Cattedrale, “Gesù, volto misericordioso del Padre”

Dopo il dialogo tra alcuni degli artisti in mostra e il critico Claudio Cerritelli, l’intervento di Roberto Filippetti e il concerto di Sabrina Lanzi, giovedì 17 marzo 2016, nella Cattedrale di Piacenza, sarà Mons. Pierangelo Sequeri a intervenire sul tema “Gesù, volto misericordioso del Padre”.

Nell’anno del Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco, e nel cuore del tempo di Quaresima, il teologo offrirà a tutti i presenti un percorso teologico e spirituale a partire dall’icona di Antonello da Messina. La serata non prevede la possibilità di visitare la mostra in corso alla Galleria Alberoni, che sarà invece accessibile nei giorni e negli orari stabiliti.

Mons.Pierangelo Sequeri, teologo tra i più noti in Italia, docente di teologia e Preside della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, ha pubblicato numerosi e importanti volumi di tematica teologica. Nell'ambito della sua ricerca e delle sue pubblicazioni in opere e riviste specializzate è prevalente l'interesse per le questioni di confine tra filosofia e teologia, psicologia e teologia, estetica e teologia.

Come e quando visitare la mostra

In occasione di questo evento l’Opera Pia Alberoni ha deciso di effettuare una nuova apertura straordinaria per la Galleria e il Collegio Alberoni, così da consentire un ampio afflusso alla mostra, e fare di quest’ultima un’ulteriore occasione per scoprire e riscoprire la storia dell’istituzione alberoniana e della preziosissima dotazione artistica e culturale in essa custodita.

Si potrà accedere alla mostra, alla Galleria e al Collegio con le seguenti modalità:

Giovedì, venerdì, sabato pomeriggio

La Galleria e la mostra sono visitabili dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Alle ore 16.00 e alle 17.00 percorsi accompagnati attraverso la mostra, la Galleria e il Collegio (Ecce Homo di Antonello da Messina, la biblioteca monumentale e la sezione scientifica).

Domenica

La Galleria e la mostra sono visitabili dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Alle ore 16 visita guidata alla mostra, alla Galleria e al Collegio Alberoni (Ecce Homo di Antonello da Messina, la biblioteca monumentale e la sezione scientifica).

Biglietti:

Ingresso alla sola mostra: €. 2,50

Ingresso alla mostra e alla Galleria Alberoni €. 4,50

Percorsi guidati €. 6,00

Come si può notare la mostra può essere visitata liberamente e in modo autonomo rispetto alle collezioni storiche alberoniane.

Le visite guidate e i percorsi accompagnati, attivati nei giorni di apertura della mostra, prevedono un itinerario di visita che intende portare il pubblico dal ‘400 di Antonello da Messina e del suo capolavoro, attraverso la storia del Collegio e delle sue collezioni artistiche, fino all’attualità delle opere presenti in mostra.

Ventidue artisti e quarantaquattro opere (due per ciascuno artista) costituiscono pertanto una mostra che si presenta come importante evento culturale per la città di Piacenza, capace di attrarre appassionati, turisti e visitatori e in grado di stimolare la riflessione, i sentimenti e le emozioni di ciascuno; un contributo ancora più prezioso in una fase storica particolarmente delicata e segnata da eventi drammatici.

Selezionati all’inizio del 2015 da Gianfranco Centenari, in collaborazione con i promotori dell’iniziativa e il critico Claudio Cerritelli, gli artisti che hanno accettato la sfida entusiasmante e impegnativa di dialogare e confrontarsi con il Volto di Cristo di Antonello, sono tutti estremamente significativi, alcuni più giovani, di interessante talento, la maggior parte di consolidata esperienza e rilevante carriera italiana e internazionale.

Partecipano, tra gli artisti d’origine piacentina, Giancarlo Bargoni, Franco Corradini, Mauro Fornari, Paolo Pagani e William Xerra; tra gli artisti italiani Sandro Cabrini, Ennio Calabria, Michele Canzoneri, Roberto Casiraghi, Giulio Catelli, Mino Ceretti, Attilio Forgioli, Giovanna Fra, Marco Luzi, Sandro Martini, Franco Pedrina, Giuseppe Pugliesi, Mario Raciti, Ruggero Savinio e Piero Zuccaro.

