Il sistema dei servizi educativi per l’infanzia: come pensare insieme l’educazione

La positiva esperienza del Coordinamento Pedagogico Territoriale di Piacenza sintetizzata in un libro che inquadra oltre dieci anni di attività

“E’ fondamentale investire sui bambini perché significa preparare la generazione che capirà il mondo che si sta formando. Grazie alla significativa sinergia del Coordinamento Pedagogico Territoriale di Piacenza di cui oggi il Comune assume il pieno coordinamento (dopo il passaggio di competenze dalla Provincia), si continuerà a realizzare una adeguata integrazione tra i servizi, con reciproca fiducia e voglia di sperimentare, pur tra diversi soggetti ben amalgamati”.

Così l’assessore al Nuovo welfare e al sostegno alle famiglie del Comune di Piacenza Stefano Cugini ha focalizzato il significato dell’iniziativa che si svolgerà venerdì 13 gennaio 2017 presso l’Università Cattolica (aula Piana dalle 16,30 alle 18,30), un seminario dal titolo “Pensare insieme l’educazione. Costruire il sistema dei servizi educativi per l’infanzia: l’esperienza del Coordinamento Pedagogico Territoriale di Piacenza”, un convegno che vedrà la partecipazione di amministratori locali, gestori e coordinatori pedagogici dei servizi pubblici e privati, educatori dell'intero territorio provinciale.

L’incontro sarà altresì l’occasione per la presentazione della pubblicazione “Pensare insieme l’educazione” predisposto per l’occasione dalla prof. Elisabetta Musi ricercatrice di Pedagogia della prima infanzia della Cattolica di Piacenza. “Si tratta- ha rimarcato Valeria Sogni della Regione nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa (presenti, oltre all’autrice della pubblicazione, Pino Solenghi de “Il solco”, Anna Bolzoni responsabile servizi per l’infanzia del Comune e Paola Grazioli coordinatrice pedagogica del Comune di Piacenza), di una fattiva sinergia espressione di un pensiero e di una cultura collettiva, il frutto di una pratica di collaborazione consolidata attraverso un lavoro sistematico svolto negli anni”.

Com’è noto la costruzione di un sistema educativo integrato è la condizione per contrastare la povertà socio-culturale e la marginalità, come sostiene un importante documento della Commissione Europea (“Investire nell’infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale”, 20 febbraio 2013). Questo dunque il significato del convegno del 13 gennaio, proprio per mostrare come si è tradotto un lavoro di rete con oltre dieci anni di storia nel territorio piacentino,ed in particolare l’attività di progettazione partecipata del Coordinamento Pedagogico Territoriale di Piacenza, formato dai rappresentanti dei Coordinamenti pedagogici dei nidi d’infanzia pubblici, privati e convenzionati presenti in città e nella provincia. La ricostruzione di questa esperienza è stata appunto pubblicata nel volume che dà il titolo all’iniziativa. “In un momento critico e faticoso come quello che stiamo attraversando – ha spiegato la Prof.ssa Elisabetta Musi, curatrice della pubblicazione - non si può cedere alla tentazione di abbassare l’investimento sui servizi, in attesa magari di tempi migliori; perché la logica è esattamente inversa: tempi migliori possono più facilmente avverarsi se continueremo a investire nell’educazione. Da lì passa il cambiamento, la forma che vogliamo dare al futuro. Se interpretati con sapienza anche i momenti difficili possono diventare una straordinaria opportunità”.

Il testo è frutto di una scrittura collettiva, sintesi di uno sguardo retrospettivo e di un’apertura prospettica, che fanno di questo scritto uno strumento prezioso per individuare orientamenti pedagogici e strategie operative tese ad alimentare una coscienza educativa, a partire dall’attenzione per i luoghi in cui nascono e si trovano a vivere i più piccoli”. “Investire sui bambini è - precisa  Stefano Cugini- essenziale perché i risultati delle indagini internazionali sulle competenze degli alunni rilevano che i bambini e gli adolescenti che hanno usufruito dei servizi per la prima infanzia ottengono migliori risultati scolastici. Le ricerche indicano pure che l'offerta dei servizi  di alta qualità può aiutare a ridurre la spesa pubblica futura per il welfare, la salute e anche per la giustizia.  L'educazione nella prima infanzia  rappresenta quindi il fondamento per la costruzione di sistemi educativi più efficaci e più equi”. In questo momento di cambiamenti anche istituzionali è dunque necessario ripensare e ripensarsi, e qui il ruolo del coordinamento pedagogico territoriale emerge in tutta la sua pregnanza, per garantire qualità e mettere in circolo competenze, esperienze, informazioni tra i vari attori pubblici e privati.   Al convegno parteciperà anche la vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini, che presenterà la nuova legge n. 19 del 25.11.2016: “Servizi educativi per la prima infanzia”. In questo modo la storia dei servizi educativi territoriali per l’infanzia si affaccia sulle novità che le politiche scolastiche ed educative hanno annunciato e a cui il confronto dedicherà particolare attenzione.

Altro importante fattore di cambiamento per il funzionamento del sistema educativo territoriale 0-3 anni è la riforma del sistema di governo regionale e locale a seguito della quale sono stati assegnati ai Comuni alcuni dei  compiti precedentemente svolti dalle Province fra cui: l'erogazione dei contributi per il consolidamento/gestione dei servizi pubblici e privati convenzionati ai servizi 0-3 anni ubicati nel territorio comunale e  la qualificazione del sistema educativo per la prima infanzia. Per l'esercizio di tali funzioni i Comuni si avvarranno del patrimonio di conoscenze prodotte negli anni dal Coordinamento Pedagogico Territoriale ( ex provinciale) e sosterranno con convinzione la  formazione degli operatori pubblici e privati. A coordinare i lavori Valeria Mariani, tutor del Coordinamento Pedagogico Territoriale di Piacenza.

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