A Piacenza il convegno per la festa del Patrono dei giornalisti

Sabato 25 gennaio dalle ore 9.30 presso il Seminario Vescovile i giornalisti celebrano il Santo Patrono. Titolo del convegno "La deontologia nel rapporto giornalista-lettore-navigatore: come raccontare i fatti per non cancellare la memoria al tempo dei social”

"La deontologia nel rapporto giornalista-lettore-navigatore: come raccontare i fatti per non cancellare la memoria al tempo dei social” è il titolo del convegno per i giornalisti in programma sabato 25 gennaio dalle 9.30 al Seminario vescovile di Piacenza (via Scalabrini, 67), organizzato dall’Ordine e dalla Fondazione dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna in collaborazione con la diocesi di Piacenza-Bobbio e l’Ucsi, l’Unione cattolica stampa italiana.

L’iniziativa, a cui sono legati i crediti per la formazione, viene promossa in occasione della festa del patrono  dei giornalisti San Francesco di Sales ed è aperta anche chi si occupa di comunicazione nelle realtà ecclesiali.

Oltre al vescovo mons. Gianni Ambrosio che parlerà sul tema “Il ruolo della memoria nella storia di un popolo. Il messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali”, interverranno: Michele Partipilo, caporedattore della Gazzetta del Mezzogiorno e docente di diritto dell’informazione (“Il ruolo della deontologia: fra memoria e oblio, la difficile scelta etica del giornalista”); Giusy Baioni, giornalista freelance specializzata nel raccontare l’Africa (“Storie che meritano di essere raccontate. Dare voci e volti per suscitare il cambiamento”); Luigi Rancilio, social media manager di Avvenire (“I social cancellano la memoria?”).

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“«Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria» (Esodo 10,2). La vita si fa storia”: con la scelta di questo tema papa Francesco in vista della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 24 maggio 2020 sottolinea come sia particolarmente prezioso, nella comunicazione, il patrimonio della memoria. Tante volte il Papa ha sottolineato che non c’è futuro senza radicamento nella storia vissuta. Memoria intesa non come un “corpo statico”, ma piuttosto come una “realtà dinamica”. Attraverso la memoria avviene la consegna di storie, speranze, sogni ed esperienze da una generazione ad un’altra. La forza di una storia si esprime nella capacità di generare un cambiamento. Un racconto esemplare ha una forza trasformativa. Lo sperimentiamo quando ci confrontiamo, attraverso il racconto, con le vite dei santi come più volte ha ribadito il Papa.

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