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«La Ztl ha desertificato il commercio, ma favorevoli alla pedonalizzazione»

Barbieri (Unione Commercianti): «Pug ultima occasione per creare quello che è stato distrutto con la grande distribuzione. Non c’è ricambio nel commercio, i giovani non proseguono e non si trova personale»

«I dati che abbiamo sono agghiaccianti. Ogni cento nuovi posti di lavoro della grande distribuzione organizzata, il commercio di vicinato ne perde il doppio. Così registriamo non solo una perdita di valore economico, ma sociale». Gianluca Barbieri, direttore dell’Unione Commercianti, si è confrontato con i consiglieri comunali in una seduta di commissione, in vista del nuovo Pug.

«L’ULTIMA OCCASIONE»

Piano urbanistico generale che, secondo l’associazione, è un po’ l’ultima spiaggia. «È importante - ha proseguito il direttore - perché rappresenta l’occasione, credo l’ultima, per ricreare quello che è stato distrutto negli ultimi 25 anni di liberalizzazione delle grandi strutture. Dobbiamo tornare ad avere un commercio di vicinato che rappresenta un presidio del territorio».

«PIAZZA CITTADELLA NON RISOLVE»

Per il direttore Barbieri la richiesta alla Giunta Tarasconi è: «parcheggi, parcheggi, parcheggi!». «Siamo rimasti fermi da anni su questo fronte e i 250 posti del parcheggio interrato di piazza Cittadella non aiutano. Oltretutto saranno pure privati». «Siamo a favore della pedonalizzazione - ha incalzato nuovamente - ma con parcheggi vicini al centro. Una persona di media età non ce la fa a fare 10 o 15 minuti di camminata per raggiungere il centro. Recuperiamo le aree dismesse per ricavare nuovi posti auto. Recuperiamoli ovunque, dove si può».

«LA ZTL HA DESERTIFICATO IL COMMERCIO»

E la Ztl? «Non ha portato risultati positivi, anzi, ha desertificato le zone commerciali. Ci vogliono parcheggi scambiatori a ridosso del centro. Cosa pensa di fare l’Amministrazione? Ci interessa saperlo. Vogliamo essere ascoltati adesso che entreremo nel vivo del Pug».

«MANCA FIDUCIA, I GIOVANI NON PROSEGUONO IL LAVORO DEI GENITORI»

Le botteghe più longeve, che hanno resistito nonostante la crisi del commercio, chiudono per mancanza di ricambio generale. «Ci sono margini risicati per figli e nipoti che decidono di non proseguire. Inoltre tra gli associati aumenta la paura, erano anni che non si facevano rapine in farmacie o in piccole attività come una saponeria. Dobbiamo ridare ai giovani delle motivazioni per investire nel commercio, manca il senso di fiducia, la città ha bisogno di recuperarlo».

UN PROBLEMA SENTITO DALLE ATTIVITA’: «NON TROVANO PERSONALE»

Barbieri, inoltre, ha segnalato un disagio quotidiano dei suoi iscritti. «Il tema della ricerca del personale è una “croce” per i nostri soci. Baristi e commercianti non sanno più cosa fare. Non faccio altro che ascoltare lamentele ogni giorno. Tutti dicono che i lavoratori stanno qualche giorno poi se ne vanno. Stanno qualche giorno poi se ne vanno. Non è una questione di soldi, a mio giudizio vale solo in alcuni casi questo discorso. Insomma, il tema dell’occupazione è molto sentito dalle attività».

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