Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia

Usb: «Gualapack-Safta obbligata a pagare il Tfr ai lavoratori della Cosepi»

Il sindacato: «Il suo ex appaltatore Cosepi non aveva corrisposto ai lavoratori il Tfr»

Ha sortito un buon esito per gli operai interessati l'annosa vicenda legata al fallimento coatto della coop Cosepi, «appaltatore di Gualapack – evidenzia il sindacato di base Usb - finito agli onori delle cronache giudiziarie per la disinvolta gestione finanziaria, che si era "volatilizzata" non pagando ai dipendenti quanto dovuto». «Tra le somme sottratte vi erano i Tfr (la "buonuscita" spettante al termine dell’attività lavorativa). Nel caso degli appalti, se tale compenso non viene corrisposto dall'appaltatore, deve essere pagato dal committente (chi commissiona l'appalto) e se questo non viene in qualche modo chiamato in causa allora deve provvedere lo Stato mediante il Fondo di Garanzia. Nel sistema malato degli appalti il "padrone" fa assumere i lavoratori da un fornitore di servizi e se questo se ne va con la cassa ai debiti ci deve pensare l'Inps. Insomma per gli imprenditori i profitti sono privati, ma i debiti verso i lavoratori devono ricadere sulla comunità. Nel nostro specifico caso Gualapack aveva fatto ricorso per non versare il Tfr ai lavoratori. La Corte d’appello di Bologna, con 9 sentenze pronunciate nei mesi di aprile e maggio 2020, ha confermato quanto deliberato dal Tribunale di Piacenza e respinto il ricorso della committente Gualapack. Non solo, accogliendo la tesi dell'ufficio legale di USB, la Corte d’Appello ha sancito un importante principio: il committente, nel caso in cui contesti lo svolgimento dell'attività lavorativa da parte del personale dell’appaltatore deve fornire la prova, quanto meno indiziaria, del fatto che i lavoratori non prestassero attività presso il committente. Nel nostro caso, Gualapack aveva in suo possesso gli elenchi del personale dell’appaltatrice Cosepi, che aveva l’obbligo, sancito nel contratto d’appalto, di comunicarli mensilmente alla stessa Gualapack la quale, tuttavia, ha omesso di produrli in Giudizio, limitandosi a dire che l’onere della prova dell’effettiva adibizione all’appalto era a carico dei lavoratori. Usb ritiene che il modo più efficace di contrastare il cancro degli appalti stia nell'esigere la responsabilità in capo ai committenti per i debiti dei propri appaltatori, diversamente da quanto fanno gli altri sindacati che in simili situazioni, chiedono l’intervento del Fondo di Garanzia dell’Inps. Usb è dalla parte delle finanze pubbliche e crede che i soldi dell’Inps debbano servire a coprire reali esigenze di sostegno dei lavoratori, non a perpetuare la frode degli appalti».

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