Vini bianchi: sarà una buona annata per quelli piacentini

E’ in corso nelle vallate del piacentino la raccolta delle uve bianche: in questi giorni si sta terminando la vendemmia dell’ Ortrugo, le prime Malvasie iniziano a fermentare

E’ in corso nelle vallate del piacentino la raccolta delle uve bianche: in questi giorni  si sta terminando la vendemmia dell’ Ortrugo, le prime Malvasie iniziano a fermentare. E’ terminata o quasi, la vendemmia di Chardonnay, Pinot nero, Pinot grigio, Sauvignon bianco, uve base per i vini spumanti. A Roberto Miravalle, tecnico enologo, docente universitario e presidente del Consorzio vini Doc colli piacentini, abbiamo chiesto una prima valutazione “in corso d’opera” della vendemmia, nella consapevolezza che le valutazioni finali, ed in particolare per i vini rossi, vanno fatte solo quando è stata completata la maturazione in cantina. L’analisi del prof. Miravalle prende le mosse dall’andamento climatico, “condicio sine qua non” per ogni prima precisazione: ” puntualmente ad ogni vendemmia, gli addetti ai lavori propendono a presentare i lati positivi, tendendo invece a minimizzare le eventuali asperità proprie delle variabili climatiche annuali”.miravalle-4

Tempestivo e regolare il motto: sarà una buona annata! “Un giudizio che, in gran parte per questa annata- chiosa Miravalle – appare veritiero: sono almeno 15 anni che non assistiamo più a vendemmie piovose. Anche grazie ai forti anticipi di maturazione che hanno visto vendemmiatori all’opera a partire dal 10 agosto, almeno per le uve base spumante. Un calendario- precisa- impensabile fino a 30 anni fa. La maturazione dell’uva e quindi l’epoca di vendemmia è frutto di due fattori primari: la somma termica, ossia la somma delle temperature dal germogliamento in poi, e della base genetica: vitigni precoci, medi tardivi. Non da ultimo le scelte umane: la “maturazione tecnologica per le basi spumanti è anticipata di 7-10 gg , per la stessa varietà e lo stesso luogo, rispetto alla produzione di vini fermi. Le cosiddette “vendemmie ritardate” cercano una surmaturazione sulla pianta e avvengono anche 20 giorni dopo l’epoca “standard”.

Tutto normale- si chiede il presidente del Consorzio vini Doc colli piacentini?  Non per questo decennio. Siamo ormai a metà settembre e negli ultimi anni la raccolta delle bianche avveniva nell’ultima settimana di agosto. Ad un inverno mite è seguito una primavera incostante. Le viti sono germogliate tardi e fiorite ancora più tardi. La siccità (rallentamento delle attività metaboliche) ha controbilanciato il caldo estivo (spinta verso la maturazione).Così ci troviamo a vendemmiare come 20 anni fa”. E’ dunque opportuno chiedersi, a parere del tecnico, se questo è un fatto positivo. 

“Per me sicuramente! L’allungamento della fase di maturazione permette un corretto andamento dei fenomeni metabolici vegetali. Che sono di tipo ossidativo: una maturazione troppo veloce, tende a “bruciare” la frazione aromatica e le parti più nobili, accentuando macroparametri ( maggior concentrazione di zuccheri e di acidità a causa della perdita d’acqua ). Con la maturazione fisiologica, non accelerata da luce e temperature eccessive, si ha un evoluzione positiva di quelle sostanze che costituiranno il “flavour” del vino. In particolare delle sostanze aromatiche. A maturazione lenta corrisponde maggior presenza di aromi floreali di fiori bianchi, nel vino sentiremo note agrumate, mela verde, ecc. Aromi bruciati se l’uva matura troppo presto a causa delle condizioni climatiche. 

Maturazioni più lente mantengono anche buoni tenori di acidità, parametro che nel vino dà la sensazione di “freschezza” e di norma non presentano eccessive concentrazione di zuccheri, che determineranno a vini troppo ricchi in alcool, carattere poco gradito oggi. Il 2016- conclude Miravalle- è dunque una buona annata per i vini bianchi piacentini.”

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