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Bandiere del mondo in Cattedrale per la chiusura del 150esimo delle Figlie di Sant’Anna

Collocata una corona di fiori ai piedi della Madonna del Popolo

Correva il lontano anno 1865 quando Rosa Gattorno, 34 anni genovese, vedova di Gerolamo Custo, avverte la chiamata a servire il Cristo povero: lasciare tutto e dedicarsi completamente intorno ai poveri, che già erano parte della sua vita.Nel 1866 dà inizio a una nuova famiglia religiosa nella nostra città; prima in alcune stanze al piano superiore di Palazzo Chiappini in via Fodesta 3, oggi via X Giugno, poi l’8 dicembre 1866 fonda nel palazzo di Stradone Farnese 49, la Congregazione delle “Figlie di S. Anna”. Quest’anno quindi l’Istituto ha celebrato il 150esimo di fondazione con una serie di eventi conclusi questa mattina in Cattedrale con la solenne celebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo Mons. Gianni Ambrosio e animata dalla corale Don Arnaldo Furlotti di San Secondo Parmense.

Sentiamo la necessità – ha detto la superiora Provinciale Silvia Perri – rivolgendosi al Vescovo e ai fedeli, di esternare il nostro grazie perché questo anno Giubilare vissuto tra Memoria e Profezia, ci ha portate a rileggere la nostra storia come un tempo nel quale il Signore si è manifestato. Il nostro Grazie è dovuto alla Chiesa che è in Piacenza, la Chiesa che ci ha viste nascere, dove la Congregazione ha trovato accoglienza e ricevuto coraggio per vivere nella donazione di una carità senza limiti. In questi 150 anni di storia tante sorelle hanno, nella semplicità ma con tanto amore e dedizione, servito in diocesi nel campo educativo, nella Pastorale familiare, nella catechesi, nella formazione missionaria insieme all'esercizio di una carità umile e discreta accanto a chi soffre. Abbiamo nel nostro DNA l'amore alla Chiesa e ai poveri e una consegna: accogliere e vivere la nostra vocazione di educatrici della fede e ministre di misericordia nei luoghi dove maggior necessità richiede ci dice Madre Rosa. In quest’anno di grazia due pilastri ci hanno guidate, rinforzate e rilanciate nel nostro lavoro: il caro Crocifisso, l'amore che si dona fino alla fine e Maria Madre di Grazia e di Misericordia, gliene facciamo dono, perché a loro è legato il significato della nostra presenza nella chiesa.

Il vescovo mons. Ambrosio ha evidenziato il variegato e multiforme carisma della beata Maria Rosa Gattorno,che prima di dedicarsi alla vita religiosa ha vissuto l’esperienza di sposa, madre di tre figli, per poi iniziare e portare a termine per un particolare dono di Diouna vita da religiosa, il cui esempio è stato ed è seguito da tante consorelle. Le celebrazioni del 150esimo di fondazione che hanno caratterizzato quest’anno giubilare – ha terminato il Vescovo – si finiscono oggi in Cattedrale, opportunamente nel giorno della solennità della Festa dell’Immacolata.

Papa Pio IX nell’udienza del 3 gennaio 1866, era stato profetico: l’opera della Gattorno, si sarebbe estesa come un volo di colomba in tutto il mondo. Il che è effettivamente accaduto, perché le Figlie di sant’Anna, con il loro carisma “povertà di cuore, donazione materna, spirito di Famiglia sono nella Chiesae nel mondo dove si fanno apostole di misericordia e povertà prodigandosi in opere e servizi che privilegiano soprattutto i poveri. Sono presenti in 15 regioni italiane, in Asia (Filippine, India, Indonesia, Palestina, Israele, Giordania)- Africa (Egitto, Kenia, Eritrea, Etiopia, Angola, Sud Sudan) - America (Argentina, Bolivia, Brasile, Chile, Guatemala, Messico, Perù, Stati Uniti)e Oceania (Australia).

Le loro bandiere hanno sventolato nel nostro Duomo e altermine della messa per accompagnare l’omaggio floreale alla Madonna di Piazza Duomo dove i Vigili del Fuoco sono saliti con la scala ai piedi della statua della Madonna del Popolo per deporre una grande corona di fiori, tra gli applausi dei molti fedeli che hanno seguito anche questa seconda cerimonia.

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