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Domenica, 5 Dicembre 2021
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Giampiero Pagliochini: "Il mondo visto da 2 ruote"

Viaggiare è il sogno di molti, Giampiero è uno dei tanti che concretizza ciò, complice la grande passione per la moto. Negli anni lo parta a visitare i luoghi più sperduti del mondo, ad oggi solo il continente Australiano manca nei suoi itinerari.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

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“La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte" Omar Khayyam, poeta persiano del XII secolo traduce così una sensazione che supera i tempi e i luoghi comuni.

Viaggiare è il sogno di molti, Giampiero è uno dei tanti che concretizza ciò, complice la grande passione per la moto.

Negli anni lo parta a visitare i luoghi più sperduti del mondo, ad oggi solo il continente Australiano manca nei suoi itinerari.

Nel panorama motociclistico italiano rappresenta, insieme a pochi altri che si contano su una mano, l’espressione del viaggiatore classico, colui che viaggia senza GPS e assistenza al seguito, convinto che l’esperienza vada vissuta in prima persona e l’unica cosa che possa dare l’idea della meta finale sia il mezzo che cavalca.

Cavalcare, nel passato il mezzo di locomozione era il cavallo, poi i tempi si sono evoluti e con se la tecnologia, ma arrivare laddove nessuno lo farà mai, in sella al cavallo d’acciaio, rappresenta nell’immaginario delle popolazioni locali, la figura del viaggiatore vecchio stampo, tutte le barriere s’infrangono anche se, a volte, la difficoltà del linguaggio è sinonimo d’incomprensione ma il rimedio è sempre lo stesso, il linguaggio mondiale del gesticolare, cosa che innesca divertenti momenti.

Negli anni dopo i viaggi europei e un passaggio in USA, siamo negli anni ottanta, Giampiero guarda avanti oltre i confini del vecchio continente, le mete sono le stesse dove la storia, machiavellicamente parlando, è maestra di vita., così si ritrova in Egitto tra cultura e storia millenaria, luoghi che sognava dai tempi delle scuola elementari, l’Africa l’appassiona, deserto, oasi, poi dall’altra parte del mondo i paesi andini, luoghi incontaminati e inesplorati, addirittura anticipando  itinerari che vedrà la spedizione di Overland passare anni più tardi. Sono gli anni dei disordini in Chiapas Messico, tra posti di blocco e popolazioni indios giunge fino  a Panama, solo la mancanza di collegamenti impedisce di passare a sud del continente ma è solo un rimandare ad altri momenti.

Memorabile il viaggio in Indocina, dove dopo Laos e Cambogia riesce ad entrare in Vietnam, dove nessuno in moto ha osato, Baggio, Rossi idoli non solo nazionali aiutano, perché l’italianità è ancora un bene prezioso, forse più del passaporto.

In un passaggio tra India e Bangladesh, per giorni in mezzo alle risaie in cerca di uno sbocco di una frontiera, si potrebbe pensare a un disagio, invece lo spirito giusto trasforma il momento in un’esperienza indimenticabile, condita da the e biscotti degli addetti di frontiera del Bangladesh.

In un viaggio in assolo in Iran, esperienza umana senza uguali per l’ospitalità immensa di questo popolo, c’è un momento indimenticabile. Sulla via di Bam, cittadina del XVI secolo, che poi sarà rasa al suolo dopo sei mesi da un terribile terremoto, nel chiedere la strada a Kerman, s’innesca un putiferio che lo vede accerchiato da una miriade di persone, che alla richiesta di Bam replicano “mostardì”(in lingua Farsi significa dritto), pensando ad un altro luogo chiede ancora di Bam, finalmente capito l’arcano tutto si risolve con un invito a casa, ma sarebbero stati necessari un 20 giorni per esaudire tutte le richieste.

Ci sono momenti al limite dell’incolumità personale, specialmente in un passaggio in Colombia quando attraversando la sierra, per non percorrere 2000 km ma solo 160 per ritrovarsi nella stessa città, è fermato a un posto di blocco di militari, le strade sono minate ai lati per contenere la guerriglia, mitra spianati ma al controllo di una borsa i militari sbottano in una risata a 32 denti, infatti una serie si Spaiderman acquistati come regalo a Bogotà, portano una ventata di allegria.

