"3C a Piacenza": mostra di pittura di Wlady Sacchi, Emanuela Grande, Adolfo Maffezzoni

Sabato 14 maggio alle ore 18.00 presso lo spazio espositivo Libertà 6, a Piacenza (in Piazzale Libertà, 6) si inaugura la mostra Wlady Sacchi & Co., in cui accanto alle opere dell'affermato artista cremasco saranno esposte opere di Adolfo Maffezzoni e di Emanuela Grande, oltre a fantasiose "vetrate gotiche" con interventi di tutti e tre gli artisti.

La mostra vuole attirare la curiosità dei visitatori con un secondo titolo: "3C".

E' Maffezzoni, il più giovane dei tre artisti ad averlo suggerito, dopo essere venuto a conoscenza del detto che Piacenza sarebbe la città delle tre C, così come Cremona, città in cui egli è nato, è la città delle tre T.
I temi delle tre C piacentine saranno affrontati in maniera originale.
Ad uno di questi temi, alluderanno i nudi femminili dipinti da Wlady Sacchi, ad un altro le cromie intense realizzate in collage ad imitazione di apparenti vetrate, mentre al terzo tema saranno dedicate cornici realizzate in filo spinato.
Ma "3C" significa anche semplicemente che si tratta di due cremaschi e di un cremonese, artisti che hanno deciso di presentare le loro opere oltre la propria provincia, oltre il Po, aderendo all'invito della titolare dello spazio espositivo: dott.Elena Gavazzi.
Eppure "3C" può significare anche tre città coinvolte in uno scambio di immagini e di esperienze. A Crema vivono Adolfo Maffezzoni e Wlady Sacchi, mentre Emanuela Grande, che vi è nata nel 1951, vive a Cremona.
A Piacenza, sia Adolfo Maffezzoni (nel marzo 2015) sia Emanuela Grande (nel novembre 2014) hanno presentato una propria personale, proprio nello stesso spazio espositivo, mentre Wlady Sacchi (nato nel 1940) che ha all'attivo mostre personali in numerose città italiane e si è affermato fin da giovanissimo con una pittura tecnicamente accurata, forse a Piacenza non è ancora conosciuto. Il realismo che l'artista cremasco ha coltivato con tenacia, anche in anni in cui questa scelta non era in sintonia con le tendenze emergenti, è un realismo di non facile lettura, perché fa scaturire riflessioni che non tranquillizzano chi osserva.
La ricerca artistica di Adolfo Maffezzoni (nato nel 1961) affonda le sue radici nella Pop Art e nell'Informale, senza mai però emularne gli esiti, sa esprimersi con un'energia creativa del tutto nuova e dirompente. Nemmeno la sua arte tranquillizza: densità e forza del colore, spessori dei materiali accostati, rifiuti riutilizzati, fanno percepire sia l'audacia dell'ironia sia le inquietanti domande che l'artista si pone sulla società del nostro tempo.
Due linguaggi artistici molto differenti quelli di Wlady Sacchi e di Adolfo Maffezzoni, anche se la loro collaborazione è stata collaudata in altre occasioni. Un filo conduttore della loro arte potrebbe trovarsi nell'amarezza con cui i due artisti denunciano il male della società.
Differente ancora è il linguaggio espressivo di Emanuela Grande che, formatasi al Gazzola di Piacenza, ha in seguito studiato grafica pubblicitaria e tecniche tradizionali di incisione. L'artista si è allontanata quasi del tutto dalla rappresentazione figurativa(rilevabile ancora negli inchiostri tracciati col pennello o nei visi delineati con la penna a sfera). Avvicinandosi all'Arte Concettuale, nelle sue opere vuole fissare il passaggio del tempo.La sua pittura si avvale spesso di parole scritte, oltre che di numeri, in particolare date e orari.
Come nelle tre C di Piacenza, le tre C di questi tre artisti, non hanno alcuna affinità superficiale, cioè la creatività (che non a caso inizia per c) si esprime, nei tre artisti, in forme differenti e non paragonabili. Se un'affinità c'è deve essere profonda. Essa non va riscontrata né nell'amicizia, né probabilmente nei luoghi di nascita o dove la loro vita si svolge, né tanto meno nella fascia di età. Wlady Sacchi è più anziano degli altri due di circa dieci e vent'anni,
Allora cosa lega questi artisti? Qual è la loro affinità profonda? Una ricerca autonoma e coerente per ognuno di loro. Una ricerca che non si fa sviare né dal successo, né dalle incomprensioni ,critiche e fraintendimenti. Per tutti e tre, Sacchi, Grande e Maffezzoni, c'è la tensione verso una meta e il loro produrre arte è intenso e viscerale.

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