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Università Cattolica: la scienza europea unita per sfamare il mondo del 2020

Morelli (preside di Scienze agrarie, alimentari e ambientali): «I presidi intervenuti a Piacenza hanno discusso delle nuove strategie per affrontare le sfide della bio-economia che riguardano i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e nutrizionale per una popolazione mondiale in continuo aumento: si stima che nel 2020 si assesterà intorno agli 8 miliardi»

Solo sessanta delle migliori università europee fanno parte di Ica (Association for European Life Science Universities) e tra di loro quella di Piacenza «Scelta quest'anno - spiega il preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’università Cattolica di Piacenza, Lorenzo Morelli - per ospitare la riunione annuale che riunisce i presidi delle università europee che si occupano di Scienze della vita, focalizzato quest'anno sulla formazione dei giovani professionisti, che lavoreranno, nel futuro prossimo, per nutrire il pianeta e per rendere possibile una bio- economia sostenibile».

«I presidi intervenuti a Piacenza - chiarisce Morelli - hanno discusso delle nuove strategie per affrontare le sfide della bio-economia che riguardano i cambiamenti climatici, la Climate change, la sicurezza alimentare e nutrizionale per una popolazione mondiale in continuo aumento e che cresce ogni anno dell'1,5%. Si stima che nel 2020 si assesterà intorno agli 8 miliardi».

Ma molti altri sono i temi connessi: la Soil and Water resource managementgestione del suolo e delle risorse idriche, la foBiomass supply for the non food value chainrnitura di biomassa per la catena non valore alimentare, le assunzioni Risk assumptions (Gmo, nanotech etc.) di rischio (Ogm, nanotecnologie, ecc) e la Environmental sustainabilitysostenibilità ambientale.  La bio- economia comprende le catene alimentari e di valore non alimentari, la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la conversione di queste risorse e flussi di rifiuti in prodotti a valore aggiunto, come il cibo, mangimi, prodotti a base di bio e bioenergia. La bio-economia deve essere gestita nel rispetto della sostenibilità ambientale.

«Sono dunque - precisa Morelli - obiettivi ambiziosi, così come della necessità di migliorare e perfezionale il sistema di formazione e di informazione internazionale ed è di questo che abbiamo discusso con i colleghi europei. Le economie emergenti stanno registrando significativi cambiamenti nella dieta dei loro popoli e questo provocherà la necessità, nei prossimi decenni, di raddoppiare la produzione di cibo mondiale, con meno terra coltivabile per persona a disposizione, meno acqua  e con la sempre più frequente necessità di far fronte a condizioni ambientali variabili. La vera sfida sarà dunque quella di gestire l'agricoltura e il sistema forestale secondo principi di sostenibilità dell’ecosistema, assicurando nel contempo cibo per tutti». Il 22 ottobre i docenti si sono recati tutti in visita ad Expo 2015. L’evento è stato realizzato anche grazie all'importante contributo della Fondazione Enrica e Romeo Invernizzi.

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