La scommessa degli Insula, al Baciccia sul palco per il primo disco “The Emptiness (which you seek)”

Appuntamento venerdì sera 17 gennaio. La band: «L’album è stato composto tra le colline piacentine e Parma tra il 2012 e il 2018, interamente pensato in numerose sessioni di home recording»

Gli Insula

Se vi piacciono le scommesse, per una volta non piazzate la solita multipla alla SNAI che poi tanto all’ultimo vi tradisce negandovi un misero over 1.5 pagato 1.22. 
Andate al Baciccia, venerdì sera 17 gennaio, per il concerto degli Insula. Cosa c’entrano le scommesse? Beh, un po’ c’entrano. Nel senso che di band che vanno sul sicuro ne girano fin troppe dalle nostre parti. “A bright red scream”, primo singolo dell’album d’esordio degli Insula (uscito proprio ora, s’intitola “The Emptiness (which you seek)”, suona invece come una coraggiosa e ambiziosa dichiarazione d’intenti. Cantato (e in un certo senso anche suonato) in inglese, gira attorno a una struttura alternative-rock speziata di prog sia nel cuore che nella testa (pensiamo a tutto il retaggio “post” degli anni ’90 incrociato con il senso melodico di uno Steven Wilson). Un singolo che è forse la migliore introduzione possibile al caleidoscopico mondo di Lorenzo Cacciatore (voce e tastiere), Claudio Marchesi (chitarre e voce), Davide Manstretta (basso e voce), un mondo sbocciato a Piacenza quasi una decade fa e che ora (due precedenti EP a parte) partorisce il primo tangibile frutto. Affezionati a un’idea di rock “quiet/loud” abbastanza classica, gli Insula, dal vivo, minacciano di essere una bombetta da tenere in seria considerazione. Insieme ai tre membri della band, anche Riccardo Molinari alla chitarra e Francesco Migliorini alla batteria, due teste in più per un gruppo che promette di erigere un muro di suono solido, ma non inviolabile. A farlo cedere, talvolta, sarà la melodia.

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Afferma la band: «L’album è stato composto tra le colline piacentine e Parma tra il 2012 e il 2018, interamente pensato in numerose sessioni di home recording. Questa lunga pre-produzione ha portato i pezzi ad essere spesso modificati e rivisitati fino ad avere la forma definitiva che si può trovare sul disco». Semplicemente, ascoltateli.

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