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Un'immagine di scena

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"Penso che un sogno così...", Beppe Fiorello racconta Domenico Modugno

L'artista siciliano in scena al Municipale martedì 16 e mercoledì 17 febbraio in uno spettacolo-evento sulla vita di Domenico Modugno

Beppe Fiorello si racconta cantando Modugno. È senza dubbio uno degli appuntamenti più attesi della Stagione al Teatro Municipale di Piacenza lo spettacolo “Penso che un sogno così…”, scritto dall’attore siciliano con Vittorio Moroni e diretto da Giampiero Solari.

Lo spettacolo va in scena martedì 16 e mercoledì 17 febbraio alle ore 21 nell'ambito del cartellone Prosa della Stagione “Tre per Te” 2015/2016 organizzata da Teatro Gioco Vita, direzione artistica di Diego Maj, con Fondazione Teatri e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Il binomio tra Giuseppe Fiorello e Domenico Modugno è ormai consolidato. Dopo averne raccontato la storia in televisione, l’attore ha preso in prestito le canzoni del grande Modugno per farne la colonna sonora dello spettacolo teatrale sulla sua vita, le stesse canzoni che avevano colorato la sua infanzia e il suo rapporto con il padre.

Alla terza stagione di tournée, “Penso che un sogno così…” ha raggiunto importanti traguardi: sold out per la maggior parte delle date, tantissime le repliche, quasi trecento serate, e la candidatura all’edizione 2015 del Premio “Le maschere del teatro italiano” nella sezione miglior interprete di monologo. In scena con Giuseppe Fiorello i musicisti Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma.

Prendendo spunto dalla vita di Domenico Modugno, l’attore siciliano insegue i sogni di un ragazzo del sud, tra speranze e voglia di vivere, storie e personaggi di un recente passato. Uno spaccato della sua infanzia, tra occasioni buffe ed episodi dolorosi, alcuni sicuramente nostalgici, che appartengono a quell’Italia di un tempo, pronta a lottare per vincere. Fiorello si ritrova bambino, dialoga con la propria infanzia, ride di sé quando ancora era timido e impacciato, fa rivivere la figura fondamentale del padre.

«Salgo a bordo del deltaplano delle canzoni di Domenico Modugno - sono le parole di Giuseppe Fiorello a proposito dello spettacolo - e sorvolo la mia infanzia, la Sicilia e l’Italia di quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare incredibili. Attraverso questo viaggio invito i protagonisti della mia vita ad uscire dalla memoria e accompagnarmi sul palco, per partecipare insieme ad un avventuroso gioco di specchi»

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