Unione Giuristi Cattolici, incontro sulla legge 219/2017 in tema di DAT

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

La morte e la sofferenza fanno certamente paura a tutti. Ma è possibile che l’angoscia per sofferenze future del tutto ipotetiche ed eventuali possa essere così forte da spingere ad esprimere oggi, anzitempo, il proprio rifiuto di trattamenti sanitari del pari futuri e del tutto ipotetici? Ed un tale dissenso preventivo rispetta i requisiti di informazione richiesti per la espressione del consenso (o dissenso) ai trattamenti sanitari? E che cosa accade quando a dare esecuzione a tali volontà spetti ad un familiare o ad un amministratore di sostegno, di un incapace o di un minore? La volontà di staccare la spina anche della idratazione e nutrizione artificiali è davvero quella del paziente, o vi si può sostituire quella del suo legale rappresentante?

La legge 219/2017 in tema di DAT ha profondamente inciso sul quadro dei valori costituzionali in tema di diritto alla salute ed alla vita, di libertà di coscienza del medico, ponendo interrogativi profondi ma anche dubbi di legittimità costituzionale. Del tema parleranno la D.ssa Michela Fenucci, Giudice Tutelare presso il Tribunale di Pavia, che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, commi 4 e 5, della legge 219/2017, e l’Avv. Livio Podrecca, Presidente dei Giuristi Cattolici di Piacenza, il 22 giugno p.v., a partire dalle ore 18,00, nella Sala delle Colonne della Curia Vescovile (accesso da Piazza Duomo, 33 o da Via Vescovado).

All’incontro, di interesse della collettività, oltre agli operatori (magistrati, avvocati, medici, infermieri, assistenti sociali, amministratori di sostegno), è invitata anche la cittadinanza, con accesso libero e gratuito.

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