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Vendemmia 2015: dalla prossima settimana si entra nel pieno della raccolta

Le prime valutazioni sono per un’ottima annata ma, è necessario attendere la vinificazione. Buone prospettive anche per la rossa, ma tutto è legato, come sempre, all’andamento meteo di settembre

Da pochi giorni è iniziata la vendemmia, per ora solo riservata alle uve bianche base spumante, mentre per Malvasia ed Ortrugo, bisognerà attendere la prossima settimana quando le operazioni di raccolta entreranno decisamente nel vivo. “Le piogge di questo ultimo periodo - commenta il presidente del Consorzio vini Doc colli piacentini (tecnico enologo e docente universitario) Roberto Miravalle- sono arrivate in tempo quando la combinazione di temperature molto alte e assenza di precipitazioni, iniziava a preoccupare. La stagione è iniziata bene per la vite, con abbondanti riserve d’acqua nel terreno e superata qualche difficoltà iniziale causata proprio dall’eccesso di piogge autunnali e invernali e da un inverno mite che aveva anticipato la schiusura delle gemme, la stagione è trascorsa tranquilla. Anzitutto il caldo ha favorito scarsissime malattie fingine ed anche i nuovi flagelli come la flavescenza ed il mal dell’esca, sono presenti in modo contenuto".

«Poi, dopo mesi, le piogge che hanno favorito il rigonfiamento delle bacche ed il processo di maturazione è ripreso in modo corretto, con miravalle-4una maturazione - precisa Miravalle - che sta avvenendo per corretto metabolismo della pianta, non  per concentrazione di zuccheri a causa della combinazione alte temperature e siccità, come si è verificato, purtroppo, troppe volte dal 2003 in poi". Fermo restando le cose, le prime stime ipotizzano un aumento produttivo generalizzato in tutte le cultivar rispetto al 2014 (annata che è stata comunque scarsa), imputabile principalmente ad una maggiore fertilità delle gemme. Anche la caduta delle temperature coi temporali di mezzo agosto aiutano ed in particolare le escursioni termiche tra la notte ed il giorno esaltano i profumi, per cui per i vini bianchi c’è da attendersi un’annata di grande equilibrio, buone note aromatiche, alcool e acidità moderati e corretti.

A questo punto, a parere di Miravalle, è auspicabile "che molte aziende ne approfittino per sfidarsi sulle interpretazioni del Malvasia, il nostro ”internazionale”. Fermo o frizzante secco, ma godibile a tavola. E’ una sfida importante che alcuni produttori piacentini hanno già vinto. Certo comporta difficoltà durante la vinificazione perché l’equilibrio con l’acidità è essenziale; inoltre la fermentazione non deve azzerare gli zuccheri dell’uva, pena il decadimento del profilo aromatico". A parere del Presidente del Consorzio la riqualificazione del Malvasia potrebbe arrecare importanti benefici economici alla comunità vitivinicola, fornendola inoltre di un altro fattore competitivo non imitabile. Buonissime le prospettive (ma il condizionale è d’obbligo) per le uve rosse che dovrebbero arrivare alla raccolta dopo la metà di settembre ( a parte le precoci, ovviamente). “Ancora un piccolo contributo dal cielo - prosegue Miravalle - e potrebbe essere la vendemmia del secolo E’ vero che sono solo trascorsi 15 anni, ma sarebbe comunque un risultato capace di ripagare i grandi sacrifici degli ultimi anni. Ma una stima reale, come sempre sarà possibile con le uve in cantina".

Consorzio e Cantina Valtidone

Sulla possibilità che la Cantina Valtidone abbandoni il Consorzio vini Doc, Miravalle chiarisce il proprio pensiero. “E’ vero- precisa- che nei momenti di difficoltà economica ogni spesa deve essere valutata ed eventualmente evitata. Pertanto in questo particolare momento trovo corretto che con una valutazione “tout court”, il Consorzio possa costare alla Cantina troppo: 40.000 €. Quindi affermare che si debba risparmiare è tutto sommato valido.

La cantina Sociale Valtidone oggi è ben gestita- soggiunge Miravalle- e chi la guida ha un’ampia capacità sia economica, sia di politica di territorio. Di cui ho la massima stima. Sarà comunque complicato però spiegare alla base associativa la differenza tra “costo” e minimo investimento per il futuro del sistema. Queste considerazioni sono ormai probabilmente radicate, poiché portate avanti dall’amministrazione precedente.

