Vino, disciplinari di produzione: vincoli meno rigidi per cambiarli

Il presidente del Consorzio vini Roberto Miravalle: «Possibilità di adattarci in modo più rapido alle esigenze dei mercati»

Roberto Miravalle

Paletti meno “rigidi” per i Consorzi “erga omnes”, ovvero quelli cui è riconosciuta dal Ministero la possibilità dei controlli per tutti i produttori, anche non soci: per cambiamenti dei disciplinari basterà il 50% +1 dei voti degli aventi diritto, e non più maggioranze “ponderate”. E’ questa una delle ultime novità del 2012 in materia, chiarita dal Decreto del Ministero delle politiche agricole del 7 novembre 2012, intervenendo sulla legge 61 dell’8 aprile 2010, ovvero la nuova legge “quadro” del vino italiano.

In sostanza, per questi Consorzi, come pure quello dei Colli piacentini, nel caso si vogliano adottare cambiamenti di disciplinare (diversi dalla delimitazione della zona di produzione delle uve o d’imbottigliamento) se,  per esempio,  vogliono proporre l’inserimento come logo della denominazione, di un marchio consortile di nuova elaborazione, oppure una “piramide qualitativa” dei vini più dettagliata (come nel caso delle delibere in corso al Consorzio del Chianti Classico), potrà essere sufficiente un “verbale dell’assemblea degli associati al Consorzio dal quale risulti la presenza di tanti soci che detengano almeno il 50%+1 dei voti complessivi spettanti agli aventi diritto, e che la relativa delibera sia stata assunta con la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, invece dei requisiti richiesti fino ad oggi. Nel caso dei vini Doc, “almeno il 30% dei soggetti che conducono vigneti dichiarati e almeno il 30% della superficie totale dichiarata” e nel caso di vini Igp “almeno il 20% dei soggetti che conducono vigneti e almeno il 20% della superficie totale dichiarata. Non solo: i requisiti di rappresentatività potranno essere raggiunti anche con la raccolta delle firme di altri viticoltori non presenti alla stesura del verbale, ma favorevoli alla presentazione della domanda di modifica.

“Non possiamo che dirci favorevoli a questa normativa che finalmente inizia un percorso di semplificazione burocratica per un settore che è tra i più vessati in senso assoluto. Significa- chiarisce Miravalle- poter adottare deliberazioni in modo più duttile verso i mercati che mutano rapidamente, mentre il Disciplinare, per sua natura, tende ad “ingabbiare” la produzione.

Così ora, per esempio, potremo procedere verso una semplificazione (dal prossimo anno) del Gutturnio, semplificandolo per esempio, dopo gli indispensabili approfondimenti con gli operatori del settore, in Frizzante e Fermo e non nelle attuali 5 tipologie, e così, se si riterrà necessario, si potrà operare per l’Ortrugo.

Stesso discorso, già da subito, per i Colli piacentini perché ci sono già pervenute in questo senso alcune richieste. Il Consorzio- conclude Miravalle- unico deputato ad adottare questi provvedimenti, opererà comune in sinergia con tutti i produttori e le cantine, sempre nell’ottica di agevolare il loro lavoro, così come con un approccio più duttile, concreto e positivo sui mercati sia locali, ma soprattutto nazionali ed esteri, dove le semplificazioni dei Disciplinari sono ormai indispensabili per non creare confusione tra i consumatori, sempre comunque perseguendo l’ottica della massima qualità e delle peculiarità produttive del territorio”.

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