Basilica di Sant’Eufemia, riportata all’antico splendore la facciata

L'opera di consolidamento, ricostruzione e messa in sicurezza è costata circa 72mila euro; ha richiesto sei mesi di lavori e ha permesso di eliminare dalla facciata i distacchi murari che potevano rivelarsi pericolosi

Domenica, 6 novembre alle 11 la parrocchia di Sant’Eufemia festeggia la ricorrenza liturgica della santa patrona celebrando in Basilica una messa officiata dal vescovo Gianni Ambrosio; al termine, a cura del prevosto Don Pietro Casella e degli amici di Santa Eufemia, l’inaugurazione del restauro conservativo della facciata realizzato in collaborazione con l'Ufficio per i Beni Culturali ecclesiastici della Diocesi, l'Ente Scuola Edile di Piacenza, grazie al contributo della CEI 8x 1000 e della Banca di Piacenza.  

L’opera di consolidamento, ricostruzione e messa in sicurezza della facciata è costato circa 72mila euro; ha richiesto sei mesi di lavori e ha permesso di eliminare dalla facciata i distacchi murari che potevano rivelarsi pericolosi, oltra a consolidare diverse parti in arenaria e cotto che presentavano situazioni compromesse; sono state inoltre sostituite parte delle lattoniere e ripassate alcune coperture.

I lavori sono stati progettati, diretti e coordinati dall’architetto Isabella Buschi, in armonia con quanto previsto nell’autorizzazione della Soprintendenza delle Arti e Paesaggio della Regione. L’opera ultimata è stata presentata in conferenza stampa dalla progettista con il direttore dell’Ufficio per i beni culturali della diocesi arch. Manuel Ferrari, dal collaboratore della parrocchia Mario Spezia, dal presidente della Scuola Edile che ha collaborato ai lavori Filippo Cella, dal restauratore Luca Panciera e da mons. Pietro Casella che, pur associandosi alla generale soddisfazione per l’esito dei lavori, ha più volte richiamato l’attenzione sull’urgenza di compiere altri importanti interventi di restauro conservativo all’interno del tempio, alla cancellata esterna e ai gradini di accesso: “C’è ancora tanto da fare, presto e bene”.

Questa chiesa – ha ricordato Monsignore – è tra le più antiche di Piacenza, la sua costruzione, anteriore a quella del Duomo, rappresenta una delle principali testimonianze di pregio e di cultura della nostra città. Varcato l’ingresso del tempio - ha inoltre evidenziato - c’è una porticina, nel pronao c’era uno spazio dedicato dove i catecumeni si preparavano a essere inseriti in chiesa. La porticina consentiva un accesso privilegiato al battistero, poi uscivano nell’atrio e solo allora, purificati, potevano accedere in chiesa dall’ingresso principale. Nel corso dei lavori la Scuola Edile ha portato in visita al cantiere un gruppo di studenti francesi e c’è stata un’attività formativa con una lezione tenuta in basilica dalla dottoressa Antonella Gigli, direttrice dei Musei Farnesiani.

LA BASILICA. Il nucleo primitivo di Sant’Eufemia risale all’800, ma solo dopo il 1100, per volontà del Vescovo Aldo, il tempio trova la sua definitiva sistemazione con l’attuale struttura della chiesa e annesso monastero. Dopo il 1100 viene aggiunto il portico che appoggia su pilastri impreziositi da capitelli romanici. Altri interventi significativi nel XVIII° secolo quando viene introdotta la cancellata in stile barocco e nei muri perimetrali trovano posto varie cappelle. Viene abbattuto per motivi di staticità il campanile, poi ricostruito nell’Ottocento.

SANT'EUFEMIA. Vergine e Martire di Calcedonia in Asia Minore, martirizzata nel III secolo. Fu assai venerata in Oriente. Nella sua Chiesa, a Calcedonia, si tenne il IV Concilio Ecumenico. Le sue reliquie furono portate in Occidente al tempo delle persecuzioni degli iconoclasti. Il Vescovo Aldo (che poi diede inizio alla costruzione del Duomo di Piacenza) ne fece la solenne ricognizione nel 1091 e ne promosse il culto. I Santi soldati Martiri Vittore e Sostene furono i compagni di martirio di Sant'Eufemia. Le loro reliquie riposano sotto il medesimo altare della Santa.

Nel 1881 ne fece pure la solenne ricognizione il Santo Vescovo Scalabrini che pose le sue Sante reliquie in una preziosa urna e ne promosse il culto in forma solenne.

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