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Vendemmia 2015: all'orizzonte un anno di rossi eccellenti

Il condizionale è d’obbligo, ma la vendemmia 2015 potrebbe essere ricordata come una delle migliori, anche se l’ultima parola la riserverà, come sempre, la maturazione in cantina

Il condizionale è d’obbligo, ma la vendemmia 2015 potrebbe essere ricordata come una delle migliori, anche se l’ultima parola la riserverà, come sempre, la maturazione in cantina. “Probabilmente- secondo il qualificato parere del Presidente del Consorzio vini Doc Colli piacentini Roberto Miravalle- la “vendemmia del secolo”, tenendo in debito conto che questo secolo è iniziato solo 15 anni fa”.

La vendemmia 2015 può essere definita precoce considerando che è iniziata e si è conclusa con circa due settimane di anticipo rispetto al 2014. La particolare situazione climatica, soprattutto quella tardo primaverile ed estiva, improntata al tempo bello, caldo e secco, ha di fatto limitato i trattamenti contro la Peronospora, la principale malattia del vigneto. Inoltre, non sono stati necessari interventi antibotritici per difendere le uve da rischi di marciume. Scarso anche l’oidio, che si è manifestato con maggiore vigore, ma senza procurare danni di particolare entità. Dunque una forte riduzione dei trattamenti antiparassitari con riduzione anche dei costi.

“Nonostante il caldo torrido- osserva Miravalle- dobbiamo rimarcare una sostanziale differenza col il 2003, ricordato per le altrettanto gravose e costantemente elevate temperature estive. Quello- spiega il Presidente del Consorzio- fu un anno “secco” ed il deficit idrico si manifestò già ad inizio luglio; quest’anno i terreni erano ricchi d’acqua. Inoltre le piogge primaverili ed alcuni acquazzoni in maggio- giugno hanno garantito una buona nutrizione idrica. La crescita delle bacche è avvenuta in modo regolare, la presenza di sufficiente acqua anche nel fine luglio afoso, ha consentito alle viti di termoregolarsi evitando i gravi danni da sole verificatosi nel recente passato”.

Per quanto riguarda i vini bianchi, come è già stato sottolineato durante la raccolta delle uve bianche, è probabile che Ortrugo e Malvasia di Candia Aromatica, siano caratterizzati da complessi olfattivi meno floreali e più fruttati e di una struttura sapida consistente. Ed i rossi? Raccogliendo i primi commenti si prevedono carichi di colore e gradevole tonalità; dovrebbero essere vini di eccellente struttura, con spiccata longevità. “E’ prassi consolidata- chiosa Miravalle- che ad ogni vendemmia si sprechino dichiarazioni di grande bontà dagli addetti ai lavori. Magari “stiracchiando” un po' la verità. Salvo lo scorso anno quando molti autorevoli commentatori hanno posto serie riserve sulla qualità del 2014. Non il sottoscritto che aveva dichiarato annata buona per i vini bianchi e ottima per i rosi frizzanti. E così è stato. Meno alcool, più profumi, maggior bevibilità e palatabilità. Vini moderni e gradevoli. Ovviamente annata inopportuna per Gutturni riserva, ma splendida per i vini a fresco consumo.

Come sarà quest’anno? Simile, per “consumi d’annata”, ma con un chiaro miglioramento per i vini rossi. Saranno sicuramente più importanti i Gutturni superiori e le riserve. Molto importanti. Le premesse indicano una qualità potenziale per i vini rossi, raggiungibile solo ogni 10-15 anni. La maturazione delle bacche è stata lenta e regolare, garantendo la formazione di tutte le sostanze che, metabolizzate durante la fermentazione e nei successivi mesi di affinamento, garantiranno piacevolezza, complessità e capacità di affinamento/invecchiamento ai vini rossi. Le quantità sono state regolari, la sanità delle uve molto buona. Premesse più che sufficienti per aspettarsi vini rossi di grande empatia”.

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