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Maria Cassella

Maria Cassella

Università Cattolica, un seminario su open access e ricerca scientifica

A spiegare le nuove frontiere dell’open access, cioè della libera circolazione del sapere scientifico sul web è stata un’esperta del settore, Maria Cassella, direttrice della biblioteca "Norberto Bobbio" dell'università degli studi di Torino

In occasione della nona settimana internazionale dell’Open Access, la biblioteca di Piacenza dell'università Cattolica ha promosso il seminario "Open for collaboration. Open Access e ricerca scientifica in università".

Un argomento "caldo", molto sentito da chi fa ricerca scientifica e in modo particolare dai giovani, perché mette in discussione i metodi tradizionali delle pubblicazioni scientifiche.

A spiegare le nuove frontiere dell’open access, cioè della libera circolazione del sapere scientifico sul web è stata un’esperta del settore, Maria Cassella, direttrice della biblioteca "Norberto Bobbio" dell'università degli studi di Torino. Relatrice a convegni in Italia e all'estero, autrice di numerose pubblicazioni, la Cassella ha spiegato ai numerosi ricercatori e bibliotecari presenti e anche collegati in videoconferenza con la sede di Milano della Cattolica perché è importante fare ricerca facendo in modo che i risultati siano conosciuti dal maggior numero possibile di persone, in Italia e nel mondo.

«Pubblicare e farsi conoscere – ha spiegato Cassella – va a vantaggio della carriera accademica dei ricercatori ma soprattutto di tutto il mondo scientifico».  Tanto più che i settori pubblico e privato si stanno mobilitando per aiutare anche finanziariamente queste forme di pubblicazioni "open" sul web.

«L'università Cattolica sta impegnando grandi risorse nell’ottimizzazione del repository istituzione Publicatt, consultabile liberamente on line (https://publicatt.unicatt.it/) – spiega Barbara Fiorentini, responsabile della biblioteca di Piacenza - Cremona dell’ateneo del Sacro Cuore – e, creando una sinergia tra gli uffici ricerca e le biblioteche delle varie sedi, cerchiamo da anni di supportare al meglio i nostri giovani ricercatori non solo a vantaggio della loro carriera, ma soprattutto per favorire la disseminazione del sapere scientifico maturato in Cattolica».

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