Due gli artisti stranieri: il giapponese Fujio Nishida e il danese Nes Lerpa.

La mostra è allestita in due sale della Galleria Alberoni: la Sala Scribani Rossi e quella che ordinariamente ospita una selezione di opere della collezione Mazzolini d’arte contemporanea, che torneranno a essere collocate in essa dopo le festività di Pasqua 2016.

La straordinaria tavola di Antonello da Messina, raffigurante l’Ecce Homo, che costituisce il punto di partenza della mostra nonché il costante confronto e riferimento per ogni opera esposta, è invece custodita e allestita nel cuore del Collegio Alberoni in una sala dell’Appartamento del Cardinale.

E’ per questo che in ogni giorno di apertura della mostra e della Galleria sono previsti itinerari accompagnati che condurranno i visitatori in un percorso suggestivo ed emozionante da Antonello ai giorni nostri.

Il percorso espositivo è accompagnato da un ampio catalogo (oltre 80 pagine a colori) che approfondisce il progetto della mostra e il suo significato sotto il profilo critico artistico, ma anche nella dimensione più antropologica e teologica. In esso troviamo infatti un saggio critico di Claudio Cerritelli, che costituisce una vera e propria guida all’itinerario espositivo, e una riflessione teologica di Padre Erminio Antonello, Superiore del Collegio Alberoni e teologo.

Con l’Ecce Homo di Antonello da Messina (1430-1479 ca), un’originalissima sintesi del tema dell’Ecce Homo con quello del Cristo alla colonna, ci poniamo certamente al cospetto di uno dei più alti capolavori dell’artista messinese e a un’opera fondamentale per la storia dell’arte. In questa tavoletta, così come nella “Madonna annunciata” di Palermo, Antonello rivoluziona infatti l’iconografia del dipinto di soggetto sacro e il sentire religioso del suo tempo.

Il Cristo rivolge gli occhi allo spettatore, esprime intensamente i suoi sentimenti; la ripresa ravvicinata conferisce alla rappresentazione una forte carica drammatica, provocando in chi osserva un forte coinvolgimento emotivo.

Nell’importante catalogo della mostra, Claudio Cerritelli, critico, storico dell’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, descrive così il senso e la forza del progetto di mostra:

L’intenzione è di porre al centro il confronto tra le diverse reinvenzioni degli artisti, una coralità di voci che nel loro insieme offrono un ampio panorama di esiti espressivi, tramiti di un rapporto con il passato di cui il presente non può fare a meno, con tutti i dubbi e le inquietudini che la pittura sa trasmettere. (…) Lo sguardo rivolto ad Antonello non è stato condizionato da griglie storicistiche vincolanti, il dialogo è avvenuto con naturalezza, senza emulazioni retoriche, come se l’Ecce Homo potesse diventare l’icona sublime da leggere e filtrare per via di assonanze sedimentate dalla sensibilità poliedrica del presente.(…)

In tal senso, lo spettatore è sollecitato a decifrare il divenire di segni, colori, materie, gesti emozionali e riverberi mentali, evocazioni e risonanze che gli artisti hanno sviluppato intorno alla inimitabile icona antonelliana: come uno splendido pre-testo per restituire immagini filtrate dagli stili contemporanei. (…)

La sacralità dell’Ecce Homo è percepita nel suo essere immagine carnale e insieme spirituale, identità di corpo e anima, congiunzione di sensi visibili e invisibili, luogo dove si decantano velature luminose e delicate ombre, segni distintivi sul volto e sul corpo, come la lieve cordicella sul petto della figura. Il profondo senso comunicativo del Cristo rimanda alla dolorosa esperienza della flagellazione, l’espressione dolente del volto, il rossore degli occhi, lo sguardo smarrito e attonito, i capelli finemente attorcigliati, le lacrime come gocce di sofferenza, il tratto della bocca come segno di muta rassegnazione.

La misteriosa limpidezza dell’immagine emana un senso di abbandono al destino dell’umana sofferenza, dimensione drammatica da cui emerge la possibilità di attenuare la misura del tragico con il soffio della luce interiore. Al cospetto di quest’ineffabile incanto, gli artisti hanno cercato di captare sintonie attraverso ipotetiche collimazioni visive, corrispondenze segniche e cromatiche che interrogano a proprio modo il volto doloroso del Cristo".

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