"Dal Mississippi al Po", in piazza Cavalli incontri letterari e concerti live

Sabato 27 e domenica 28 giugno torna in Piazza Cavalli la grande manifestazione "Dal Mississippi al Po", con incontri letterari fin dalla mattinata e spettacolari concerti live serali

Un'immagine di Aziz Chouaki

Dopo l'esordio itinerante di venerdì 26 giugno - in sinergia con i “Venerdì Piacentini” e ben quattro piazze di Piacenza coinvolte contemporaneamente in incontri letterari internazionali e concerti live, sabato 27 e domenica 28 giugno Dal Mississippi al Po approda definitivamente in Piazza Cavalli.

Il cuore del festival letterario e musicale di Fedro torna a battere nel luogo simbolo di Piacenza, una location che lo scorso anno ha accolto una sola delle quattro giornate di festival, e che quest'anno ospiterà gli incontri letterari diurni all'ombra dei portici di Palazzo Gotico, ed i concerti serali sul palco internazionale allestito in Piazza.

I primi appuntamenti del festival sono previsti già nella tarda mattina: “Blues Brunch” è il titolo scelto per questi eventi letterari, che avranno come sottofondo la musica live di Elli De Mon, come quinta il colonnato di Palazzo Gotico, in Piazza Cavalli, e che si susseguiranno fino all'ora di pranzo.

Si parte alle 10,30 con un esponente dell'editoria piacentina: ospite di Seba Pezzani sarà infatti l'editore Fabrizio Filios, la cui casa editrice, Parallelo45 Edizioni, si è recentemente assicurata i nuovi romanzi del grande James Lee Burke, portando così “Un altro pezzo d'America a Piacenza”

Ci si sposta di poco, e soprattutto non geograficamente, con il secondo appuntamento della mattinata, “Strazianti blues padani”, che ospiterà lo scrittore Andrea Villani e l'illustratore e fumettista torinese Riccardo Cecchetti, che presenteranno “M'han detto che”, una  graphic novel edita dalla piacentina Nuova Editrice Berti. Argomento dell'opera il pettegolezzo e tutti i suoi risvolti, di volta in volta ironici o tragici.

Ci si allontana idealmente da Piacenza con l'ultimo incontro della mattinata, quello con Riccardo Cerbone, che presenterà il suo libro “America 2.0 - Canzoni e racconti di una grande illusione”. Cerbone è l'ideatore e attualmente coordinatore del web magazine musicale RootsHighway fondato nel 2001 ed ha collaborato con le riviste Buscadero e Late for the Sky. Da sempre nei sui scritti online ed offline si occupa di America, analizzando fenomenologie sociologiche attraverso la musica.

Il primo appuntamento del pomeriggio è anche il primo di due incontri - l'altro si terrà domenica alla stessa ora, le 17,30 - incentrati sulla città di Piacenza e condotti da Mauro Molinaroli e Giorgio Lambri. Ne "L'Incontro del frantoio” di sabato pomeriggio i due giornalisti ricorderanno l'iconica figura del calciatore ed allenatore Giovan Battista Fabbri, recentemente scomparso, attraverso le parole, le storie e gli aneddoti di due atleti che lo hanno conosciuto da vicino, due vecchie glorie del Piacenza Calcio: Natalino Gottardo e Felice Secondini.

Alle 18,30, sempre nella location diurna del festival - i portici di Palazzo Gotico - sarà poi la volta degli scrittori Loriano Macchiavelli e Patrick Fogli, protagonisti dell'incontro “La Memoria di ciò che è stato”. Creatore di uno dei personaggi più amati e longevi della letteratura poliziesca contemporanea, Antonio Sarti, un poliziotto credibile, onesto e tenace ma non particolarmente dotato nell'arte delle indagini, che si accinge a celebrare il quarantesimo anno di vita letteraria, Loriano Macchiavelli ha pubblicato una cinquantina di titoli.

Nei suoi libri è protagonista una Bologna silenziosa – o non troppo silenziosa - come nel romanzo “Strage”, dedicato alla strage della Stazione ferroviaria del 1980. Dal  1997 lo scrittore ha avviato una collaborazione letteraria con Francesco Guccini, con il quale ha dato vita ad una serie di romanzi che appartengono al nuovo genere: il giallo appenninico. E della strage di Bologna, ma più in generale del periodo storico cruento e articolato in cui si è consumata, parla anche Patrick Fogli nel suo “Il tempo infranto”, un autore che nei suoi romanzi ha spesso affrontato tematiche di forte impatto emotivo. “Io Sono Alfa”, uscito a marzo, ruota attorno ad una serie di misteriosi quanto cruenti attentati e delle  macerie, letterali e figurate, che questi atti criminali si lasciano dietro.

La serata del festival si apre alle 21 con un incontro letterario internazionale: sul palco allestito in Piazza Cavalli per parlare di Algeria: un ponte tra i travagli dell’Europa e le angosce del nuovo Islam” saliranno i due autori algerini Aziz Chouaki e Nacera Benali. Da anni residente a Parigi, dove si è stabilito in seguito alla minacce di morte ricevute nel suo paese per alcuni suoi scritti “scomodi”, Aziz Chouaki, oltre ad essere poeta e musicista jazz, è anche un fantastico narratore.  In Francia ha  pubblicato varie opere di narrativa e poesia, mentre il suo unico romanzo tradotto in italiano, “La stella d’Algeri” gli è valso il premio Flaiano per la narrativa.

