Vinitaly, mercato estero come via obbligata: il settore piacentino è sempre più disgregato

Anche le aziende piacentine presenti alla gran kermesse del vino puntano sempre più verso i mercati esteri. Ma il nostro settore appare sempre più disgregato, con il Consorzio che si dice sia in difficoltà. Il presidente Farinetty: «Eataly a Piacenza la prima settimana di giugno»

Molti i contatti soprattutto con operatori stranieri, soddisfazione per le cantine piacentine presenti al Vinitaly nei primi due giorni della grande kermesse del vino che riunisce tradizionalmente a Verona produttori da tutto il mondo, manifestazione nella quale, in particolare quest’anno, i vini piacentini hanno ottenuto numerosi riconoscimenti (come abbiamo già segnalato ndr.) per la qualità di una produzione che, assieme ad altri prodotti, sta sempre più conquistando i mercati esteri; un giro d’affari del vino complessivamente prodotto in Italia nel 2013 che, evidenzia Ismea, ammonta complessivamente a 3,9 miliardi di euro, di cui 2,7 miliardi rappresentati dai vini Dop e Igp.

L’eccellenza dunque paga e i vini piacentini in questi ultimi anni si sono caratterizzati per un deciso salto di qualità, sia per un incremento produttivo, sia per un aumento dei listini alla produzione, anche se, soprattutto sui mercati interni, pesa la decisa contrazione dei consumi. l’Ismea ha infatti evidenziato che le dinamiche degli acquisti domestici presso la distribuzione moderna, sottolineano una flessione dei quantitativi acquistati nel 2013 del 5%, soprattutto imputabile ai vini fermi, a fronte di un buon andamento degli spumanti. Ma l’export, dall’ultima variabile presa in esame dallo studio, nel 2013, ha sancito un nuovo record per le cantine italiane con un fatturato di oltre 5 miliardi di euro (+7% sul 2012).

La crescita delle vendite di vino italiano nella Gdo estera nel 2014 è stata valutata come probabile anche da Federdistribuzione, secondo la quale appare prevedibile uno sviluppo di un trend già in atto: non poche insegne infatti portano il vino italiano nei propri punti vendita internazionali, promuovendolo con manifestazioni specifiche o inserendolo regolarmente nell’assortimento. Altre favoriscono il prodotto nazionale sfruttando rapporti consociativi con catene distributive estere, incentivando rapporti diretti tra grande distribuzione straniera e cantine italiane,indicando cantine e prodotti interessanti da inserire nelle linee di vino di marca del distributore dell’insegna estera. 

Dunque la via obbligata è quella di puntare decisamente sui mercati esteri, e numerose aziende piacentine lo hanno fatto, pur a fronte di una sinergia operativa che, almeno per i vini del nostro territorio, attualmente appare carente.

Molte primarie aziende da tempo operano quasi completamente da sole con la propria struttura commerciale, sono nate forme di aggregazione spontanee che poi sono tramontate e ne sono sorte delle nuove. Oltretutto si parla sempre più insistentemente di una crisi del Consorzio, pur attualmente retto da un tecnico di grande valore e competenza che ha raddoppiato gli sforzi per “raddrizzare la barca”, mentre sono sempre più forti i “rumour” dell’abbandono del Consorzio da parte di una grande cantina “storica”.

Voci o verità? Il tempo come sempre farà giustizia, ma in ogni caso, nel momento in cui un difficile mercato richiederebbe compattezza, si sta verificando il contrario e questo in vista di Expo 2015, dove invece tutto il territorio, con tutti i suoi prodotti di eccellenza sta cercando di fare quadrato.

Eppure il valore delle Dop e della Igp è in crescita e la viticoltura piacentina occupa un ruolo non certo marginale in Regione, grazie alla qualità indiscussa dei suoi vini ed un territorio produttivo ubicato quasi completamente in collina. Riflessioni dunque obbligate proprio in occasione di una grande manifestazione come il Vinitaly e che emergono dalle conversazioni che inevitabilmente si intrecciano tra i viticoltori più rappresentativi presenti a Verona.

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Qui, proprio ieri, come abbiamo già riferito, a margine di uno dei convegni organizzati nell'ambito del Vinitaly dove erano presenti il ministro delle Politiche Agricole e Alimentari Maurizio Martina, il presidente di Confagricoltura nazionale Mario Guidi e Riccardo Illy, Oscar Farinetti, fondatore  della famosa catena specializzata nella vendita di generi alimentari e prodotti tipici di qualità, ha dichiaratoche l’Eataly piacentino (in via di allestimento presso la Cavallerizza, sullo Stradone Farnese), sarà inaugurato la prima settimana di giugno. Così riportiamo, con l’auspicio che non ci siano ulteriori slittamenti.

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