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A Fabio Fornari il premio "Cuore d’Oro" degli Amici della Mietitrebbia

Rinnovato successo al "Tendone dei trapianti" di Bosco dei Santi (Mortizza) per il 15esimo conferimento del riconoscimento "Un cuore d'Oro", ideato e griffato Antonio Marchini. Quest'anno è stato premiato Fabio Fornari, direttore del Dipartimento di Medicina Generale Unità Operativa Gastroenterologia ed Epatologia

Rinnovato successo al “Tendone dei trapianti” di Bosco dei Santi (Mortizza) per il 15esimo conferimento del riconoscimento “Un cuore d’Oro”, ideato e griffato Antonio Marchini. Quest’anno il premio è stato assegnato dal Comitato Scientifico presieduto dal cardiochirurgo Mario Viganò, al professore Fabio Fornari, direttore del Dipartimento di Medicina Generale Unità Operativa Gastroenterologia ed Epatologia il quale, visibilmente commosso, ha ricordato la sua provenienza da una famiglia di agricoltori (con il padre insignito dal presidente Cossiga dell’alta onorificenza Cavaliere del Lavoro).

Dalla famiglia ha imparato i valori bussola della vita: fedeltà alla parola, onestà e fiducia, virtù che accomunano i due mondi uniti a Bosco dei Santi: quello dell’agricoltura e quello della medicina; il mondo dei campi a quello delle corsie degli ospedali. Il professore ha quindi affermato di voler dividere il graditissimo premio con la moglie Silvana, che in 36 anni di matrimonio ha dimostrato “tanta pazienza e comprensione dedicandosi alla famiglia in un lavoro quotidiano poco appariscente, ma fondamentale e prezioso”. Altre condivisioni: con i figli Edoardo, Riccardo, Gianluca e i nipotini Isabella e Leonardo. Di questo ha mostrato un modellino di mietitrebbia augurandogli una futura vita di lavoro connessa all’agricoltura.

“Nei 37 anni di vita ospedaliera, ha aggiunto, ho conosciuto centinaia di medici e infermieri e in tutti ho visto grande professionalità spirito di sacrificio e passione per il proprio lavoro” Alcune citazioni particolari: la signora Adelia Brizzolara (R.A.D.), le infermiere professionali Rita Spelta, Cristina Campanini, Valeria Negri, Sonia Munari; Renato Sarti (screening dei tumori) e i medici Michele Di Stasi, Maria Gabriella Marinone, Francesco Giangregorio, Giovanni Aragona, Giuseppe Comparato, Gian Maria Prati e Riccardo Solimando. Infine un augurio: sappiano i piacentini essere uniti nell’azione di valorizzare eccellenze e peculiarità del loro territorio.

Applausi convinti e condivisi dal pubblico e dalle presenze istituzionali tra le quali: il prefetto Anna Palombi, il sindaco Paolo Dosi con l’assessore Piroli, l’onorevole Migliavacca, diversi sindaci della provincia, Giuseppe Parenti presidente della Camera di Commercio; dal mondo della sanità il direttore generale dell’AUSL Andrea Bianchi, il presidente dell’Ordine dei Medici Augusto Pagani, i primari Cavanna, Maniscalco, Sacchini, il dottor Ruggerini, gli industriali Conti, Cercello e Giglio; rappresentanti di associazioni tra le quali la Pubblica Assistenza, l’Aido e il Consolato Maestri del Lavoro. L’evento si è aperto con le musiche del Corpo Bandistico “La Magiostrina” di Cortemaggiore concluse dall’Inno Nazionale.

I temi della serata sono stati di volta in volta introdotti da Mauro Molinaroli e Gaetano Rizzuto; ma incontrastato mattatore è stato Antonio Marchini con estemporanei interventi, saluti, ricordi, aneddoti, barzellette, frecciatine distribuite a destra e a manca coniugando però la vivacità e l’entusiasmo di una festa ruspante tra amici, indirizzata all’opportunità di presentare gli uomini che fanno grande la Sanità, in particolare a quella Piacentina. Accantonati i momenti gioiosi si è sviluppato il racconto del cardiochirurgo prof. Mario Viganò. Era il 17 novembre 1985, ventinove anni fa, quando al San Matteo di Pavia fu lui ad effettuare il primo intervento di trapianto del cuore, pochi giorni dopo l’autorizzazione concessa dal Ministero a soli 8 centri italiani. Dal 1985 e sino al 2011 il prof. Viganò ha eseguito 1400 i trapianti di cui 1040 di cuore.

E’ seguita la testimonianza diretta di Gianmario Taricco, il paziente “trapiantato” di cuore che ricoverato in ospedale dal settembre 1985 ne uscì dopo 8 mesi e con il cuore donato dai familiari di un tredicenne; da allora ha vissuto una vita normale di lavoro e di famiglia con la moglie Denise e i figli Andrea e Pietro. Daria Sacchini: preoccupa il pericolo di una catastrofe sanitaria La dottoressa Daria Sacchini, Direttore dell’Unita Operativa Complessa di Malattie Infettive del nostro ospedale, ha poi chiarito come la probabilità di acquisire un’infezione in un reparto di malattie infettive sia minimo rispetto ad un qualsiasi altro reparto. Il pericolo per l’umanità è oggi costituito non tanto dalle epidemie che occasionalmente si manifestano, quanto dalle infezioni da germi resistenti alla terapia antibiotica; seri problemi potrebbero derivare anche da una banale bronchite, faringite o infezione della cute.

La leggerezza con cui molte persone si auto prescrivono l’antibiotico come fosse un medicinale da banco, anche per curare raffreddore o influenza, sono causa un ritorno di malattie originate dall’uso smodato ed eccessivo degli antibiotici. Il ruolo dell’infettivologo nell’ambito della gestione ospedaliera delle infezioni da germi difficili è quindi quello della scelta del miglior principio attivo e la collaborazione con le autorità sanitarie per una miglior politica d’uso di tale categoria di prodotti. Finale pirotecnico del cav. Marchini con la poesia “La ciculata” di valente Faustini e anche con qualche dubbio sulla possibilità di poter proseguire la manifestazione: la crisi ha ridotto la generosità degli sponsor e sul tema ha citato una rima del compianto don Luigi Bearesi “Se ad un om ad ga ve tucà la bursa, al va subit ad cursa..”.

Premio "Cuore d'Oro" 2014 ©Passerini/IlPiacenza

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