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Festival di Veleia, il 19 luglio arriva Angelo Branduardi

Il Festival di Veleia prosegue il 19 luglio con Angelo Branduardi che si esibirà in Antologica Concerto con i brani più amati del cantautore 

Dopo il grande successo di Umberto Galimberti e Sergio Rubini con il progetto costruito ad hoc per Veleia, “Tà Erotikà – Le cose dell’Amore”, e di Alessandro Baricco e Valeria Solarino con il loro emozionante “Palamede”, il Festival di Veleia prosegue il 19 luglio con Angelo Branduardi. Il cantautore si esibirà in Antologica Concerto con i brani più amati del cantautore (Angelo Branduardi-voce e violino, Antonello D'Urso-chitarre, Andrea Pollione-tastiera, Stefano Olivato-basso, Davide Ragazzoni-batteria)

“Io sono il trovatore, vado per terre e città, ora che sono giunto a questa città lasciate che prima di partire io canti”… Giunge a Veleia Angelo Branduardi, aedo contemporaneo che ha saputo rielaborare e rendere attuale nelle sue ballate la musica antica, coniugando geniali contaminazioni pop con una rigorosa ricerca. 

Dal carpe diem di Cogli la prima mela, alla spiritualità del Cantico delle creature, al biblico Vanità di vanità il sofisticato menestrello ci trascinerà in un viaggio attraverso i suoi brani più amati (Alla fiera dell’est, Domenica e lunedì, Si può fare, La pulce d’acqua, Il sultano di Babilonia…) in cui alla ricchezza musicale si aggiunge la teatralità dell’interpretazione e la preziosità dei testi attinti ad un vastissimo patrimonio poetico (dai lirici greci Saffo e Alcmane, a Lucrezio, a San Francesco…).

TEATRO ENOGASTRONOMICO - Al termine dello spettacolo, il salumificio La Rocca di Castell’Arquato, l’azienda agricola Pier Luigi Magnelli, l'Associazione Viticoltori Val Chiavenna e Tollara Vini offriranno al pubblico e agli artisti una degustazione di vini e salumi piacentini.

PREMIO FESTIVAL DI TEATRO ANTICO DI VELEIA ROMANA - In esclusiva per il Festival di Teatro Antico di Veleia il Maestro Sergio Brizzolesi realizza un premio dedicato ai protagonisti della scena veleiate. L’opera è un bassorilievo in terracotta che rappresenta un dettaglio del foro, già presente sul basamento istoriato della statua di Sant’Antonino realizzata dallo scultore per Piazzale Genova a Piacenza. Sergio Brizzolesi, piacentino, formatosi all'Istituto Gazzola di Piacenza e all'Accademia di Brera a Milano, ha esposto in Italia e all’estero, ottenendo significativi riconoscimenti. Ha realizzato molte opere pubbliche che impreziosiscono città italiane (Milano, Cremona, Como, Piacenza, Reggio Emilia…) e straniere (Caracas, Boston, Berlino, San Francisco, Rabat…), il re del Marocco gli ha commissionato ritratti in bronzo e lo stemma reale. Sue sculture sono oggi anche alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi. Storici dell’arte come Ferdinando Arisi e Stefano Fugazza e critici come Ennio Concarotti, Nello Bagarotti e Giorgio Seveso hanno scritto di lui.

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