Zootecnia, Coldiretti: «Crisi senza precedenti. Diecimila capi in meno, serve moratoria»

Una moratoria sui debiti degli allevamenti da latte e da carne bovina e suina che stanno affrontano una crisi senza precedenti, con la diminuzione dal 2010 al 2015 di oltre 10mila capi allevati tra bovini e suini nella sola provincia di Piacenza: le richieste di Coldiretti

Giovanni Morini, responsabile economico di Coldiretti Piacenza

Una moratoria sui debiti degli allevamenti da latte e da carne bovina e suina che stanno affrontano una crisi senza precedenti, con la diminuzione dal 2010 al 2015 di oltre 10mila capi allevati tra bovini e suini nella sola provincia di Piacenza. Questa la richiesta lanciata da Coldiretti al governo nel sottolineare la necessità di dare immediatamente una boccata di ossigeno alle migliaia di aziende agricole che si trovano in affanno.

“Da troppo tempo, afferma Giovanni Morini, responsabile economico di Coldiretti Piacenza gli allevamenti sono costretti a lavorare con prezzi di vendita che sono al di sotto dei costi di produzione. Per questo motivo si rendono necessarie misure nazionali di rapida attuazione con una moratoria su mutui e prestiti agli allevamenti di 24/36 mesi ma anche un riposizionamento debitorio dal breve al medio lungo termine ed un impegno straordinario sui fondi di garanzia.”

Una necessità che - precisa la Coldiretti - può accompagnare il position paper che l’Italia presenterà alla Commissione europea che prevede anche l’obbligo di etichettatura di origine per fermare le importazioni dall’estero da spacciare come Made in Italy. La situazione dei prezzi in campagna - continua la Coldiretti - sta assumendo toni drammatici per gli allevamenti con le quotazioni per i maiali nazionali destinati ai circuiti a denominazione di origine (Dop) che sono scesi al disotto della linea di 1,20 centesimi al chilo; un prezzo che non copre neanche i costi della razione alimentare. Cosi come i bovini da carne che sono pagati su valori che si riscontravano 20 anni fa, per non parlare del prezzo del latte che - conclude la Coldiretti - con il venir meno degli accordi rischia ora di essere in balia delle inique offerte dell’industria.

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