Nel 2005, grazie all’interessamento di due amici della nostra Umbria,  Giampiero reputa l’ AMICIA come un punto personale di forza, lo porta a collaborare con la KTM, la fiducia accordata e il rapporto personale che si istaura, gratifica la testardaggini di anni di viaggi.

In sella alle moto arancioni, Giampiero compie viaggi memorabili, partendo da casa arriva a Pechino dopo 16162 km, giunge a Piazza Tien amen per le foto di rito, dove rischia di essere arrestato, a nessun straniero è permesso arrivare fino lì con un mezzo.

L’anno dopo con partenza da Città del Capo, Sud Africa, giunge fino in Italia risalendo tutta l’Africa, benché menomato per la rottura di un crociato in seguito ad una caduta in Botzwana, non tira i remi in barca e prosegue tra piste e deserto, 14 paesi e oltre 17000 km all’arrivo nel nostro paese.

Nel 2008 con partenza da Lahore in Pakistan, risale la Karakhorum High Way, entra di nuovo in Cina e prosegue per la Pamir Road che insieme alla strada pachistana sono le due arterie più alte del mondo con passaggi oltre i 4500Mt, in Tagikistan per circa 400 km, costeggia il confine afghano, solo un fiume a fare da divisorio, giunge in Italia dopo 11000 km.

Nel 2009 mette insieme un gruppo di quattro amici e con partenza da Lima dopo oltre 10000 Km giunge a d Ushuaia, città Argentina più a sud del mondo, percorrendo per la terza volta le Ande, naturalmente tanto off road.

Alcuni giorni prima della partenza, va in onda nel contenitore del programma RAI TV7 uno speciale dedicato a suoi viaggi. Il link è possibile visualizzarlo al sito personale.

Nel 2010 complice le rivolte in Kirghizistan, che di fatto ostacolano il passaggio verso la Cina, torna negli Usa con un passeggero speciale, il figlio Giulio di 13 anni, circa 10000 km a zonzo dalla costa ovest fino alla Rashumore, è l’occasione per rivedere un vecchio amico di scuola a San Francisco, titolare del Ristorante Umbria.

Nel 2012 si torna in Africa, from Ghana To Italy, 11200 km di emozioni con realtà contrastanti. Timboctu, Chinguettì e quei 160 km sul bagno asciuga del Senegal  fanno rivivere flash della Paris-Dakar che fu.

Nell’anno 2000 con il patrocinio del Centro Internazionale della Pace fra i Popoli di Assisi, si rende portatore di un messaggio di pace partendo da Samarcanda, Uzbekistan fino all’Italia.

Grazie alla collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e le ambasciate italiane in loco, oltre al messaggio porta con sé una serigrafia che è firmata dalle autorità incontrate, memorabile per la portata e le personalità quella a Teheran dove l’allora Ministro della Cultura Sua Eccelenza Bougardin insieme al nostro Ambasciatore, Sua Eccelenza  Riccardo Sessa, in un contesto amichevole e carico di  significato appone la firma.

I viaggi negli anni sono stati pubblicati dalle riviste del settore, partecipa a varie trasmissioni televisive locali la chicca nel 2000  quando con il viaggio in Mongolia è ospite di Licia Colò alla Falde del Kilimangiaro.

Nel 2003 è invitato alla rassegna ITINERA a Savigliano provincia di Cuneo, dedicata a chi viaggia organizzato in proprio. Nell’occasione si consolida l’amicizia con Giorgio Bettinelli globetrotter mondiale in sella alla Vespa, personaggio di grande sensibilità autore di viaggi intorno al mondo. Per essere fedeli al detto le “montagne sono ferme e le persone s’incontrano”, tre anni più tardi s’incontrano  a Pintyo, cittadina cinese famosa per le sue pagote. Purtroppo Giorgio lascerà questo mondo per un altro viaggio nel settembre del 2008,  dopo aver contratto un virus mentre è in Cina.

Nel 2009, insieme con altre viaggiatori in moto aprono “Il meeting nazionale del viaggio Avventura”, organizzato dal comune di Serra dei Conti con il patrocinio della Provincia di Ancona.

SITI PERSONALI

www.motorbiketravel.it

www.facebook.com/Motorbiketravel

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