Alessandro Preziosi al Municipale con “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco"

Alessandro Preziosi nei panni del celebre pittore in "Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco" martedì 5 febbraio al Teatro Municipale, nell'ambito del cartellone Altri Percorsi

Come può vivere un grande pittore come Van Gogh in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? Il temporaneo isolamento in manicomio dell’artista, interpretato da Alessandro Preziosi, va in scena a Piacenza con lo spettacolo “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco” di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, scritto da Stefano Massini (testo vincitore del Premio Tondelli Riccione Teatro 2005), regia di Alessandro Maggi.

Appuntamento martedì 5 febbraio alle ore 21 al Teatro Municipale per il cartellone Altri Percorsi della Stagione “Tre per Te” 2018/2019 proposta da Teatro Gioco Vita, direzione artistica di Diego Maj, con la Fondazione Teatri di Piacenza, il Comune di Piacenza e il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano e Iren. Un appuntamento molto atteso, per il quale si preannuncia ancora una volta il tutto esaurito.

Le austere pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul. È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent Van Gogh è uscire da quelle mura, la sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andare a trovarlo... Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Van Gogh in manicomio, lo spettacolo è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Il testo firmato da Massini, vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “...scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria, n.d.r.), con la sua drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

«Il serrato e tuttavia andante dialogo tra Van Gogh, internato nel manicomio di Saint Paul de Manson, e suo fratello Theo, – scrive Alessandro Maggi nelle note di regia - propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso. Lo spettacolo è aperto contrappunto all’incalzante partita dialogica. Sottinteso. Latente. Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione».

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