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Martedì, 9 Agosto 2022
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"I nostri cellulari, tablet e computer grondano di sangue"

“I nostri cellulari, tablet e computer grondano di sangue”: questo il pensiero di molti usciti dalla serata che si è tenuta a fine maggio nel salone di San Giuseppe Operaio e dedicata al Congo. Infatti, come ha illustrato la relatrice, Simona Rossi, laureata in Storia Contemporanea e specializzatasi nella storia della Repubblica Democratica del Congo studiando con il professore Giorgio Vecchio, questo paese africano, "vessato da colonialismo e neocolonialismo, ingerenze internazionali nella politica interna e pressioni geopolitiche da parte di nazioni confinanti, detiene la risorsa ritenuta, probabilmente, la più promettente per l’economia mondiale, ovvero il coltan. Questa miscela di minerali - continua la nota degli organizzatori - è alla base della tecnologia più all’avanguardia dei nostri dispositivi tecnologici -anche i più comuni, come cellulari e tablet-, ma la sua estrazione redditizia avviene in modo illegale, forzando intere comunità a lavorare come schiavi in miniere insalubri nella regione del Kivu, ad est del paese, e a lasciare le loro terre con un’inaudita violenza che ben si può definire crimine contro l’umanità, soprattutto nei confronti di donne e bambini.

"La dottoressa Rossi, dopo un efficace excursus attraverso la storia moderna e contemporanea, soffermandosi su personaggi straordinari della storia congolese, come Patrice Lumumba, o memorabili per motivi meno nobili, come il dittatore Mobutu, ha ben spiegato le mire rapaci del Rwanda nei confronti delle risorse del vicino Congo, il business delle armi favorito dalle potenze occidentali e i legami non sempre chiari e, anzi, evidentemente compromessi e illeciti dei vertici del paese con il Belgio, nella Comunità europea, nonché il deludente apporto delle forze internazionali dell’Onu, che spesso partecipano al banchetto mostruoso alle spalle del paese in cui dovrebbero essere fautori della pace e della sicurezza".

"La serata è stata arricchita dalla testimonianza diretta del sacerdote e teologo congolese don Alphonse Ndiata Kalala, attualmente attivo in S.Giuseppe operaio in appoggio a Don Stefano Segalini, per volere del Vescovo. Don Alphonse ha parlato dei problemi sociali legati alla situazione politica in corso e alla sanguinosa guerra civile finanziata da un occidente interessato economicamente e si è appellato alla necessità di condividere il più possibile queste notizie per creare consapevolezza e sensibilizzare il mondo occidentale, partendo dalle nuove generazioni".

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