Unilever, proteste sui tagli: Boiardi, "Nessuno resterà indietro"

Protesta questa mattina sul Ponte del Po: Unilever ha annunciato il piano tagli. Se la multinazionale inglese tagliasse, resterebbero a casa 200 lavoratori, fra cui molti piacentini. Il presidente Boiardi: aiuteremo chi perde il lavoro, “non vogliamo lasciare indietro nessuno"

Insediati sul Ponte del Po a protestare contro i tagli previsti dalla multinazionale inglese Unilever e annunciati ai dipendenti lo scorso 23 gennaio. Non si taglia per crisi di bilancio, l'azienda l'anno scorso ha fatturato 5 miliardi di euro. Si taglia perchè si torna in Inghilterra. Politica di delocalizzazione, l'hanno chiamata.

Ma loro, i dipendenti piacentini e lodigiani, non ci stanno. Alessandro Nodemi, 38 anni, da 17 dipendente della Unilever, stamattina sul Ponte ha rappresentato il corteo: "oltre 20 dei nostri operai sono piacentini. L'azienda ha una forte tradizione di dipendenti piacentini soprattutto nel settore dirigente. Da questa parte del Po (lodigiano, cremasco) la crisi si sta facendo sentire in modo molto forte. La situazione è decisamente grave, il sistema non regge. Nel 2005 l'azienda aveva già avuto modo di mettere in azione un piano di ristrutturazione che si era risolto in prepensionamenti. Adesso si parla di chiudere".
  In questi anni abbiamo sostenuto e risolto oltre 100 crisi aziendali con l’accesso agli ammortizzatori sociali  

A casa finirebbero in 200. Troppi, su 500 dipendenti e con un'età media di 38 anni. In altre parole, un taglio che coinvolgerebbe 800 famiglie.

Il presidente della Provincia, Gianluigi Boiardi, chiamato dai manifestanti in mattinata per poter attraversare il ponte e arrivare con il corteo sulla sponda piacentina, si è recato sul posto per incontrare i lavoratori e, grazie alla collaborazione del questore Michele Rosato, i rappresentanti dei dipendenti hanno potuto attaccare i propri manifesti anche sul versante emiliano.

"Gli effetti della crisi - ha sottolineato Boiardi - sul nostro territorio non sono ancora così evidenti come in Lombardia. La nostra disoccupazione è ancora al di sotto della media nazionale: gli ultimi dati certificati sono il 2,2%”. Non c'è comunque da dormire sugli allori, anche se il presidente della Provincia di Piacenza ha rassicurato: “ abbiamo appena stanziato 1.700 mila euro per far fronte ad una crisi di cui non vediamo ancora gli effetti per intero”. “Non possiamo permettere” ha aggiunto poi “che lavoratori in difficoltà restino senza il sostegno del sistema sociale. Non vogliamo lasciare indietro nessuno".





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