Un mercato immobiliare a due velocità

Piacenza sembra essere caratterizzata da un mercato residenziale che marcia a due velocità: da una parte la stabilità del centro storico, dall'altra sia la periferia urbana che i Comuni della provincia, risentiranno maggiormente della crisi

Rallenta la compravendita d'abitazioni a Piacenza, in particolare da parte delle giovani coppie e gli extracomunitari. Secondo uno studio di Confindustria nel 2008, in particolare nel secondo semestre, il Paese ha assistito all'inizio di una fase di rallentamento del mercato immobiliare, dovuta alle ripercussioni negative della finanza internazionale, in primo luogo quella americana.

Piacenza sembra essere caratterizzata da un mercato residenziale che marcia a due velocità: da una parte la stabilità del centro storico e
degli immobili di prestigio costruiti in base alle recenti normative in materia di certificazione  energetica. Dall'altra sia la periferia urbana che i Comuni della provincia, risentiranno maggiormente della crisi, a seguito di una minore razionalizzazione dell'offerta.

Nonostante tutto questo, i prezzi delle abitazioni si manterranno comunque stabili. Subiranno invece una variazione i tempi di vendita che raddoppieranno: da sei mesi a un anno. Altro dato significativo è il calo della richiesta di prima casa da parte delle giovani coppie e di abitazioni da parte di extra-comunitari per la difficoltà di accesso al credito e all'erogazione di mutui da parte degli istituti bancari.

Dopo anni di crescita, le previsioni per il 2009 non sono certo rosee. Almeno per un paio d'anni il mercato immobiliare dovrebbe subire una inevitabile contrazione.

Anche nella nostra città il mercato immobiliare presenta così zone di forza e di debolezza. "In questo momento - commenta il piacentino Fabrizio Floriani, vicepresidente nazionale della Federazione italiana agenti immobiliari professionali - il centro storico e la zona della stazione possono presentare possibilità di rilancio, consentendo una qualche operazione d'investimento per i lungimiranti".

Il "Contratto di quartiere II - Barriera Roma" porterà infatti nella zona quasi dieci milioni di euro d'investimenti, oltre a quelli che l'agenzia di sviluppo riuscirà a guadagnare aderendo a bandi regionali, nazionali ed europei: anche secondo il presidente provinciale della Fiaip i margini di sviluppo ci sono.

«C'è poi un "rientro" verso la città - continua Floriani - per ridurre i tempi di spostamento e le spese, da parte di coloro che erano andati nella prima provincia: oggi le fasce semicentrali della primissima periferia stanno risentendo positivamente del fenomeno. La crisi sembra infine non toccare le realtà di prestigio del centro storico: il target come sempre è molto dinamico e il mercato funziona bene.

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