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Usb: «Reintegrati al lavoro anche gli ultimi facchini licenziati dalla Gls»

Il sindacato canta vittoria: «Torneranno nel loro magazzino dopo che sulla vicenda si è espressa la Corte d’Appello di Bologna»

Sono i compagni di lotta di Abd El Salam, lavoravano con lui alla Gls di Piacenza, da lui hanno imparato a lottare per i diritti, la legalità e la dignità nel posto di lavoro. Sono quelli che hanno visto il suo corpo schiacciato da un tir - come quello di Adil - durante uno sciopero. Sono quei 33 che vennero licenziati come ritorsione nei confronti degli scioperi di protesta per le aggressioni dei caporali; oggi una sentenza del tribunale di Bologna li reintegra al lavoro. «Anche l'ultimo gruppo (15 facchini dei 33 licenziati) – fa sapere il sindacato Usb - quelli con minore anzianità di servizio, quelli a cui l'infame "Jobs Act" aveva scippato le tutele dell'articolo 18 ha visto riconosciuto il diritto a lottare da una sentenza che afferma l'illegittimità dei licenziamenti per "insussistenza della giusta causa e del giustificato motivo soggettivo". Torneranno nel loro magazzino e il datore di lavoro dovrà loro corrispondere una indennità risarcitoria di 12 mensilità oltre a tutti i contributi previdenziali dal giorno dei licenziamenti sino alla effettiva reintegrazione. Pervicaci la tesi dei legali del datore (Seam Servizi Ambientali - appaltatore in GLS) che nel tentativo di criminalizzare le forme di lotta hanno presentato i presidi interni al magazzino come un blocco delle merci "alternativo al blocco stradale" ideato per aggirare i divieti normativi introdotti dagli infami e liberticidi decreti Salvini. Pervicace, ma esilarante, questo comportamento dal momento che sussegue alla comunicazione preliminare citata nel dispositivo di sentenza secondo cui SEAM ha rivolto: "... un garbato invito al Presidente del collegio a valutare l'opportunità di astensione dalla decisione..." sulla causa. Insomma il padrone era certo della violenta colpevolezza dei lavoratori facinorosi, ma chiedeva al giudice "garbatamente" di soprassedere, di astenersi dal giudicare. Oggi vincono il diritto e la Costituzione repubblicana e vincono in un momento di grave attacco padronale, con un altro militante sindacale ucciso come Abdelsalam durante uno sciopero, quello sciopero che non piace a questa politica e a questo governo che con la "commissione di garanzia" vorrebbe tanto limitarlo, imbavagliarlo, incatenarlo anche nel settore della logistica come già avviene nei servizi pubblici essenziali. Usb non arretrerà di un millimetro nella difesa del principale strumento di tutela dei diritti dei lavoratori, così come ha fatto coi facchini della GLS di Piacenza portandoli a vincere. Una vittoria resa possibile dalla forte determinazione dei lavoratori e dalla militante competenza dell'ufficio legale di USB e dell'avvocato Jacobo Sanchez. Usb è il sindacato che al lavoro riporta i licenziati, diritti, democrazia. Oggi Abdelsalam e Adil riposano più in pace e più soddisfatti dei loro insegnamenti».

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