Giuseppe Verdi "agricoltore" in mostra nelle botteghe di Campagna amica

Nei locali di via Colombo sono stati esposti alcuni pannelli che ricordano Verdi “agricoltore” attraverso alcune lettere che ne ricordano l’impegno indefesso, l’amore verso la sua terra, lo spirito imprenditoriale, unito alla consapevolezza che l’agricoltura necessita di una costante spinta tecnologica innovativa

Un momento della presentazione della mostra

Le Botteghe di Campagna Amica sono il meglio del territorio attraverso la vendita diretta, ma soprattutto sono un modo per educare il consumatore anche attraverso i valori che questa realtà esprime. Nei locali di via Colombo sono stati esposti alcuni pannelli (uno nella bottega di Castelvetro) che ricordano Verdi “agricoltore” attraverso alcune lettere che ne ricordano l’impegno indefesso, l’amore verso la sua terra, lo spirito imprenditoriale, unito alla consapevolezza che l’agricoltura necessita di una costante spinta tecnologica innovativa.

I pannelli esposti fanno parte di una mostra verdiana più ampia allestita presso il Salone Monumentale della Biblioteca Passerini Landi realizzata sulla base della ricerca curata da Daniela Morsia, presente all’inaugurazione con il responsabile del fondo antico Massimo Baucia. Con lui l’assessore Luigi Rabuffi, il vicedirettore di Coldiretti Piacenza Luca Piacenza ed il responsabile della Bottega di Campagna Amica Giacomo Sala

I due pannelli esposti a Piacenza e quello di Castelvetro ricordano la seconda metà dell’800, gli anni in cui Verdi investiva il frutto di uno straordinario successo come compositore, nell’attività imprenditoriale agricola, un impegno finanziario assai rilevante, tanto che alla fine della sua esistenza tra acquisti, permute e vendite, le proprietà del Maestro erano di circa 700 ettari.

Una passione ed un investimento a cui Verdi dedicava il medesimo impegno trasfuso nella musica tanto che, come si evidenzia in una lettera inviata dalla consorte Giuseppina Strepponi, all’editore francese del Maestro “il suo amore per la campagna è diventato mania, follia, rabbia, furore, tutto ciò che voi volete di più esagerato. Si leva quasi con lo spuntar del giorno per andare ad esaminare il grano, il mais, la vigna, ecc. Rientra rotto di fatica”.

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Una terra che diventò ubertosa e fertile solo dopo intensi investimenti ed innovazione nelle lavorazioni, il frutto della professionalità e dell’amore verso la terra, quello stesso che gli imprenditori piacentini trasfondono nella loro attività producendo quelle eccellenze per cui il nostro territorio è diventato emblema in Italia.

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