Per questo il nuovo CdA avrà un gran lavoro per far comprendere come la dizione “Sociale” nel nome dell’impresa significa anche guida del sistema ed il vero obiettivo- chiarisce il Presidente del Consorzio- non è tanto risparmiare 1 centesimo a litro,  bensì concorrere operativamente a gestire l’Associazione professionale con la forza rappresentata dalla larga base sociale. Forse bisognerebbe chiedersi se serve 1 centesimo. Tutti i nostri “concorrenti (trascurando la Franciacorta ) hanno comunque cifre d’investimento tra 1,5 e 3 centesimi a litro!

Se effettuiamo un’ analisi approfondita, comprenderemmo come la somma totale sia il frutto di un investimento di 1 centesimo a litro che i produttori piacentini fanno per garantirsi il proprio futuro, agendo come Associazioni Produttori per tutelare i propri interessi e promuovere i propri prodotti.

Una percezione diffusa (confesso - dice Miravalle - che l’avevo anch’io prima di conoscere la realtà) è che il Consorzio Vini DOC sia uno dei tanti Enti, più o meno inutili.  Ma non è affatto così: Il Consorzio Vini DOC è l’associazione volontaria del produttori di vino Gutturnio, Colli Piacentini e Ortrugo dei Coli Piacentini istituito dai produttori, per i Produttori  con l’obiettivo specifico della tutela e della promozione. Le azioni svolte sono in parte obbligatorie (da Dgl 61 del 2010), prima tra tutte i controlli delle DOC /DOCG/IGT sul mercato “ a scaffale”.  A tutela di Produttori e Consumatori per frodi perpetrate dopo i controlli eseguiti in fase di certificazione. Altri sono di sorveglianza  e prevenzione continua per l’impiego illecito dei nomi “piacentini”. In questi anni l’uso di Ortrugo e Gutturnio ha un certo appeal nelle province vicine. Tentativi regolarmente bloccati sul nascere.

C’è poi il capitolo complicato della manutenzione delle denominazioni. Negli ultimi tre anni- ricorda Miravalle- abbiamo dovuto subire due pesanti notifiche da parte della UE relativa alla cancellazione della DOC “Ortrugo e, nell’ambito di “Colli Piacentini” della DOC Bonarda. In entrambi i casi sarebbero stati danni milionari. Immaginiamo il crollo in valore per 3,8 milioni di bottiglie di Ortrugo che sarebbe diventato un bianco generico senza alcuna menzione o la perdita di 4 milioni di bottiglie di Bonarda che sarebbe diventato un rosso generico. 

Il Consorzio, proprio perché rappresentante dei Produttori ha potuto seguire tutte le vie tecniche, istituzionali e politiche per bloccare entrambe le minacce che avrebbero inferto un colpo terribile al sistema vitivinicolo piacentino. In questi giorni, per esempio, sottolinea Miravalle, si è risolto un problema minore, che però stava mettendo in difficoltà diversi produttori, specialmente in Valtidone. 

I produttori di uve Riesling  atte a diventare” Valtidone Riesling IGP” o “Valtidone bianco IGP”, già in questa vendemmia non avrebbero potuto rivendicare le proprie uve per un errore del sistema regionale che prevedeva solo il Riesling bianco e non il Riesling renano, varietà coltivate in una certa misura in Valtidone. La correzione è stata appena effettuata e quindi non ci saranno ricadute negative sul campo.

Infine uno sguardo al futuro: ”un capitolo a sè potrebbe riguardare, nel prossimo futuro, ”Colli Piacentini” . Le denominazioni “ombrello sono invise sia in EU, sia da larga parte del mondo del vino italiano. E’ quasi impossibile spiegare ad uno straniero la presenza di 450 DOC, quattro quindi delle quali, troppo piccole per una efficiente commercializzazione. 

Il capitolo “promozione” fa parte delle attività istituzionali, ma è fortemente condizionato dalle risorse.  Per es. i produttori di Franciacorta investono 20 centesimi a bottiglia. Ne producono 15 milioni generando 3 milioni di risorse disponibili per tutela e promozione. Tutela semplificata da una sola DOC. 

Piacenza produce 24 milioni di bottiglie certificate. Investendo 1 centesimo si originerebbero 240.000 €. Tuttavia una parte di produttori, anche a causa di posizioni poco democratiche ( probabilmente non vere, ma percepite tali) non aderisce all’Associazione. Quindi il budget teorico si riduce intorno ai 160.000 €. Che oggi, cancellati con grandi sacrifici, le situazioni debitorie del passato, possono essere investiti.

"Intravedo - afferma Miravalle - due obiettivi immediati: una profonda revisione dei disciplinari che oggi incatenano i produttori a norme “anni ’70” senza offrire nulla al consumatore, ignaro di queste regole: la creazione di “IGP Piacenza” che permetta flessibilità sia produttive ( innovazione) sia commerciali e la valorizzazione del Malvasia, probabilmente l’unico vero “internazionale” troppo spesso svenduto sfuso a prezzi poco interessanti".

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