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30 gennaio, concerto per il Giorno della Memoria

30 gennaio, concerto per il Giorno della Memoria

Concerto per il Giorno della Memoria, al Municipale gli strumenti Zalud

"Wiegenlied. Ninnananna per l'ultima notte a Terezin" è il titolo del concerto per il Giorno della Memoria. Appuntamento al Teatro Municipale sabato 30 gennaio

Con il Concerto per il Giorno della Memoria, sabato 30 gennaio alle ore 21 al Teatro Municipale si inaugura la Stagione Ricorrenze in Musica 2015-2016 della Fondazione Teatri di Piacenza.

Lo spettacolo, il cui titolo completo è Wiegenlied. Ninnananna per l’ultima notte a Terezin, è incentrato sulle musiche composte negli anni del ghetto e sul racconto dell’esperienza unica di Terezín in cui si alternano, concatenandosi e fondendosi, alcune letture.

L’intreccio tra parole lette e musica farà da filo conduttore, mentre attraverso alcune figure (i ragazzi che resistono, uno scultore solitario, un giustiziato che in sogno si mette a parlare, una lampadina da accendere...) ci si potrà interrogare sul senso della verità, e su come la si possa cercare anche quando tutto intorno crolla. Anche quando la vita è in fortissimo pericolo. Parole e musica creano poco per volta un dialogo in crescendo, tra commozione e sorrisi. 

Protagonisti di questo concerto-reading saranno lo scrittore ed ebraista Matteo Corradini e la Pavel Zalud Orchestra, diretta da Enrico Fink, impegnata a suonare le musiche composte negli anni del ghetto da Ilse Weber utilizzando strumenti originali dell'epoca. Si tratta di tredici strumenti musicali di marca Zalud, recuperati a partire dalla primavera del 2009 da Corradini e che appartenevano a musicisti ebrei deportati nel ghetto di Terezín e utilizzati nel ghetto nel corso del progetto di propaganda nazista.

Realizzati tra la fine del XIX secolo e il 1942 a Terezín, gli strumenti hanno accompagnato il destino degli ebrei del ghetto, in particolare dei musicisti praghesi e tedeschi. La fabbrica di strumenti Zalud ha operato, infatti, a Terezin dalla seconda metà del XIX secolo fino a circa il 1942. Quattro generazioni di produttori di strumenti si sono susseguite, e ciascuna ha contribuito alla nascita in particolare di strumenti per piccole formazioni estremamente dinamiche, e per corpi bandistici: tra i pezzi prodotti in primis vanno annoverati legni e ottoni, ma anche violini, chitarre e mandolini.

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