Museo di Storia Naturale, "Una città allo specchio: Piacenza tra terra e acque"

E' allestita presso il Museo Civico di Storia Naturale, in via Scalabrini 107, la mostra Una città allo specchio. Piacenza tra terra e acque, ultima tappa dell'edizione 2016 de IL PO RICORDA, il festival fluviale ideato dall''Associazione Arti e Pensieri.

Attraverso le antiche mappe e vedute prospettiche di Piacenza, la mostra Una città allo specchio. Piacenza tra terra e acque illustra innanzitutto il nascere, verso la metà del Cinquecento, di un nuovo modo di guardare e pianificare lo spazio urbano: si abbandona la visione medievale e simbolica della città e si adotta un nuovo sguardo che presuppone l'idea di uno spazio misurabile, grazie a tecniche basate sulla geometria e la matematica.

Piacenza è vista come organismo territoriale, collegata al contado proprio attraverso il sistema idrico costituito da una rete di canali artificiali, o rivi, che attingono l'acqua dal fiume Trebbia. Il rivo Comune di destra e le sue diramazioni attraversano la campagna, dove sono utilizzati a scopi irrigui, per poi giungere in città, attivandone i mulini. L'arteria principale in questo sistema perfettamente funzionale è rappresentata dal Po, al cui interno confluiscono le acque provenienti da monte e grande via di comunicazione, motore di commerci e scambi di ogni tipo.

Se si analizza la cultura che ha prodotto questo tipo di immagini emergono le figure dei tecnici, architetti, ingegneri e artisti-cartografi, come Alessandro Bolzoni, Paolo Ponzoni, Giovanni Battista Trotti, detto il Malosso, Giovanni Battista Barattieri e altri rimasti purtroppo anonimi. Il ruolo di questi tecnici è forse “di retroguardia” rispetto ai grandi artisti e architetti come Leonardo da Vinci, Antonio da Sangallo il giovane, Jacopo Barozzi detto il Vignola, ma non è certamente di minore importanza nel processo di affermazione di una nuova visione spaziale.

Corredata da un vasto repertorio iconografico e da un catalogo, la mostra espone stampe prestate dal Fondo Antico della Biblioteca Passerini Landi, manoscritti e antichi volumi a stampa, sfogliabili virtualmente su tablet, documenti prestati dall’Archivio di Stato di Piacenza e strumenti di misurazione dello spazio che vanno dallo squadro agrimensorio al drone.

Viene anche presentata una sezione dedicata allo sviluppo, fortemente promosso dai Farnese, di importanti manifatture meccanizzate nel campo dei tessuti pregiati e non mancheranno curiosità su aspetti poco noti e intriganti della nostra città.

Nella sezione sul contemporaneo, infine, lo sguardo degli artisti Lino Budano e Antonella De Nisco ci stimola a riflettere sull’importanza del punto di vista da cui anche oggi, attraverso le nuove tecnologie, pianifichiamo, più o meno consapevolmente, il rapporto tra la città e il territorio con le sue acque, teatro nel quale ci specchiamo ogni giorno.

La mostra sarà visitabile fino a martedì 28 febbraio 2017 con i seguenti orari: Martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30. Giovedì, sabato e domenica dalle ore 9.30 alle ore 12.30 – dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Lunedì chiuso

INGRESSO LIBERO

E’ possibile usufruire di un servizio di visite guidate che potranno essere effettuate tutti i giorni, su prenotazione, contattando l’Associazione Arti e Pensieri.

Si informa che è stata ideata un’attività didattica collaterale alla mostra: Questione di punti di vista, dedicata alle Scuole Secondarie di primo e secondo grado.

Informazioni all'indirizzo artiepensieri@virgilio.it o ai numeri 340.6160854, 333.6738327, 339.5411031www.artiepensieri.com _ Facebook: Arti e Pensieri

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