Teatro Filodrammatici, "Don Giovanni in carne e legno"

Torna in scena “DON GIOVANNI IN CARNE E LEGNO” da Molière di Tap Ensemble, con un rinnovato allestimento prodotto da Teatro Gioco Vita. Sarà presentato a Piacenza al Teatro Filodrammatici venerdì 8 marzo 2019, con un’anteprima giovedì 7.

Due le rappresentazioni l’8 marzo. Alle ore 21 nel cartellone Altri Percorsi della Stagione di Prosa “Tre per Te” 2018/2019 del Teatro Municipale di Piacenza, direzione artistica di Diego Maj, proposta da Teatro Gioco Vita con la Fondazione Teatri di Piacenza, il Comune di Piacenza e il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano e Iren. – fa tappa al Teatro Filodrammatici.

Alle ore 10 (con un’anteprima il giorno precedente, giovedì 7 marzo, sempre alle 10) per gli studenti delle superiori, nel cartellone della Stagione di teatro scuola 2018/2019 “Salt’in Banco” di Teatro Gioco Vita, curata da Simona Rossi e organizzata dal Centro di produzione teatrale diretto da Diego Maj con Fondazione Teatri di Piacenza, la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

“Don Giovanni in carne e legno” realizza l’idea di veder recitare insieme, su uno stesso palco, attori e guarattelle (i burattini napoletani): uno spettacolo inedito che fonde Commedia dell’Arte e teatro di figura, un impasto frutto della mescolanza di due modalità espressive di grande tradizione scenica.

Protagonisti Nicola Cavallari, Eleonora Giovanardi, Gianluca Soren (attori) e Luca Ronga (guarattelle). La regia è di Ted Keijser, che ha curato anche l’adattamento del testo scritto da Cavallari e Ronga. Musiche e canzoni sono di Andrea Mazzacavallo, disegno e realizzazione scene e guarattelle di Brina Babini - Atelier della luna, maschere di Andrea Cavarra, disegno luci di Maddalena Maj, ombre di Federica Ferrari, costumi di Licia Lucchese, tecnico luci e fonica Alessandro Gelmini. Lo spettacolo è stato realizzato da Teatro Gioco Vita e Tap Ensemble in collaborazione con Atelier della luna, Balrog, La Bagatella, Macherà, Teatro delle Temperie.

Lavorare sul “Don Giovanni” di Molière significa misurarsi con una delle figure più enigmatiche del teatro. Il legame fra Don Giovanni e la commedia dell’arte è storicamente molto prolifico: furono i comici italiani che resero popolare “El burlador de Sevilla” al di là dei Pirenei e che, attraverso i loro canovacci, ispirarono la creatività di Molière.

La figura del dissoluto ingannatore di donne e fanciulle è un’eccellente fonte di contrasti e colpi di scena. Le innumerevoli versioni del “Don Giovanni” delineano una figura che va dall’ingannatore esperto in travestimenti sino al cinico libertino e al lucido contestatore di divinità e ministri del culto. In alcuni canovacci Don Giovanni, stanco di avventure, arriva addirittura a prendere moglie. In testi più recenti va a braccetto con Faust, compete col diavolo e da incompreso e tenace sognatore ingaggia titaniche lotte col cielo e col mondo. Parliamo dunque di un uomo solo o delle mille maschere di un personaggio sfuggente e poliedrico? Un burattino mosso dalle proprie pulsioni o l’ennesima maschera dall’irrefrenabile impulso di vita? Chi è dunque Don Giovanni? Tirso de Molina, Mozart, Rostand e molti altri hanno dato la loro risposta. Ispirati dal loro lavoro, i nostri artisti hanno spinto vicende e personaggi sino al grottesco e al paradossale, sublimando velleità e ambizioni del nostro eroe sino a ridurlo in carne e... legno.

«Il nostro “Don Giovanni” – spiegano gli artisti della compagnia – è il risultato di un’attenta ricerca scenica, alla scoperta delle opportunità del recitare con il “legno” (i burattini o meglio le guarattelle napoletane!), con la “carne” (gli attori) e con entrambi. Una ricerca che ha prodotto nuovi codici relazionali e occasioni creative: dal primo e inevitabile atto del guardarsi, misurarsi e “annusarsi”, gli attori e i burattini, fra stupore e scoperta, arrivano ad imitarsi, quindi a riconoscersi e infine a superarsi l’un l’altro. Su questo linguaggio comune, costruito sulla sintonia fra ritmo e parola, gioco e musicalità, poggia l’intero nostro lavoro. Attori e burattini si muovono in scena agendo sul palchetto di commedia come sul teatrino, e invadono reciprocamente gli spazi loro assegnati per tradizione, colmando così l’antica distanza fra il teatro “alto” dei comici in carne e ossa e il teatro “altro” dei girovaghi di piazze e mercati. Così abbiamo creato uno spettacolo con l’impertinenza del burattinaio, l’inventiva e il grottesco della maschera e lo spirito della Commedia dell’Arte, del teatro popolare, delle sagre, delle processioni e dei riti locali».

L’idea di produrre il nuovo “Don Giovanni in carne e legno” si inserisce nell’idea di Teatro Gioco Vita di aprire a nuovi orizzonti produttivi nella scena per i ragazzi e i giovani come pure nella ricerca e nella danza, attraverso collaborazioni e produzioni che vanno oltre il linguaggio delle ombre a cui Teatro Gioco Vita è fedele da 40 anni e che costituisce il nucleo artistico fondamentale. Un’idea non nuova nella storia di Teatro Gioco Vita (ricordiamo in passato ad esempio “O Patria mia” di David Riondino o “Buona notte brivido” di Donati & Olesen), che è stata ripresa nel progetto artistico del triennio 2018-2020 anche alla luce delle linee ministeriali per i centri di produzione teatrale.

“Don Giovanni in carne e legno” sarà in scena al Teatro Verdi di Milano il 22 e 23 marzo alle ore 20.30 nel cartellone della Rassegna “IF Festival” dedicata al teatro di figura e curata dal Teatro del Buratto. In maggio sarà presentato a Monopoli (Bari) alla vetrina “Maggio all’Infanzia”.

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