"Il territorio e i segni dell'uomo", la presentazione il 12 giugno al Museo Etnografico di Bobbio

Domenica 12 giugno, in occasione della annuale festa del Museo Etnografico della Val Trebbia, a Callegari di Bobbio, verrà presentato alle ore 16 il volume dedicato all'architetto Fabrizio Bertuzzi finanziato dalla Fondazione Fabrizio Bertuzzi e Mina Losi

Fabrizio Bertuzzi

 Domenica 12 giugno, in occasione della annuale festa del Museo Etnografico della Val Trebbia, a Callegari di Bobbio, verrà presentato alle ore 16 il volume dedicato all’architetto Fabrizio Bertuzzi finanziato dalla Fondazione Fabrizio Bertuzzi e Mina Losi con il patrocinio del Museo Etnografico. Il lavoro di ricerca condotto da Valeria Poli è stato commissionato dalla Fondazione Fabrizio Bertuzzi e Mina Losi, che persegue la finalità di tutela, promozione e valorizzazione della cultura rurale del piacentino con particolare attenzione ai territori collinari e montani, obiettivi che sono stati l'oggetto delle lunghe ricerche che il fondatore, Fabrizio Bertuzzi, ha condotto sul paesaggio, alla ricerca di segni lasciati dall'uomo, scelta che caratterizza tutta la sua attività professionale nell’ambito della pianificazione urbanistica e territoriale. Un ruolo fondamentale nella direzione della conoscenza, come affermato da Fabrizio Bertuzzi stesso, è quello svolto dal Centro Documentazione Fotografica (CDF), attraverso il censimento fotografico e la pubblicazione di cataloghi per i quali ci si avvale della sua collaborazione tecnico-scientifica.  Fabrizio Bertuzzi si è fatto interprete, in risposta all’evoluzione culturale e normativa degli ultimi anni, della necessità di adottare nei confronti del paesaggio un approccio di tipo "integrato", attraverso la collaborazione e la concertazione fra le sedi istituzionali competenti al fine di elaborare una strategia condivisa di sviluppo complessivo del territorio rurale.  Il testo “IL TERRITORIO E I SEGNI DELL’UOMO”  dopo aver ripercorso la sua vicenda biografica e professionale,  ricostruisce la complessità dei debiti culturali contratti e il contributo personale fornito alla definizione dell’approccio metodologico-disciplinare adottato. Si tratta di una metodologia di ricerca storica che si avvale di una indagine di tipo interdisciplinare, per l’individuazione delle tracce storiche sul territorio, utilizzando i risultati per la pianificazione della tutela attiva del territorio. La vicenda professionale, infatti, coniuga l’interesse per la pianificazione su grande scala alla promozione turistica.

FABRIZIO BERTUZZI nasce a Piacenza il 9 novembre 1948. Si laurea al Politecnico di Milano il 24 marzo 1975, con una tesi di geografia politica sulla viabilità dell’Emilia Romagna, La rete urbana dell’Emilia Romagna, redatta presso l’Istituto di Geografia dell’Università statale di Milano (correlatore prof. Roberto Mainardi) e discussa presso il Politecnico di Milano (relatore prof. Augusto Perelli). Dal 1972 al 1982, insieme ad altri 20 architetti, lavora nella Cooperativa di Architettura e Urbanistica e nel Collettivo di progettazione a Piacenza. Dal 1983 al 2000 con Giuseppe Tacchini, apre lo studio associato che dividono con Giuseppe Oddi. Dal 2000 opera nello studio “Fabrizio Bertuzzi- ricerca e pianificazione territoriale”. I legami con la ricerca universitaria costituiscono un punto fermo durante tutta la sua vita non solo come collaboratore del prof. Augusto Perelli, ma anche come docente a contratto presso il Politecnico di Milano e presso l’università Cattolica.   Muore il 26 maggio 2008, e nello stesso anno, in ottemperanza alle disposizioni testamentarie del 13 giugno 2008, viene istituita la fondazione “Fabrizio Bertuzzi & Mina Losi”.

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