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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Economia

Vertenza “Sereni Orizzonti”, Cgil e Cisl: «Un lungo percorso per ottenere risultati»

I sindacati aggiornano sulla situazione: «Ora l’impegno per la carenza di personale, l’eccesso di straordinari, il benessere degli ospiti e premi per i lavoratori»

L’impegno per un aumento di retribuzione nel nuovo contratto nazionale di lavoro e ritmi meno compressi in reparto: sono le mete che FP Cgil e Cisl FP intendono conquistare nella vertenza “Sereni Orizzonti”. Le due categorie della funzione pubblica di Cgil e Cisl rappresentano il 70% del totale dei lavoratori delle strutture “Sereni Orizzonti” in provincia di Piacenza perché sono numerose le azioni sindacali condotte fin qui, e coronate con esito positivo. Per esempio, sono stati i due sindacati confederali di categoria a far redigere un verbale che rileva differenze retributive per un valore di 120.000 euro per il solo territorio provinciale. «Precisamente - spiegano Giovanni Baiardi (FP Cgil) e Roberto Roberti (FP Cisl) - due anni fa è stato segnalato all'Ispettorato del Lavoro che l'azienda applicava un Ccnl non rinnovato, riuscendo così ad ottenere per tutti i lavoratori un pagamento di differenze retributive rispetto alle annualità prese in esame». «A febbraio 2019 abbiamo iniziato, come FP Cgil e Cisl FP, su richieste delle lavoratrici, a far scattare contrattualmente molte persone che erano assunte in somministrazione a tempo determinato a dipendenti dell’azienda a tempo indeterminato. Attualmente abbiamo praticamente eliminato i lavoratori in somministrazione che all’epoca erano più del 50%, facendo assumere direttamente dall’azienda gli ultimi addetti proprio dall’estate 2021. Si può tranquillamente affermare che grazie al nostro lavoro abbiamo oggi eliminato le forme di precariato che erano presenti in azienda al di sopra del limite consentito dalle norme vigenti».

«A settembre 2019 abbiamo iniziato a far adeguare i livelli di inquadramento perché erano quasi tutti non corretti rispetto al ruolo per il quale erano state assunte le persone e c’erano incongruità rispetto al contratto nazionale applicato. Si può tranquillamente affermare che tramite le nostre rivendicazioni sindacali abbiamo sistemato gli inquadramenti di tutti e, ad esempio, se oggi tutte le operatrici sono inquadrate al quarto livello e non al terzo, è grazie al lavoro quotidiano di FP Cgil e Cisl FP e grazie alle prime lavoratrici che si sono rivolte a noi nel 2019. A ottobre 2019 si è iniziato a sistemare anche i vari profili e mansionari del personale, riportando il corretto profilo al corretto lavoro, ribadendo in questa azienda che chi è operatrice socio sanitaria fa l'operatrice socio sanitaria, chi è ausiliaria fa l'ausiliaria, azzerando o quasi le promiscuità di profili che erano all’ordine del giorno. Un anno fa, continuano i sindacalisti, purtroppo è iniziata la cassa integrazione e la decisione da parte dell’azienda di chiudere una delle tre strutture presenti sul territorio, quella di Calendasco. Ma i confederali hanno sempre seguito la situazione, intervenendo ripetutamente “A novembre 2020 alcune problematiche sindacali che avevamo superato, soprattutto di organizzazione interna e di erogazione corretta dei conteggi nei cedolini paga sono riemerse, quindi siamo di nuovo stati costretti a rialzare i toni con la controparte aziendale, coinvolgendo nella discussione anche i sindaci dei vari territori su cui insistono le strutture dell’azienda e la prefettura. Le istituzioni hanno sposato la nostra giusta causa esortando l’azienda. La proprietà, con non poche difficoltà, da inizio 2021 si è resa disponibile a chiudere molte posizione attraverso le conciliazioni individuali a norma di legge, e su nostra richiesta si è impegnata tra febbraio e marzo 2021 anche a far rientrare a lavoro le lavoratrici di Calendasco che loro malgrado erano state fino a quel momento le più penalizzate. Inoltre sempre su richiesta sindacale di FP Cgil e Cisl FP, l’azienda privata ha definito un piano di smaltimento ferie e recuperi per far riposare le persone che in quel momento si erano profuse oltre i limiti dell’accettabile e continua a erogare ogni mese la flessibilità per effetto del precedente accordo sindacale dando modo ad alcune persone addette di rientrare e ad altre di riposare, riducendo al minimo possibile il ricorso agli ammortizzatori sociali».

Quali sono stati invece i risultati in questo ultimo anno? «Questa estate, rispondono i sindacalisti, abbiamo ottenuto i timbratori che i lavoratori non avevano mai avuto fino a quel momento (è uno strumento indispensabile per assicurare la certezza del pagamento delle maggiorazioni festive, notturne spesso sbagliate in busta paga), mentre il mese scorso FP Cgil e Cisl FP sono tornati nelle assemblee delle strutture per aggiornare i lavoratori e avere i loro feedback. A conferma della bontà del nostro operato gli iscritti di Cisl FP e FP Cgil sono cresciuti fino a raggiungere il 70% per cento circa del totale dei lavoratori di Sereni Orizzonti in forza a Piacenza». E prossimamente? «Nel mese di ottobre è in programma l’aggiornamento della vertenza con la prefettura di Piacenza e la riapertura del tavolo nazionale per la rivendicazione di un nuovo contratto collettivo nazionale più rappresentativo e remunerativo. È notizia di questi giorni che l’associazione datoriale Anaste ha dato la disponibilità a riaprire le trattative con le organizzazioni sindacali confederali. Localmente stiamo affrontando i temi della carenza del personale e del conseguente eccesso al ricorso agli straordinari, del benessere degli ospiti, della istituzione di sistemi premianti rispetto ai sacrifici che i lavoratori fanno tutti i giorni, al ripristino dei monte ore individuali tagliati a volte in modo insensato».

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