Un pomodoro di qualità e a costi contenuti grazie alle nuove tecnologie di telerilevamento

Anche il pomodoro piacentino può beneficiare di nuove tecnologie come il Citimap che consentiranno di ottenere un prodotto di sempre maggiore qualità, ottimizzando i costi. Se ne è parlato in un convegno organizzato da Citimap a Piacenza Expo nell’ambito di Tomato World

Un momento del convegno

Anche il pomodoro piacentino può beneficiare di nuove tecnologie come il Citimap che consentiranno di ottenere un prodotto di sempre maggiore qualità, ottimizzando i costi. Per fare il punto della situazione si è svolto nell’ambito di Tomato World, a Piacenza Expo, un convegno sulle applicazioni del telerilevamento e dei sensori ottici per la produzione del pomodoro da industria. Dopo il saluto di Alfredo Parietti per la CCIAA e di Albino Libè per la Provincia, ha introdotto i lavori Luigi Stefanini presidente del Citimap, ovvero il Centro per l’innovazione nell’impiego del telerilevamento che fa parte della Rete regionale di Alta tecnologia ed offre una preziosa assistenza e consulenza tecnica a tutti coloro che si sono dotati dei necessari strumenti per poter beneficiare delle tecniche di precision farming, ovvero la loro applicazione ai sistemi di produzione agraria per produrre precise mappe sul fabbisogno di fertilizzanti, acqua irrigua o fitofarmaci in modo mirato sulle colture.

Stefanini ha annunciato incontri tecnici che si terranno mercoledì 11 alle 15 all’Arp di Gariga, venerdì 13 alle 20,30 a Castell’Arquato nel Comune, lunedì 16, sempre alle 20,30 presso la Biblioteca a Cortemaggiore. Il progetto per la messa a punto e verifica in pieno campo di una procedura di fertilizzazione azotata in copertura a rateo variabile per mais e pomodoro da industria, è stato concretizzato da un raggruppamento di imprese di cui Tecnovit è capofila, con Arp, Agronica e Carapia Gabriele, con il Citimap come tutor scientifico.

Massimo Vincini del Crast dell’Università Cattolica, ha evidenziato i risultati delle sperimentazioni tesi a “mappare” lo “status” delle colture, gli indici di vegetazione ed il fabbisogno azotato, da diversi livelli di altezza, quindi Marco Dreni del Cio ha spiegato le possibilità applicative delle tecniche di precisione. Della fertilizzazione azotata a rateo variabile mediante sensori ottici multi spettrali ha trattato Giancarlo Spezia, della Tecnovit; Fabrizio Paglierani di Agronica Gruop ha analizzato i sistemi informatici per la gestione della fertilizzazione a rateo variabile ed analisi dei risultati.

Le conclusioni sono state affidate a Pierluigi Ferrari presidente del Distretto del Pomodoro da industria che ha fatto rilevare il ruolo del settore in vista di Expo 2015, con Piacenza al centro di questo progetto.

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