Concittadina di Chouaki, la giornalista e medico algerina Nacera Benali vive invece da anni in Italia e con lo scrittore berbero ha in comune ben più che il paese di origine: anche Nacera infatti ha ricevuto minacce di morte ed è stata in carcere a causa di un suo articolo sul terrorismo. Da dieci anni vive tra Roma e Algeri e collabora con diverse testate arabe e italiane. Ha pubblicato un libro sui pregiudizi degli italiani sull'Islam e sulla ricerca di un dialogo aperto, libro che vuole negare la tesi dello scontro di civiltà tra oriente e occidente, “Scontro di Inciviltà”, lucida analisi della situazione nel suo paese d’origine e dello scontro tra mondo arabo e occidentale.

A moderare l'incontro sarà Ilaria Guidantoni, giornalista ed autrice dal cuore diviso a metà tra l'Italia ed il Nord Africa. Nei suoi lavori la Guidantoni si occupa soprattutto del Mediterraneo e delle tematiche legate al dialogo interculturale e interreligioso; ha pubblicato diversi reportage sotto forma di romanzo dai paese del Maghreb.

All'incontro letterario, insieme ai due autori algerini interverrà anche Faris Amine, giovane musicista di madre touareg che racconterà la sua esperienza in un certo senso opposta a quella di Aziz Chouaki e Nacera Benali, quella di un giovane cresciuto in Europa che per passione e senso di appartenenza è andato invece in Africa, nel deserto, sulle tracce del popolo che ha dato i natali a metà della sua famiglia.

La ricerca di Faris, oltre al viaggio personale alla ricerca delle proprie radici, è orientata prevalentemente alla musica: dalle 22 sarà lui il protagonista del primo concerto della serata. Faris Amine è un cantautore, chitarrista e multi-strumentista che, per quanto sia stato influenzato da molti generi musicali, trova nella musica tradizionale touareg la propria principale ispirazione.

Con il gruppo Imarhan N’Tinezraf ha suonato in diversi festival in Europa e nell’area Sahariana, nel celeberrimo Festival du Desert dove ha debuttato come solista accompagnato proprio dai Tinariwen. Eccellente chitarrista, ha uno stile unico che accomuna ritmiche Tuareg a intuizioni melodiche più vicine al blues roots. Questo giovane e promettente artista, con il suo repertorio originale, è un esempio di come la musica Touareg sia viva ed in evoluzione: in aprile è uscito il suo album “Mississippi to Sahara”, in cui propone rivisitazioni di storici pezzi del Mississippi in chiave Tuareg.

Subito dopo il live di Faris Amine sul palco internazionale di Piazza Cavalli salirà la Homemade Jamz Blues Band, un trio di giovanissimi musicisti, i fratelli Ryan, Kyle e Taya provenienti dal Mississippi.

L'avvio della loro carriera la dice lunga su questi artisti: nel 2007 sono entrati nella storia per essere stati la più giovane bluesband che si sia mai accaparrata un contratto discografico: la Norther Blues Music li ha scritturati quando Ryan aveva 16 anni, Kyle 14 e Taya soltanto 9. Il loro album di debutto, Pay Me No Mind, è stato pubblicato l'anno successivo. Ryan Perry, il maggiore dei tre fratelli, frontman della band, ha una potenza vocale impressionante, sentendolo cantare si coglie come la storia del blues abbia messo radici ed abbia dato vita a qualcosa di nuovo, ad una nuova generazione di artisti che stanno andando ad esplorare nuovi luoghi. Il sound unico della HJBB è il prodotto della sete di musica che hanno questi ragazzi, del loro amore per il blues che è continuo ed in divenire. I tre ragazzi hanno imparato la lezione dei grandi del passato, da Howlin' Wolf ad Albert King, da BB King a Stevie Ray Vaughan, ma hanno anche un grande debito nei confronti del blues contemporaneo, quello di Micheal Burks, Bernard Allison e Gary Clark, solo per citarne alcuni.

In tutto questo, il termine “Homemade” che si sono scelti come nome della band,non è certo casuale: i tre musicisti non solo sono autodidatti, ma spesso suonano strumenti che essi stessi si sono costruiti: la chitarra di Ryan ed il basso di Kyle sono stati assemblati a mano con parti di automobili Ford, sulle quali è ancora ben visibile il logo della casa automobilistica.

Quello che questi ragazzi sono stati capaci di ricreare è un sound che fonde il blues del Mississippi con quello Chicago Style, con un ritmo travolgente che è impossibile stare ad ascoltare da fermi, e le loro performance live sono quelle che ci si può aspettare da dei ventenni indiavolati che sono riusciti a realizzare un sogno.

La terza ed ultima giornata di Dal Mississippi al Po, quella di domenica 28, replicherà location ed organizzazione oraria del sabato, con nuovi ospiti internazionali ed il live conclusivo della strepitosa Nikki Hill, l'icona del festival 2015.

www.festivalbluespiacenza.it
pagina Facebook: Dal Mississippi al P

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