Il dolore senza tempo di Madama Butterfly emoziona e conquista il Municipale

Successo di pubblico e di critica per la tragedia di Giacomo Puccini che ha concluso la stagione lirica piacentina

Il dolore struggente, l’amore tradito, l’attesa eterna custodendo nel cuore un sentimento puro. Tutto questo è ancora oggi Cio-Cio-San, protagonista del capolavoro pucciniano “Madama Butterfly” scritto ben oltre un secolo fa. Nel 2016 commuove ancora lo spettatore, lo fa sognare e fremere per quell’intreccio di amore puro - forte tanto da rinnegare le monolitiche tradizioni giapponesi - che alla fine il gesto estremo della protagonista straziata nell’animo appare sempre come l’unica e perfetta sublimazione di un amore tanto grande che un cuore di donna non poteva contenere tutto. Certo, attendere per tre anni la persona amata è stata una prova di amore e fedeltà che ancora oggi potrebbe levare ogni dubbio sulla nobiltà d’animo e le intenzioni di un amante. Insomma, nulla di così antico poteva essere, ancora oggi, attuale e di successo nell’epoca dei tronisti di plastica e delle soubrette isteriche che abitano le nostre tv.
Il successo di pubblico per la Madama Butterfly portata in scena al Teatro Municipale di Piacenza l’8 aprile, conferma l’attualità di questa tragedia. Conferma che ancora oggi il pubblico ama sognare davvero, in una società mediatica moderna che ha fatto dell’amore un bene di consumo da ostentare sui social network.

Certo, qui siamo davanti a una rappresentazione scenica e musicale di livello assoluto. Regia, orchestra, coro, costumi e luci esaltano la scena minimale e perfettamente statica del Giappone di allora: tutto grazie alla regia di Sandro Pasqualetto, che insieme a Rosanna Monti ha curato anche le scene e i costumi partendo dal progetto di Christoph Wagenknecht e Catherine Voeffray, e delle luci di Claudio Schmid.

Il resto lo ha fatto la bravura indiscussa dei protagonisti, applauditi più volte a scena aperta all’apice delle arie più famose dell’opera di Puccini che ha chiuso, in maniera egregia, la stagione lirica 2015-2016 di chiaro successo e qualità allestita dalla Fondazione Teatri di Piacenza.

L’orchestra regionale dell’Emilia Romagna diretta con precisione e passione da Valerio Galli - insieme al coro del Municipale di Piacenza istruito da Corrado Casati - è stata l’ineccepibile trampolino per la voce della soprano Amarilli Nizza nei panni di una Madama Butterfly che nel secondo atto ha portato all’apice la sua interpretazione vocale. Il tenore Vincenzo Costanzo (Pinkerton) e il baritono Mansoo Kim (l’ambasciatore Sharpless) hanno strappato più di un applauso anche ai critici loggioni del Municipale piacentino. Ma la bravura dei protagonisti non sarebbe mai emersa nella sua completezza senza l’arte vocale degli altri protagonisti e comprimari: Nozomi Kato (l’ancella Suzuki) e Luca Casalin (Goro) su tutti. E poi ancora Alessio Verna nei duplici panni del principe Yamadori e di Yakusidè, così come Federica Gatta è stata sia Kate Pinkerton che la madre di Butterfly. Lo zio bonzo è stato interpretato da Cristian Saitta, il commissario imperiale da Jin Heon Song, l'ufficiale del registro da Giovanni Grignanin, la zia da Daniela Bortolon, la cugina da Samantha Sapienza, mentre Dolore è stata la giovanissima Agata Passerini.

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