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Vino, gli incontri di Coldiretti su normativa e opportunità

Ma a minacciare il settore sono le speculazioni, i costi delle materie prime e le etichette allarmistiche

S’intitola “Emilia: Viticoltura e vini di un territorio, Stato dell’arte e opportunità per il settore” la video-conferenza organizzata alle 15 di mercoledì 16 febbraio dalla Federazione Regionale Coldiretti Emilia Romagna e rivolta alle principali realtà vitivinicole dell’Emilia. «L’incontro – spiega il responsabile del settore vitivinicolo di Coldiretti Piacenza Dario Panelli - vuole essere un momento di informazione sui servizi e le attività svolte da Coldiretti a favore delle imprese, con un focus dedicato sulle normative e sulle opportunità per il futuro del settore vitivinicolo emiliano. La conferenza è riservata alle nostre cantine associate che riceveranno il link per poter partecipare all’evento». Sono previsti gli interventi di Domenico Bosco, responsabile nazionale di Coldiretti per il settore vitivinicolo e la filiera della Birra, che parlerà delle novità normative; Franco Leonardi, ispettore presso il Ministero delle Politiche Agricole che affronterà il tema del Testo Unico del Vino e di Annalisa Barison, presidente di Ais Emilia sull’inquadramento e le prospettive dei vini emiliani. Le conclusioni saranno affidate al Presidente regionale di Coldiretti Emilia Romagna Nicola Bertinelli.

Un appuntamento importante, come rimarca Panelli, tra i protagonisti anche della puntata sui bandi Psr dei nuovi webinar di Coldiretti Piacenza “Dal Campo alla pratica”, tutti disponibili sulla pagina facebook dell’associazione. Nel suo intervento, Panelli ha illustrato i contributi previsti per sostenere le cantine e in particolare il nuovo bando sugli investimenti strutturali la cui uscita è prevista in estate e su cui Coldiretti Piacenza invita gli interessati a informarsi sin da ora.

LA SITUAZIONE DEL SETTORE

Nel frattempo, Coldiretti ha messo in luce come in controtendenza rispetto all’andamento generale siano calati dell’1,2% i prezzi al dettaglio di vendita del vino, a fronte però di un balzo dei costi di produzione a carico delle cantine del 12% a causa dei rincari della bolletta energetica e di vetro, carta, sughero, legno e trasporti. E’ emerso dalla Consulta vino della Coldiretti sulla base dei dati Istat sui prezzi al consumo a gennaio 2022 che evidenziano la grave criticità per il settore.

Le politiche commerciali adottate al dettaglio, con sottocosto e promozioni – afferma il direttore di Coldiretti Piacenza Roberto Gallizioli - non possono gravare sulle spalle dei produttori con bilanci già provati dalla crisi e dagli aumenti internazionali dei costi di produzione, confezionamento e trasporto.

A preoccupare sono anche i recenti orientamenti comunitari nei confronti del vino che rischia di essere ingiustamente assimilato con l’abuso di superalcolici tipico dei Paesi nordici nell’ambito del piano europeo per la salute che sarà votato la prossima settimana dal Parlamento Europeo. Il vino in Italia è diventato l’emblema di uno stile di vita attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol.

«Sono pertanto del tutto fuori luogo – commenta Gallizioli - le misure ipotizzate come gli allarmi salutistici in etichetta già adottati per le sigarette, l’aumento della tassazione o l’esclusione dalle politiche promozionali dell’Unione Europea». «Si tratterebbe peraltro di un orientamento incoerente con il sostegno accordato dal provvedimento alla Dieta Mediterranea, considerata un modello alimentare sano e benefico per la prevenzione di molte malattie, tra cui il cancro, ma che si fonda anche – ricorda la Coldiretti – sul consumo regolare di un bicchiere di vino ai pasti. L’equilibrio nutrizionale –ribadisce il direttore – va infatti ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto».

«L’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale di vino deve difendere in Europa il proprio patrimonio enologico che vale 12 miliardi e rappresenta un elemento di traino per l’intero sistema agroalimentare» ha concluso Gallizioli nel sottolineare che «secondo la Coldiretti il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate».

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