Andreas Muller, per il ballerino forse un futuro in televisione

Il vincitore dell'ultima edizione di Amici di Maria de Filippi non ama troppo i social, ad eccezione di Instagram, e sa cosa significhi lavorare duramente

Il vincitore di Amici Andreas Muller al Centro Gotico

Andreas Muller, il ballerino trionfatore della sedicesima edizione di Amici di Maria de Filippi, ha incontrato i fan domenica 25 giugno al Centro Gotico. Un vero e proprio bagno di folla di ragazze urlanti ha atteso l’arrivo del vincitore del talent fin dalle prime ore del mattino, sperando in una foto, un autografo e magari un abbraccio. Lo abbiamo intervistato poco prima dell’incontro con le ammiratrici, provenienti anche da fuori provincia.

Andreas com’è stata la tua esperienza ad Amici?

E’ stata un esperienza bellissima e importante, soprattutto per aver riportato alla vittoria la categoria ballo dopo ben 11 anni di trionfi tra i cantanti. A causa dell’infortunio che mi aveva impedito di andare avanti nella scorsa edizione ho partecipato per due anni di fila e sono arrivato alla vittoria finale. Penso di essere l’esempio che il talent di Maria de Filippi è un programma che apre molte porte.

Quando due anni fa hai deciso di partecipare, credevi di poter vincere?

No, non pensavo proprio di poter vincere. Il primo anno ricordo che solo Veronica Peparini, l’insegnante di danza della scuola, mi ha voluto fortemente. Ho sempre sentito la giuria dare grandi attestati di stima ad altri ballerini, quindi figuriamoci se mi potevo anche solo immaginare di vincere. Ho cercato di pensare sempre uno step alla volta: non ho mai pensato di poter entrare, né ho mai creduto di poter arrivare allo spettacolo serale, quindi la vittoria era proprio una cosa lontana dai miei pensieri, qualcosa di impensabile.

Nel tuo percorso c’è stato un momento di svolta?

Nel percorso in generale, tenendo contro dei due anni, sì. Se guardo il primo anno, non lo so: sono entrato e poi uscito per la lussazione al gomito. Pensando a tutta la mia permanenza ad Amici, paradossalmente il momento della svolta è stato quando sono andato a casa per l’infortunio, perché sono tornato con molta voglia di ricominciare e tanta determinazione: credo che il fatto che sia ripartito da capo, ripresentandomi ai provini, mi abbia fatto un po’ onore: la svolta è stata quella far vedere che l’anno prima aveva partecipato un ragazzino, mentre l’anno successivo era tornato un uomo.

I ballerini professionisti frequentano prevalentemente i teatri e, al limite, gli studi televisivi. Come ti trovi in questi bagni di folla?

Io non penso di essere un ballerino speciale rispetto a quelli che danzano in teatro o in televisione, penso di essere un ballerino come tantissimi altri. Tutti questi fan fanno un gran piacere perché mi danno molti stimoli ad andare avanti: quello del ballerino è un lavoro come tanti, anzi, magari non lo si percepisce, ma passiamo ore e ore in sala prove a lavorare duro ogni giorno. Realizzare che pur senza un prodotto come un cd da lanciare riesci a farti voler bene da così tante persone è gratificante. Secondo me il teatro non è adatto a tutti: io lo amo tantissimo, ma non so fino a che punto mi sentirei a mio agio dal momento che in Italia danzare in un teatro significa soprattutto far parte di una compagnia di danza classica, mentre all’estero non è così. A me sinceramente non piace darmi etichette: sarei felicissimo sia di ballare in teatro sia di fare un tour sia di danzare in televisione. Quello che mi piacerebbe è avere una carriera il più varia e lunga possibile, poter esplorare qualsiasi campo.

Sei presente su tre social: Facebook, Instagram e Twitter. Chi ti aiuta a gestirli e quale segui tu di persona?

Sui social sono supportato dal mio assistente: lui cura Facebook e Twitter. Io mi dedico a Instagram, che è il mio social preferito. Non sono un grande fan di Twitter. E nemmeno di Facebook: spesso le persone commentano solo con cattiveria senza essere propositivi e proporre punti di vista differenti ma interessanti. Quando ero ad Amici avevo anche pensato di togliermi da Facebook, perché io ero e sono fiero di quello che sto facendo, ma innegabilmente resta un social che raggiunge una grande audience, fatta anche da persone che non sono presenti altrove. Il social che prediligo e curo personalmente è Instagram, che ritengo sia più intimo e veritiero. Ed è quello dove ho anche il maggior numero di follower.

Nell’imminente futuro dove ti vedi?

Maria de Filippi mi ha proposto di tornate ad Amici come professionista. Al contempo ho mille altri obiettivi, compreso quello di andare all’estero. Però penso che per trasferirmi fuori dall’Italia, negli Stati Uniti per la precisione, ci sia tempo. L’Italia è stato il mio punto di partenza, così come Amici è stato per me un trampolino, quindi adesso mi piacerebbe rimanere qui. Sto valutando seriamente la proposta ricevuta. Se invece dovessi dire dove vorrei vedermi tra qualche anno, posso solo augurarmi di continuare a ballare. In qualsiasi posto. Spero fortemente di non essere solo una meteora, che è un po’ la paura di chi vince un talent, e mi impegnerò a fondo perché questo non avvenga.

L’accesso allo spettacolo è cambiato negli ultimi anni: un programma come Amici ha sfornato delle star riconosciute anche a livello internazionale. Come vedi lo sviluppo dei talent?

La cosa più importante che dobbiamo imparare in Italia è fidarci delle nuove generazioni. Spesso nel mondo dello sport e dell’arte guardiamo oltreoceano e poi importiamo format, adattandoli e facendoli nostri. In realtà dovremmo fidarci dei giovani e delle loro capacità e idee: imparare a rischiare fidandoci delle novità portate avanti dai giovani talenti italiani.

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