Bobbio, il regista Andrea Castoldi al Cinema Le Grazie

Il regista Andrea Castoldi torna in Val Trebbia per presentare “Non si può morire ballando”, venerdì 25 ottobre alle ore 21:15 al Cinema Le Grazie di Bobbio. Incontro con il pubblico dopo la proiezione

Il regista Andrea Castoldi, torna in Val Trebbia per presentare la sua ultima opera “Non si può morire ballando”, venerdì 25 ottobre alle ore 21:15 al Cinema Le Grazie di Bobbio, dopo la proiezione del film si terrà l’incontro con il pubblico.

Un legame con Bobbio e la Val Trebbia nato durante il corso di regia di Marco Bellocchio e che con gli anni si è sempre più consolidato, tanto da voler presentare sempre qui le sue pellicole. Nel 2014 presenta il suo primo lungometraggio “Ti si legge in faccia”, nel 2017 con “Vista mare”, non solo lo presenta, ma decide di girarlo interamente in val trebbia, tra Mezzano Scotti e i boschi del monte Penice, oggi ritorna con “Non si può morire ballando” questa volta girato interamente in Lombardia e ispirato a un’esperienza personale.

Nel cast del film troviamo Salvatore Palombi (Gianluca Carbone), Mauro Negri (Massimiliano Carbone), Gianni Quillico (Antonio Bertolucci), Jvonne Jò (Laura Saporiti), Lorenza Pisano (Giusy), Tullia Ferraro (Sandra), Denise Mirandola (Paola) , Alessandra Brambilla, Emanuele Piani, Marco Speziali, Danny Duyko, Rebecca Amodeo, Valentina Scuderi

“Un film sincero diretto con il coinvolgimento e la passione di chi conosce bene ciò che sta raccontando.”

Due fratelli, Massimiliano e Gianluca, vivono il dramma di una malattia da un’angolazione diversa dello stesso letto di un ospedale. Uno è seduto su una sedia. L'altro su quel letto è sdraiato da settimane.

Massimiliano ha tre mesi di vita, colpito da una rara malattia chiamata “le cellule dormienti”, di cui non si conosce la cura e dalla quale non si può guarire.

Gianluca, che trascorre ormai la maggior parte del suo tempo libero con il fratello trascurando il già delicato rapporto con la moglie, non si dà per vinto. Viene a conoscenza dell’esistenza di un vecchio studio sulla malattia, pubblicato in un libro mai più ristampato, realizzato a inizio carriera dal Primario dell’ospedale, il Professor Amadei, con l’ex amico e collega, il Professor Bertolucci. Gianluca, non trovando sostegno nel Primario che ora disconosce il suo studio giovanile, si mette sulle tracce del Professor Bertolucci, ritiratosi dalla professione da anni e che ritrova dedito alla sua nuova grande passione, la pesca.

Il Professore, inizialmente respingente, finisce per far dono a Gianluca della sua unica copia del libro. Il percorso è quello di affrontare la malattia attraverso l'elogio del ricordo. Rivivere le emozioni di una vita, quelle che fanno vibrare il cuore, tremare l'anima, magari può risvegliare le cellule dormienti di Massimiliano. Gianluca decide di affidarsi a dei giovani attori amatoriali per mettere in scena alcuni dei ricordi più vividi del fratello, ormai troppo debole per uscire dall’ospedale.

Forse un metodo, forse una cura. Forse solo una bella favola d'amore...Un film poetico e a tratti anche grottesco, che, con una punta di drammaticità, si rivela un inno alla vita.

Andrea Castoldi: “Non si può morire ballando nasce da un'esperienza personale che ho voluto raccontare con gli occhi di chi sta seduto sulla sedia di fianco al letto di un ospedale.
Anch'io come Massimiliano ho sentito in quel lungo periodo la fragilità dell'uomo, l'impossibilità al rimedio e la totale inadeguatezza alla situazione.
Il film viaggia su binari paralleli; da una parte la concretezza della medicina e dall'altra i colori dell'amore.
Ho voluto simboleggiare Il corridoio nel film come la parte più rappresentativa, scandisce la distanza tra la vita e la morte ed è raccontato con lentezza e profondità.
Ogni volta assume un significato diverso.”

Incontro con il regista Andrea Castoldi per la presentazione del suo ultimo film "Non si può morire ballando". Promosso dal FICE E.R. nell'ambito della rassegna autunnale “Riusciranno i nostri eroi” 2019, i nuovi autori del cinema italiano incontrano il pubblico”, incentrata sulla proposta di serate-evento con ospiti e dedicata al cinema italiano d’autore

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