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Economia

Una città più efficiente e sicura con il progetto “Smart City”

La Piacenza del futuro sarà più sicura ed efficiente grazie al progetto “Piacenza Smart City” ideato dal Gruppo Rict di Confindustria

La Piacenza del futuro sarà più sicura ed efficiente grazie al progetto “Piacenza Smart City” ideato dal Gruppo Rict di Confindustria, grazie ad un protocollo siglato alcuni mesi fa (di cui avevamo già riferito) con l’Amministrazione comunale. Un programma ora concretizzato che è stato di nuovo presentato in Comune alla presenza del sindaco Patrizia Barbieri, del suo vice Elena Baio, del direttore di Confindustria Piacenza Luca Groppi e dal responsabile del progetto Rict Stefano Guglielmetti che lo ha illustrato.

Un piano che prevede un diffuso utilizzo tecnologico grazie a sensori ubicati in quasi tutta la città, con una rete piuttosto diversificata. Il progetto (che ha visto una prima applicazione in collaborazione con il Comune di Rottofreno per il monitoraggio del fiume Trebbia sotto il Ponte Paladini) si articola infatti in più sezioni: Smart Green, per il monitoraggio dell’irrigazione del verde pubblico, per ottimizzare i consumi; Smart Park per il monitoraggio dei piarchi cittadini, e intervenire in caso di condizioni di percolo dettate da agenti atmosferici, Smart Water, per il monitoraggio del consumo d’acqua nei plessi scolastici; Smart Environment per tenere sotto controllo qualità dell’aria e comfort negli edifici pubblici; Smart Security per integrare il sistema di videosorveglianza e lettura targhe già in funzione, controllo e monitoraggio postazioni Dae e persone fragili presenti sul territorio; Smart Mobility con una gestione più efficiente dei parcheggi nelle aree di carico e scarico e dei parcheggi disabili, oltre a poter visualizzare i posti auto liberi al momento. Tra le funzionalità da implementare va evidenziata anche la Smart Business: a queste rete di informazioni possono partecipare anche le aziende, ad esempio nel settore dell’agricoltura e dell’industria.

«Un punto di partenza - ha spiegato il sindaco Barbieri - per cogliere sempre meglio ed in tempo reale le esigenze della comunità, grazie ad una sinergia importante tra pubblico e privato». «Un’azione di squadra - ha rimarcato il direttore Luca Groppi- che ha coinvolto soggetti diversi ed in taluni casi concorrenti, ma che ha dimostrato come l’unione faccia la forza per portare la tecnologia sul territorio».

Stefano Guglielmetti illustrando il progetto, ha ricordato che esso nasce dalla collaborazione delle aziende: Adyda, BT Enìa, Cshark, I.S.I., Naquadria, Selta, Studi Magnetici, Team Memores, Techmakers. È stato elaborato nel 2018 durante la prima edizione degli Stati Generali della Ricerca, con l’obiettivo di creare una rete piacentina basata su tecnologia LoRaWan a bassa frequenza (867-869 MHz) con una portata di circa di 15 km per cella e con una capacità fino a 64000 sensori per cella. Alla rete sono connessi sensori distribuiti sul territorio indoor e outdoor con cui si possono raccogliere e condividere, ad esempio, informazioni riguardanti la temperatura, pressione e qualità dell’aria, irraggiamento solare e stato del terreno, manomissioni o intrusioni non autorizzate di impianti.

«Un’iniziativa ideata nel 2019, e grazie a Rict- Confindustria si concretizzerà tramite una serie di azioni virtuose per la nostra città – ha concluso il vicesindaco Elena Baio. Ci aspettiamo ora che, tramite gli incentivi del Pnrr, che le aziende compiano investimenti per la tecnologia necessaria che ci consentirà di avere una città più a misura di cittadino e con minor spreco di risorse».

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