezza alimentare ed è necessario respingere questo ennesimo attacco a un settore che è portabandiera del Made in Itali. Tutelare la denominazione originale degli alimenti a base di carne significa riconoscerne l’importanza culturale e la tipicità. Per non cancellare il lavoro di milioni di agricoltori, per non mettere la parola fine al nostro agroalimentare, per non appiattire i gusti del consumatore con prodotti di sintesi e ultra trasformati e per garantirne la sicurezza».

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