Fabrizio Montecchi da Piacenza a Salvador de Bahia  

Il noto regista terrà nella città brasiliana il laboratorio "Oficina de teatro de sombras contemporaneo" per insegnare la storia e le tecniche del teatro d'ombre

Un'immagine di Fabrizio Montecchi

Da Piacenza a Salvador de Bahia per svelare i segreti del teatro d’ombre: il regista di Teatro Gioco Vita Fabrizio Montecchi terrà nella città brasiliana il laboratorio “Oficina de teatro de sombras contemporaneo, organizzato dalla compagnia A Roda dal 24 al 29 agosto.

Al workshop, intitolato “Behind the screen” - an introduction at the shadow and at the shadow theatre, parteciperanno professionisti del teatro e artisti interessati alle tecniche e linguaggi del teatro d’ombre contemporaneo. Tra gli argomenti trattati, sempre con impostazione teorico-pratica, il rapporto tra buio/luce/ombra; l’ombra (ciò che si nasconde dietro il telo e l’ombra come simulacro); gli elementi di base del teatro d’ombre (la luce e lo schermo, la sagoma, il corpo come silhouette); la costruzione di sagome per il teatro d’ombre; la storia del teatro d’ombre tradizionale; le tecniche di animazione nel teatro d’ombre.

Il percorso formativo, al quale parteciperanno 20 artisti (le richieste di partecipazione pervenute agli organizzatori superavano la cinquantina), si concluderà con una giornata dedicata all’esperienza di Teatro Gioco Vita come compagnia di riferimento nel panorama internazionale del teatro d’ombre contemporaneo.

Il laboratorio si inserisce in una più articolata collaborazione con la compagnia brasiliana A Roda, che ha mandato alcuni suoi attori e animatori a Piacenza per partecipare al laboratorio internazionale 2016 “L’ombra e il suo doppio” – il corpo nel teatro d’ombre contemporaneo, che si è tenuto tra maggio e giugno all’Officina delle Ombre.

Per Montecchi e per Teatro Gioco Vita, comunque, l’estate 2016 è particolarmente intensa dal punto di vista del lavoro laboratoriale. Il regista, infatti, in luglio, ha tenuto l’atelier “El alfabeto de las ombras” in Catalogna, al Monastero di Santes Creus. Rivolto ad attori, il laboratorio era inserito nel programma “Casa internazionale del teatro” che fa capo ad Atelier della Luna: un progetto internazionale che si propone come casa di formazione e specializzazione per il teatro e la figura.

-------------------------------------------------------------------------

Fabrizio Montecchi, nato a Reggio Emilia nel 1960 e ha compiuto studi d’Arte e di Architettura. Dal 1978 è collaboratore stabile di Teatro Gioco Vita, con il quale ha lavorato alla crescita e allo sviluppo dell’esperienza, unica nel suo genere, di teatro d’ombre. Ha partecipato all’allestimento di tutti gli spettacoli della Compagnia ricoprendo vari ruoli, dall’animazione all’ideazione e alla regia. Sempre per conto di Teatro Gioco Vita, ha lavorato a collaborazioni con Enti lirici, di prosa e di balletto. Ha condotto stage e seminari in tutta Europa e in Brasile, Canada, Cuba e curato diverse pubblicazioni sempre sul teatro d’ombre. Insegna all’École Nationale Supérieure des Arts de la Marionnette di Charleville-Mézières (Francia) e ha avuto incarichi di docenza alla Turku Arts Academy di Turku (Finlandia), all’Akademia Teatralna di Bialystok (Polonia), all’Uqam di Montreal (Canada) e alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Nel 2013 ha ricevuto il Prix de la Trasmission da l’Institut International de la Marionnette di Charleville-Mézières.

Collabora dal 1994, in qualità di regista e scenografo, con il Dockteatern Tittut di Stoccolma. Come scenografo ha lavorato con il coreografo Mauro Bigonzetti alla realizzazione di “Serata Stravinskij” (2002 – Aterballetto di Reggio Emilia) e “I Fratelli” (2006 - Stuttgart Ballet di Stoccarda, 2006). Come scenografo e creatore d’ombre ha realizzato “La barca dei comici”, regia di Stefano De Luca (2007 - Piccolo Teatro di Milano e Teatro Gioco Vita), e “Peter Pan”, regia di Dougie Irvine (2008 - Children’s Theatre Company di Minneapolis e Visibile Fictions di Glasgow).

Ha curato inoltre regia e scene dell’opera lirica “De l’ombre eterne” da “L’Orfeo” di Claudio Monteverdi (2009 - Teatro Gioco Vita, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Scuola dell’opera italiana Teatro Comunale di Bologna), di “Widmo Antygony”, da Sofocle (2011 - BTL di Bialystok) e di “Racka, Smrt in tulipan” da Wolf Erlbruch (2014 – LGL di Ljubljana).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • San Nicolò, schianto all'incrocio tra un'ambulanza e un'auto: quattro feriti

  • Carla non ce l'ha fatta, il suo alpino Stefano la piange dopo la serenata davanti all'ospedale

  • «Noi facciamo sesso, licenziateci tutte». Il Centro Tice prende posizione sul caso della maestra di Torino

  • Con la caldaia rotta accendono il gas per scaldarsi, famiglia intossicata

  • In auto centra tre vetture in sosta e si ribalta. Illeso

  • Farini, addio al ristoratore Adriano Figoni

Torna su
IlPiacenza è in caricamento